Il Coronavirus è nato 140 anni fa. Lo studio

È una storia secolare quella del coronavirus secondo la prestigiosa rivista Nature: ecco lo studio che ribalta tutto

Il Coronavirus è nato 140 anni fa. Lo studio

Il coronavirus non ha nulla a che fare con i mercati cinesi né con i laboratori di Wuhan: è nato 140 anni fa ed è rimasto a lungo nascosto in natura. Sono le più recenti conclusioni della rivista britannica Nature, che ha messo insieme una serie di lavori già discussi in precedenza per fare un lungo percorso a ritroso, fino alle origini del virus.

Origini che - databili ben oltre un secolo fa - non possono che essere naturali, nello specifico riconducibili ai pipistrelli di una grotta in una delle aree più incontaminate del Paese: la provincia dello Yunnan.

Eppure, da quei pipistrelli non derivava “nessun pericolo di contagio” all’indirizzo di esseri umani secondo la testata britannica. Rimasto «incubato» a lungo, solo 70 anni fa il virus si è separato dai volatili, dando avvio a una lunga strada di mutazioni e trasmissioni ad altri animali (tra cui gli ormai famosi pangolini), che gli ha permesso di arrivare fino allo scenario attuale.

Cruciale nei suddetti passaggi le specifiche proteine che si sono svincolate dai pipistrelli, e hanno mostrato la capacità di aggredire le cellule umane.

Il Coronavirus è nato 140 anni fa. Lo studio

Secondo la rivista Nature lo studio rappresenta un passo cruciale nelle indagini scientifiche sul coronavirus, non tanto perché va a smentire l’ormai tanto calcata tesi che lo vorrebbe nato in un laboratorio di Wuhan, ma soprattutto perché traccia un iter più preciso delle sue origini e può agevolare la battaglia contro la pandemia in corso.

I processi naturali - sottolinea la testata britannica - vanno continuamente monitorati anche in ottica di prevenzione, al fine di scongiurare nuovi ceppi virali:

“È fondamentale che ci sia una continua sorveglianza e una crescente vigilanza sull’eventualità che emergano nuovi ceppi virali, tramite il passaggio di agenti infettivi dagli animali all’uomo”,

si legge nello studio.

La strada che ha portato il coronavirus a rivelarsi così efficace nel contagio ai danni degli esseri umani è estremamente lunga e ramificata, con una più che probabile origine dai pipistrelli almeno 140 anni fa.

Nascosto in questi ultimi per decenni, ha poi portato avanti un processo di modifica e crescita che ne ha variato le caratteristiche e ampliato le capacità di adattamento:

“Per una percentuale del 96% il materiale genetico del coronavirus corrisponde a quello trovato in una grotta nello Yunnan abitata dai pipistrelli. Ma c’è una differenza cruciale: il virus del pipistrello dello Yunnan non sembrava infettare le persone”.

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Tirando le somme dell’intero studio, Rasmus Nielsen - biologo dell’Università della California a Berkeley - mette l’accento sulla generale necessità di un continuo lavoro di analisi dei virus, utile per contrastarli con la massima efficacia possibile.

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