Coronavirus: ora metà dell’umanità è in lockdown

Mario D’Angelo

02/04/2020

02/04/2020 - 22:00

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Con 1 milione di casi confermati, il 50% dell’umanità è soggetta a misure di contenimento da parte dei governi. Cosa ne sarà dell’economia globale (e globalizzata)?

Coronavirus: ora metà dell'umanità è in lockdown

Con le ultime misure approvate dai governi di tutto il mondo, a quasi 4 miliardi di persone è stato chiesto o ordinato di rimanere a casa per prevenire la diffusione della mortale COVID-19.

4 miliardi di persone in confinamento

Sono più di 90 gli Stati del pianeta Terra che hanno imposto coprifuoco, quarantena, isolamento o altre misure di contenimento, per un totale di 3,9 miliardi di persone. L’effettiva soglia del 50% dell’umanità (su un totale di 7,8 miliardi) sarà raggiunta venerdì prossimo, con l’introduzione del coprifuoco in Thailandia. Circa 2,78 miliardi di persone da 49 Stati nel mondo sono soggette a isolamento obbligatorio in casa, come in Italia.

La notizia è stata data da Euronews, che ha riportato i dati collezionati dall’agenzia di stampa AFP. Un terzo della popolazione mondiale era stato raggiunto poco più di una settimana fa, con l’arrivo del lockdown per il miliardo di cittadini indiani.

Coronavirus, nel mondo 1 milione di contagiati (secondo i dati ufficiali)

Il mondo sta affrontando una delle sue sfide più difficili, con i governi delle varie regioni che tentano di trovare delle strategie comuni sia sul piano sanitario che economico. Secondo gli analisti dell’Economist Intelligence Unit, citati da CNBC, la metà della popolazione globale contrarrà la COVID-19 e la mortalità sarà dell’1 o del 3%.

I dati attuali, per fortuna, sono ancora lontani dalla previsione, anche se l’incertezza mostrata dalla politica da un capo all’altro del pianeta potrebbe far precipitare la situazione. Secondo la Johns Hopkins University, a causa della vasta diffusione del coronavirus in Europa e Stati Uniti, è stato superato il milione di casi, con 50.000 vittime.

COVID-19, la situazione dell’epidemia in Europa e Stati Uniti

Nel vecchio continente, i casi hanno ormai sfiorato il mezzo milione di unità. Dall’Europa - ammesso che il dato ufficiale dei decessi cinesi corrisponda a verità - provengono la maggior parte delle morti: 32.778 (dati ECDC al 2 aprile). L’Italia è tristemente in testa sia per numero di casi che per morti. Anche la Spagna, però, ha da poco superato soglia 100.000 casi e 9.000 morti.

Gli USA sono il Paese con più casi al mondo (213.144) e si preparano ad affrontare una crisi senza precedenti: dall’inizio dell’emergenza, 10 milioni di cittadini statunitensi hanno perso il lavoro, mentre in una sola settimana sono stati richiesti 6 milioni di sussidi.

La situazione dell’emergenza pandemia nel resto del mondo

Sebbene la pandemia da COVID-19 non abbia ancora colpito duramente l’Africa, alcuni Paesi come il Marocco e il Sud Africa hanno cominciato a intraprendere alcune azioni orientate al contenimento del virus. L’Eritrea ha chiesto ai suoi cittadini di rimanere in casa per i prossimi 21 giorni.

In almeno 10 Paesi, per un totale di 600 milioni di persone, i governi hanno raccomandato di non uscire di casa, ma senza introdurre misure coercitive. Fra questi ci sono Germania, Canada, Messico e Iran. In altri ancora come Egitto, Kenya e Cile è stato imposto il coprifuoco serale e notturno.

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