Conviene investire in oro nel 2026?

Claudia Cervi

22 Giugno 2026 - 11:46

Oro ai minimi del 2026. Conviene ancora comprare oro fisico, ETF o minerarie? La guida.

Conviene investire in oro nel 2026?

Conviene investire in oro nel 2026? A gennaio 2026 la quotazione sfiorava i 5.600 dollari l’oncia, a metà giugno tratta a 4.180 dollari, vicini ai minimi annuali, per un calo del 25% che non si spiega solo con l’intesa USA-Iran. È vero, la riapertura di Hormuz ha tolto pressione al premio geopolitico e all’inflazione, ma ci sono almeno altri due fattori che guidano il prezzo dell’oro: tassi di interesse e dollaro.

Kevin Warsh, il nuovo numero uno della Federal Reserve, ha lasciato i tassi fermi al 3,50-3,75% nella riunione del 17 giugno. Rispetto al suo predecessore ha smesso di dare indicazioni verbali sulle prossime mosse (niente più forward guidance discorsiva). Il dot plot, però, è chiaro: nove membri su diciotto vedono ora un rialzo nel 2026, contro zero a marzo, e l’ultimo taglio in calendario è stato cancellato. La BCE l’11 giugno ha portato i tassi al 2,25% sui depositi e al 2,40% sul rifinanziamento, primo rialzo dopo anni di tagli. Due banche centrali restrittive insieme. Per chi aveva costruito la tesi «tassi giù, oro su» è un problema, perché quella tesi a giugno 2026 non vale più.

Una conseguenza diretta della politica restrittiva è il rafforzamento del dollaro. Le posizioni speculative nette rialziste sul biglietto verde sono balzate del 69% nelle ultime settimane, secondo i dati CFTC. Capitale che esce dall’oro e si rifugia nel dollaro. Il grafico, in più, manda un segnale tecnico: a maggio il prezzo ha perso la media mobile esponenziale a 200 giorni, in giugno ha tentato un ritorno verso quella linea senza riconquistarla, e ora tratta di nuovo vicino ai minimi del movimento.

Prezzo dell’oro, cosa è cambiato tra gennaio e giugno 2026

Il 2025 si era chiuso con un +60% sull’oro. A gennaio 2026 la corsa è continuata fino a un nuovo massimo storico oltre i 5.600 dollari, alimentata dal panico sullo shutdown USA e da un dollaro debole. Poi, il 23 marzo, lo spot ha perso oltre il 10% in poche ore, con un calo mensile del 20%. Da lì il prezzo ha cercato un pavimento, avvicinando più volte i 4.000 dollari.

Numeri che si spiegano guardando i flussi. Secondo il World Gold Council, a maggio gli ETF globali sull’oro fisico hanno registrato deflussi netti per 2 miliardi di dollari: l’AUM è sceso del 2% mensile a 604 miliardi di dollari, le riserve dello 0,4% a 4.121 tonnellate, appena sotto il record di fine febbraio. Il Nord America ha perso 1,1 miliardi, con flussi fiacchi da quando l’oro si muove laterale dopo il crollo di marzo. L’unica regione in controtendenza è stata l’Europa, con afflussi per soli 334 milioni di dollari. L’Asia ha invece segnato il primo deflusso netto mensile da agosto 2025: 1,2 miliardi di dollari, quasi tutti dalla Cina, tra renminbi più forte e Borsa più appetibile. L’India ha interrotto una striscia di 12 mesi consecutivi di afflussi, con 61 milioni in uscita dopo l’annuncio di nuovi dazi all’importazione. Da inizio anno il bilancio resta comunque positivo per circa 17 miliardi di dollari, contro gli 89 miliardi dell’intero 2025.

Sul fronte del posizionamento, i dati CFTC elaborati dal WGC hanno registrato a giugno una delle più violente ondate di liquidazione sulle materie prime dell’ultimo decennio. Il posizionamento netto long sui futures COMEX (fondi speculativi e managed money) è sceso a 173.837 contratti, in calo dai 176.039 della settimana precedente e ben lontano dai massimi di quattro mesi toccati in primavera.

Gli operatori parlano di un cambio repentino nei fondamentali, con una fase di fuga dal rischio che ha colpito anche il petrolio e i cereali, non solo l’oro.

Significa che da marzo in poi il prezzo dell’oro ha smesso di seguire solo la paura geopolitica e ha iniziato a seguire (di nuovo) tassi reali e dollaro. Con Warsh che allontana i tagli, la BCE che rialza e un biglietto verde che guadagna terreno, lo spazio di manovra per nuovi massimi nel breve si è ridotto.

Come fare investimenti in oro in Borsa

Chi preferisce la praticità dei mercati trova investire in Borsa la scelta più semplice. Si tratta di strumenti finanziari che permettono di esporsi alle variazioni del prezzo dell’oro senza doverne possedere fisicamente una sola oncia.

Ecco le principali modalità per farlo.

1) ETF e ETC sull’oro

Gli ETF (Exchange Traded Fund) e gli ETC (Exchange Traded Commodities) sono fondi a gestione passiva che replicano l’andamento del prezzo dell’oro.
Permettono di comprare e vendere oro in tempo reale sul mercato, come fosse un’azione, con costi contenuti e totale trasparenza.
Il loro valore segue direttamente il prezzo dell’oro, ma, essendo quotati in dollari, può risentire delle variazioni del cambio EUR/USD.

2) CFD sull’oro

I Contratti per Differenza (CFD) consentono di speculare sui movimenti del prezzo dell’oro sia al rialzo che al ribasso.
Non si possiede l’oro fisico, ma si guadagna (o si perde) in base all’andamento della quotazione.
Grazie alla leva finanziaria, è possibile amplificare i profitti, ma anche le perdite: sono strumenti adatti a investitori esperti e consapevoli. La volatilità delle ultime settimane lo ha ricordato a chi era posizionato long sopra i 5.000 dollari.

3) Future e opzioni sull’oro

I future e le opzioni sono contratti derivati con cui si scommette sull’andamento futuro del prezzo dell’oro.
Si tratta di strumenti complessi e rischiosi, per questo vengono utilizzati soprattutto da professionisti e investitori istituzionali. Permettono di coprirsi o di guadagnare dalle oscillazioni del prezzo dell’oro con grande flessibilità, ma la loro volatilità li rende poco adatti a chi si avvicina ai mercati per la prima volta o ha un profilo di rischio più prudente.

4) Azioni di società minerarie

Un modo indiretto ma molto interessante per investire in oro in Borsa è acquistare azioni di società minerarie.

Newmont e Barrick avevano più che raddoppiato nel 2025, grazie a profitti record e politiche di buyback a sostegno. Con la correzione di primavera 2026 hanno restituito parte dei guadagni, più dell’oro stesso. Il comportamento è coerente con il loro ruolo di leva sul sottostante: amplificano la salita e la discesa.

Chi vuole investire in queste azioni deve considerare i fattori di rischio: costi energetici, debito, politiche ambientali, che le rendono più volatili dell’oro fisico.

Come investire in oro fisico

L’altra grande alternativa resta l’acquisto di oro fisico, in forma di lingotti o monete d’oro puro (999,9 millesimi).
È la soluzione ideale per chi cerca un bene tangibile, esente da rischio di default e capace di conservare valore anche nei periodi più difficili.

L’oro fisico si può acquistare tramite banche o operatori professionali in oro iscritti all’albo della Banca d’Italia, con la garanzia di esenzione IVA.
Negli ultimi anni l’offerta si è ampliata e oggi si possono comprare piccoli lingotti da pochi grammi, rendendo possibile investire soldi in oro anche con budget contenuti.

Comporta però alcuni costi extra:

  • lo spread del rivenditore (differenza tra prezzo di acquisto e vendita);
  • le spese di custodia o assicurazione;
  • la necessità di un luogo sicuro dove conservare l’oro.

Per queste ragioni, investire in oro fisico è consigliato a chi ha un orizzonte temporale lungo e punta alla protezione del capitale, più che al rendimento immediato. Chi ha comprato sopra i 5.000 dollari a gennaio per speculare a breve termine ha un problema diverso da chi ha comprato allo stesso prezzo e ragiona a 10 anni.

Quando conviene investire nell’oro: il 2026 è diverso dal 2025

Storicamente, l’oro tende a salire in tre contesti:

  • alta inflazione o perdita di potere d’acquisto delle valute;
  • tagli dei tassi di interesse (che riducono il rendimento dei titoli di Stato e rendono più attraenti gli asset reali);
  • crisi politiche o economiche globali.

Il primo punto resta valido. Il secondo, a metà 2026, è saltato: Fed e BCE sono entrambe più restrittive di quanto i mercati si aspettassero un anno fa, e questo è il principale freno al prezzo, insieme a un dollaro che si è rafforzato in modo netto nelle ultime settimane. Il terzo continua a esserci come variabile, ma con un peso inferiore rispetto a poco tempo fa.

Le banche centrali, che dal 2022 hanno aumentato le riserve auree ai massimi da trent’anni, restano l’argomento più solido a favore di un pavimento sotto i 4.000 dollari. Il consensus degli analisti per fine 2026 si aggira intorno ai 4.900 dollari, con scenari più aggressivi fino a 5.800-6.300 dollari se dollaro e tassi reali tornassero a scendere. Non è l’ipotesi centrale, ma non si può nemmeno scartare.

Conviene investire in oro oggi, a 4.180 dollari? Conviene a chi lo tratta come assicurazione di portafoglio su un orizzonte lungo, non a chi cerca di replicare il +60% del 2025. Quel tipo di rendimento, con due banche centrali in modalità restrittiva, un dollaro forte e un premio geopolitico in calo, è difficile da replicare.

I migliori metodi per guadagnare con l’oro

Chi vuole guadagnare con l’oro nel 2026 può scegliere tra diverse strategie, in base agli obiettivi e alla propensione al rischio.

MetodoDescrizioneOrizzonte temporaleProfilo di rischioIdeale per
Oro fisico (lingotti, monete) Bene tangibile, rifugio contro inflazione e crisi Lungo termine Basso Chi cerca stabilità e protezione del capitale
ETF / ETC sull’oro Replica l’andamento dell’oro, liquido e negoziabile in Borsa Medio-lungo termine Medio Investitori che vogliono diversificare il portafoglio
Azioni minerarie Società legate all’estrazione dell’oro, amplificano i movimenti del prezzo Medio termine Medio-alto Chi punta su rendimenti più dinamici, accettando oscillazioni più ampie
CFD e derivati Speculazione sulle variazioni del prezzo con leva finanziaria Breve termine Alto Trader esperti e investitori con elevata tolleranza al rischio