Mercato auto affonda con coronavirus: per l’Italia la batosta peggiore

A marzo in tutta Europa c’è stato un crollo del mercato auto a causa del coronavirus. L’Italia ha subito il contaccolpo peggiore.

Mercato auto affonda con coronavirus: per l'Italia la batosta peggiore

A marzo si è registrato un grave crollo del mercato auto in Europa e per l’Italia la batosta è stata la peggiore. Lo ha fatto sapere Acea, l’associazione delle case automobilistiche europee.

Il coronavirus si è abbattuto sul settore automotive, le cui immatricolazioni hanno subito una contrazione del 51% a livello continentale e sono scese sotto il milione di unità, mentre il mercato italiano ha registrato una caduta dell’85%.

Anche guardando ai singoli costruttori gli effetti non cambiano, le vendite di FCA sono letteralmente affondate.

Le previsioni su aprile non sono ottimistiche e si teme che le cose possano peggiorare ulteriormente. Gli attori del mercato automotive, intanto, chiedono incentivi per sostenere il comparto.

Crollo del mercato auto a marzo: per l’Italia batosta peggiore

Nel mese di marzo sono state immatricolate in Europa 853.077 vetture, ossia il 51,8% in meno dell’anno scorso nello stesso periodo. In Italia la percentuale sale all’85,4% con un calo delle immatricolazioni da 194.302 a 28.326.

Il quadro negativo è da attribuire al blocco della produzione e dei concessionari conseguente al lockdown, ma anche l’inizio dell’anno era partito con un segno negativo: -7,5% a gennaio e -7,4% a febbraio.

Una situazione che purtroppo non ha ancora mostrato le sue reali conseguenze: il bilancio del mese di aprile sarà probabilmente più grave, visto il prolungamento delle chiusure. In Italia, infatti il crollo del mercato auto è stato maggiore rispetto al resto d’Europa proprio perché le misure restrittive sono iniziate prima.

Tra gennaio e marzo 2020 le vetture vendute complessivamente in Europa sono state 3.054.7093, il 26,3% in meno rispetto al primo trimestre del 2019, mentre in Italia sono state vendute 347.193 vetture con un calo del 35,5%.

Tutti i 27 mercati Ue hanno registrato una contrazione, sebbene più contenuta. In Francia le immatricolazioni sono diminuite del 72,2%, mentre in Spagna del 69,3%. Meglio per la Germania dove sono calate del 37,7%. La Gran Bretagna invece ha fatto il -44,4%. Percentuali in discesa che si riflettono anche sulle performance dei singoli produttori.

Le iniziative di Fiat Chrysler Automobiles

Il crollo del mercato auto è evidente infatti anche prendendo in esame le performance di FCA. Il Lingotto ha immatricolato in Europa 27.326 auto, il 74,4% in meno dello stesso mese del 2019 per una quota del 3,2%.

Da gennaio a marzo, il gruppo ha venduto 170.327 vetture, con un calo del 34,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso e la quota è scesa dal 6,3% al 5,6%. Per Fiat Chrysler Automobiles il mercato di riferimento è quello italiano, a maggior ragione la chiusura anticipata degli stabilimenti produttivi e dei punti vendita ha determinato un impatto forte.

Visto il boom delle vendite online come effetto della pandemia, anche FCA ha portato avanti alcune iniziative nel tentativo di avvicinare i consumatori da remoto con l’aiuto della tecnologia.

Una modalità di contatto per chi intende acquistare una vettura o parlare con un consulente per richieste di preventivi, che nel nostro Paese ha fatto da apripista per poi diventare operativa anche in altri mercati: Austria, Belgio, Francia, Germania, Portogallo, Regno Unito, Repubblica Ceca, Slovacchia, Spagna, Svizzera e presto anche in Grecia e Serbia.

Il servizio viene offerto con la piattaforma Google Meet, mentre attraverso Fca Bank e Leasys verranno supportate le richieste di finanziamenti e i servizi assicurativi per i clienti interessati. In Italia, beneficiari di tali finanziamenti potranno iniziare a pagare da gennaio 2021 e presto l’iniziativa sarà estesa anche agli altri Paesi.

Ma gli incentivi ai clienti non sono sufficienti, i costruttori europei chiedono anche agevolazioni ai governi e all’UE per mantenere in piedi il comparto e cercare di subire meno gravemente il crollo del mercato auto.

Le misure necessarie proposte dal Centro Studi Promotor sono due: un forte sostegno finanziario alla filiera e in particolare ai concessionari, l’adozione di significativi incentivi per sostenere la domanda come, ad esempio, sulla rottamazione di vetture che hanno oltre 10 anni.

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