Da Meloni a Belen, l’ultimo show di Falsissimo è un “Corona contro tutti”

Money.it Guide

8 Aprile 2026 - 12:36

Chiusa la telenovela Signorini e prima ancora quella Scotti, stavolta l’ex re dei paparazzi ha sparato nel mucchio, dicendo tutto e niente: ma se l’è presa con tutti

Da Meloni a Belen, l’ultimo show di Falsissimo è un “Corona contro tutti”

Sparare nel mucchio? Lo stai facendo bene. Fabrizio Corona e il suo Falsissimo, il podcast d’inchiesta dell’ex re dei paparazzi, sono forse uno dei pochi cani sciolti, perlomeno di facciata, dello show business e del gossip italiano. Tanti polveroni, alcuni diventati vere e proprie inchieste, notizie che scavano nei meandri dello spettacolo e uno stile tutto suo, fatto principalmente di rumors e tracce di indizi: Falsissimo è a tutti gli effetti una realtà in grado di catalizzare l’attenzione degli appassionati, che difficilmente lascia a bocca asciutta chi cerca nuovi spunti di discussione.

Ma le inchieste ruggenti, nell’ultima puntata, hanno lasciato spazio a un “Corona contro tutti”. Sì, perché il protagonista assoluto del podcast si è scagliato contro il gossip, la TV e anche la politica, nel tentativo anche di mettere la parola fine all’inchiesta che ha coinvolto Alfonso Signorini e il suo presunto sistema. E, allora, via dentro al calderone Belen Rodriguez, Selvaggia Lucarelli, Ilary Blasi, la famiglia Berlusconi e persino la premier Giorgia Meloni e il presidente del Senato Ignazio La Russa.

Nessuna nuova vera indagine ma più che altro un mix di accuse e indiscrezioni per creare hype. D’altronde, anche questa volta ha funzionato: in poco più di un giorno di pubblicazione, la puntata 23 di Falsissimo è già a quota 700 mila views. Ecco perché Corona fa sempre notizia.

Via Signorini, dentro Blasi e, soprattutto, la ex Belen: ecco i nuovi bersagli di Corona

Con la vicenda Gerry Scotti - accusato di una certa intimità non richiesta con le letterine ai tempi di Passaparola - Corona è riuscito, per qualche settimana, persino a far vacillare un colosso di CANALE 5 come La Ruota della Fortuna. Con l’inchiesta Signorini, invece, ha alzato un’incredibile eco sull’ex direttore di Chi, reo di aver creato, secondo le prove di Falsissimo, una sorta di sistema di casting e favoritismi con secondi fini per il GF VIP, e non solo. Un terremoto che, forse, ha anche allontanato definitivamente Signorini dalla TV. Ora gli obiettivi sono molteplici ma, oramai, siamo anche abituati al fatto che quando parla Corona può accadere davvero di tutto. A maggior ragione nel mondo del gossip, dove ogni voce di corridoio può diventare un meme dilagante - chiedere a Scotti per informazioni.

Corona usa così l’ultima puntata come un ponte narrativo: chiude l’affaire Signorini - senza aggiungere nulla - ma ne apre immediatamente altri, senza soluzione di continuità. Il cuore dell’episodio resta infatti un lungo riepilogo delle accuse già mosse nelle settimane precedenti, con tanto di rivendicazione del lavoro svolto in “tre mesi e quattro puntate”, ma è nella seconda metà che il format cambia pelle. Qui Falsissimo smette di essere inchiesta e diventa invettiva trasversale.

Il nome che emerge con più forza è quello di Belen Rodriguez, forse il passaggio più sorprendente dell’intero episodio. Corona rompe una sorta di “patto non scritto” e accusa la showgirl di essere “scesa a patti col potere” per aver accettato l’invito al Serale di Amici. Un attacco che, nella sua narrazione, assume un valore strategico: quell’ospitata sarebbe servita a raffreddare tensioni pregresse e a spegnere indiscrezioni, complice il fatto di una certa rivalità presunta con Maria De Filippi.

Da lì, il raggio d’azione si allarga. Ilary Blasi diventa il bersaglio più strutturato, con accuse che spaziano dalla gestione del patrimonio condiviso con Francesco Totti fino ad episodi più meramente di gossip. Selvaggia Lucarelli viene tirata in ballo in merito al caso della ristoratrice suicida, Giovanna Pedretti, finita al centro della gogna mediatica alimentata anche dai post della giornalista.

E poi c’è la politica vera: Corona attacca frontalmente Giorgia Meloni e Ignazio La Russa, inserendo le proprie accuse nel contesto del referendum sulla giustizia, che ha visto soccombere la maggioranza, arrivando a sostenere che il risultato elettorale sia anche una conseguenza indiretta del suo lavoro mediatico. Ovviamente, il podcast di Fedez e Marra è il fattore scatenante. Una narrazione totale, quindi, dove tutto si tiene, o almeno prova a farlo.

Corona contro tutti è anche un modo per “fare comunque soldi”

Perché Corona ha deciso di sparare nel mucchio nell’ultima puntata di Falsissimo? Le ipotesi potrebbero essere essenzialmente due e una non esclude l’altra: la prima è sicuramente legata alle inchieste che, in un modo o nell’altro, vengono lanciate come ami al grande pubblico, nella speranza di intercettare un filone di successo come i recenti Scotti e Signorini; l’altra, invece, è meramente veniale, dato che Falsissimo è diventato un brand che frutta migliaia di euro e, come tale, non può finire nel dimenticatoio ma rimanere sempre sulla cresta dell’onda. Soprattutto per chi si occupa del mondo dello spettacolo. E non dimentichiamo che anche Falsissimo è in tour, a teatro. Più brand di così?

Una narrazione editoriale costruita sulla tensione continua, sull’attesa della prossima rivelazione e sulla capacità di trasformare ogni attacco – subito o lanciato – in carburante mediatico è essa stessa il fuoco del business. Anche le rimozioni di contenuti, le segnalazioni e le azioni legali entrano nella narrazione, diventando parte integrante del prodotto.

Quando Corona parla di censura o di account oscurati (tema ricorrente in tutte le puntate, soprattutto l’ultima), non si limita a difendersi: alimenta il racconto del “sistema contro di lui”, un meccanismo che rafforza il legame con il pubblico più fidelizzato. E i numeri lo dimostrano.

Le puntate di Falsissimo macinano centinaia di migliaia di visualizzazioni in poche ore, con picchi da 300 mila views in mezz’ora e crescite di iscritti a ritmo serrato. Tradotto in termini economici, significa guadagni diretti da YouTube stimati tra i 3 mila e i 6 mila euro al mese, a cui si aggiungono introiti pubblicitari social tra gli 11.700 e i 27.300 euro (secondo l’analisi di Libero). Ma il dato più impressionante arriva dalle stime complessive: secondo alcune indiscrezioni, il format potrebbe generare fino a 300 mila euro mensili tra abbonamenti, sponsorizzazioni e accordi commerciali.

Ecco perché “sparare nel mucchio” non è solo una scelta editoriale, ma una strategia industriale. Tenere alta la tensione, moltiplicare i bersagli, creare cicli continui di attenzione: tutto contribuisce a mantenere Falsissimo in hype. Perché nel nuovo gossip digitale, la notizia conta... ma non come il rumore.

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