Coronavirus, perché i tabaccai (e il Lotto) non si fermano

Le misure imposte dal nuovo decreto coronavirus lasciano aperte le tabaccherie, queste assicureranno almeno una parte degli introiti derivanti da Lotto, Superenalotto, gratta e vinci e tabacchi.

Coronavirus, perché i tabaccai (e il Lotto) non si fermano

Il coronavirus non ferma tabacchi e gioco del lotto. A differenza di altre attività commerciali “non essenziali”, le tabaccherie rimarranno aperte. La conferma è arrivata nella serata di ieri attraverso il decreto firmato dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte, in merito alle nuove misure restrittive per gestire l’emergenza COVID-19. I tabaccai garantiscono allo Stato di mantenere gli introiti sui tabacchi, e i relativi prodotti, permettono di pagare bollette e di giocare al Lotto o di effettuare scommesse. Parte del danno economico provocato dall’epidemia potrà essere così ammortizzato.

Coronavirus, perché i tabacchi restano aperti

Con il nuovo DPCM firmato nella serata di ieri, il premier Conte ha ordinato la chiusura di molte attività. Tra queste non rientrano le tabaccherie che resteranno aperte. Queste strutture infatti garantiscono entrate nelle casse dello Stato, derivanti sia dalla vendita dei prodotti legati al tabacco sia da quello del gioco pubblico. Si potrà continuare quindi a effettuare scommesse e a giocare al Lotto.

Solo la chiusura delle sale da gioco e di quelle del Bingo costerà allo Stato una perdita di 602 milioni di euro al mese. In generale, l’intero settore garantisce all’Erario 7,24 miliardi sui 15,5 miliardi di incassi complessivi certificati dal Dipartimento delle Finanze. Per questo si sta cercando di limitare i danni tenendo vivo un altro ramo del gioco.

Le scommesse sportive ad esempio assicurano circa 350 milioni ma verranno influenzate dalla riduzione del palinsesto degli eventi sportivi. Un giro d’affari enorme che se interrotto potrebbe causare gravi conseguenze all’intero impianto economico.

“Stop tasse e imposte anche per tabacchi e sale scommesse”

Nella giornata di ieri la Federazione Italiana Tabaccai ha inviato una nota al governo per affrontare proprio il tema delle difficoltà del settore nell’emergenza coronavirus. Al fine di non dover far fronte a conseguenze disastrose è stata chiesta “l’adozione di eccezionali e urgenti misure di sostegno”, come riporta STS, il Sindacato dei Totoricevitori Sportivi. Ecco cosa si legge nel comunicato:

“Si chiede l’estensione alle tabaccherie degli ammortizzatori sociali già previsti per aziende con più di 15 dipendenti. Sospensione dei termini di versamento di imposte, tasse e contributi previdenziali e assicurativi nei confronti dell’Amministrazione finanziaria e degli enti competenti. Dilazione a fine anno del riversamento delle accise e dell’IVA sui tabacchi lavorati immessi in consumo così facilitare la prosecuzione dell’attività. Dilazione a fine anno a favore dei tabaccai dei termini di riversamento dei proventi derivanti dalla raccolta del gioco del lotto. Si tratta di misure necessarie e indifferibili per fronteggiare l’attuale emergenza a sostegno della rete che da sempre rappresenta lo Stato sul territorio assicurando importanti servizi di pubblica utilità”

Richieste simili quelle di Sistema gioco Italia, la Federazione di filiera del Gioco e dell’Intrattenimento di Confindustria che ha chiesto “l’immediata sospensione, fino alla cessazione dello stato di emergenza, dei termini per il versamento, da parte dei concessionari, del prelievo erariale unico, dell’imposta unica e dei canoni di concessione e di qualunque somma dovuta per la gestione telematica degli apparecchi da intrattenimento e per la raccolta delle scommesse e del bingo”. Una volta ripresi i versamenti, quando verrà dichiarata la fine dello stato di emergenza, questi dovrebbero avvenire “esclusivamente in forma dilazionata in 12 rate mensili”.

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