Coronavirus: in Francia 500 focolai, nuovi blocchi in arrivo?

In Francia ci sono almeno 500 focolai attivi e il coronavirus torna a far paura. Per questo, il Governo ha inasprito le misure precauzionali, non escludendo nuovi blocchi: cosa sta succedendo?

Coronavirus: in Francia 500 focolai, nuovi blocchi in arrivo?

In Francia non c’è una seconda ondata, ma la situazione coronavirus torna a far paura.

Attualmente, sono 500 i focolai attivi sparsi un po’ in tutta la nazione, anche dove lo scoppio dell’epidemia in primavera è stato più intenso.

Per questo, il Governo sta correndo ai ripari, ripristinando misure restrittive che erano state abolite. Il ritmo di crescita dei contagi non è rassicurante, a detta del ministro della Sanità e tutte le opzioni - anche quella di nuovi blocchi - restano sul tavolo.

La notizia dell’allerta coronavirus in Francia si aggiunge ai nuovi allarmi provenienti da Spagna, Germania, Europa dell’Est e, in parte, anche dall’Italia, dove alcune regioni restano osservate speciali.

Coronavirus Francia: preoccupante ripresa. Cosa succede?

Lunedì 20 luglio il ministro francese della Sanità, Olivier Véran, ha fatto il punto sulla situazione epidemia a livello nazionale. E il resoconto non è stato proprio rassicurante.

Mantenere alta la guardia, infatti, è un dovere per i francesi visto che sono attivi almeno 500 focolai in diverse zone dello Stato. Il ministro ha sottolineato che:

“Ci sono tra 400 e 500 cluster attivi in ​​Francia. Stiamo assistendo a preoccupanti segni di nuovi focolai dell’epidemia che ci hanno portato a rafforzare la nostra posizione in merito al messaggio sanitario. L’obiettivo non è preoccupare eccessivamente le persone, ma tenerle in guardia.”

Nello specifico, molti degli attuali cluster del virus coinvolgono mattatoi o altre strutture professionali circoscritte, come le case per anziani. Altri sono invece risultati dai ricongiungimenti familiari per le vacanze estive.

A livello nazionale l’indice di velocità di trasmissione virale è ora pari a 1,2, il che significa che 10 persone infette ne contageranno in media altre 12, secondo l’agenzia sanitaria statale francese.

Ma in alcune aree, il tasso è molto più alto, con la regione mediterranea di Marsiglia e Nizza che registra un indice pari a 1,55 e la Bretagna, nella Francia occidentale, che si attesta a 2,6.

Misure restrittive e l’incubo di nuovi blocchi

Alla luce dell’andamento epidemiologico, che a detta del Governo è preoccupante per la sua accelerazione, dal 20 luglio la mascherina è diventata obbligatoria in tutti i posti pubblici chiusi della Francia.

Nel dettaglio, le persone dai 10 anni in su dovranno indossare il dispositivo nei cinema, bar, negozi, hotel, ristoranti, mercati coperti, sale concerti, aeroporti, stazioni ferroviarie, biblioteche, uffici, banche.

Per chi viola l’ordine si prevede una multa di 135 euro.

Ma lo scenario potrebbe peggiorare se la situazione coronavirus diventasse più grave. Lo ha annunciato lo stesso ministro Véran:

“Se le tendenze preoccupanti continuano, il Governo prenderà di nuovo in considerazione i blocchi regionali o anche nuovi ordini di confinamento a livello nazionale. Tutte le opzioni sono sul tavolo”

In Francia i cittadini sono avvisati. Per ora la seconda ondata è lontana, ma per evitarla tutto potrebbe accadere. Anche il ritorno del lockdown.

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