Conviene comprare il nuovo buono fruttifero postale? Due cedole ogni anno, come i titoli di Stato

Stefano Vozza

28/11/2025

Novità di investimento sul fronte del risparmio postale con un neo buono di medio termine garantito dallo Stato

Conviene comprare il nuovo buono fruttifero postale? Due cedole ogni anno, come i titoli di Stato

Se ad ottobre l’attenzione del piccolo risparmiatore forse l’aveva attirata la 6° serie del BTP Valore, a novembre il riscatto potrebbe segnarlo il risparmio postale. Anch’esso è di derivazione sovrana per il tramite Cassa Depositi e Prestiti (CDS), una controllata MEF, e comprende buoni fruttiferi postali (BFP) e libretti postali. Bene, a partire dal 10 novembre alle Poste, l’intermediario finanziario incaricato del collocamento, è giunto Buono a Cedola, un neo BFP dalle caratteristiche peculiari.

Il nuovissimo buono fruttifero postale paga 2 cedole ogni anno come i titoli di Stato.

Uno sguardo alle condizioni contrattuali del nuovo buono

Le macro caratteristiche di fondo restano immutate rispetto al resto degli altri BFP già in circolo. Vale a dire garanzia dello Stato Italiano sul capitale ivi versato, emissione a 100 su base giornaliera e intestazione riservata solo a persone fisiche di maggiore età.

È ammessa la cointestazione fino a un massimo di 4 persone, tutte maggiorenni, non sono cedibili salvo mortis causa, né dati in pegno. Inoltre al termine della vita utile diventano infruttiferi, ossia non producono più interessi.

Altrettanto invariate sono le condizioni economiche del prodotto. Quindi zero costi di gestione dal principio alla fine, mentre l’aliquota fiscale sugli interessi resta ferma al 12,50% come per i titoli di Stato. Inoltre non si applicano le imposte di successione mentre quella di bollo del 2X1.000 scatta nei soli modi, casi e tempi di Legge.

Buono a Cedola dura 5 anni complessivamente

A questo punto iniziano i tratti specifici del titolo in questione, a partire dalla durata di 5 anni a partire dal proprio giorno d acquisto. Al riguardo la serie a disposizione dei clienti è la TC005A251110 a far data dal 10/11/’25. Al momento è l’unico prodotto a coprire tale orizzonte temporale, mentre ad esempio vi è un’abbondanza di alternative sui 4 anni di durata.

Al pari degli altri BFP l’emittente acconsente al rimborso anticipato sia per l’intero valore che per una sua parte. Tuttavia, il riscatto parziale è ammesso solo per importi di 50 € e relativi multipli, fermo restando che il saldo residuo non può scendere sotto il minimo dei 1.000 €. Il valore di rimborso, sia anticipato che a scadenza, è pari al nominale sottoscritto e ancora non riscattato al tempo del rimborso, al netto di eventuali oneri fiscali.

Buono a Cedola è disponibile solo in forma dematerializzata ed è sottoscrivibile e rimborsabile anche in remoto, online, in piena autonomia. Il taglio minimo di sottoscrizione è di 1.000 € incrementabile per multipli di € 50. In pratica ricalca i bond MEF in termini di importo minimo di ingresso, mentre se ne discosta negli incrementi minimi pari a soli € 50 per volta e non 1.000 come per i BTP. Ancora, l’importo massimo di Buoni a Cedola sottoscrivibile da un unico risparmiatore in uno stesso giorno è di 1 milione di €.

Quanto rende il nuovo buono fruttifero postale a 5 anni?

Veniamo ora alla sfera economica e vediamo quanto rende. Il tasso cedolare annuo di Buono a Cedola è del tipo step-up, cioè crescente nel passaggio da uno step al successivo. Nello specifico il titolo prevede 5 step annuali per una sequenza del tipo 1-1-1-1-1. La Tabella A di cui al Foglio Informativo alla pagina dedicata al buono, sul sito di Poste Italiane, riporta i seguenti tassi cedolari annui:

  • 1,00% lordo, e 0,88% netto, per il 1° anno;
  • 1,25% e 1,09% (lordo e netto) l’anno successivo;
  • 1,50%, e 1,31% netto, per il 3°;
  • 1,75% (netto: 1,53%) nel 4°;
  • 2,50% lordo, e 2,19% netto, per il 5° e ultimo anno.

La stessa Tabella riporta anche i tassi effettivi di rendimenti annui (TIR) alla fine di ciascun periodo di possesso, pari a:

  • 1,00% lordo, e 0,88% netto, per il 1° anno, coincidente con quelli nominali;
  • 1,13% e 0,99% (lordo e netto) annuo al termine del successivo (1° e 2°);
  • 1,25%, e 1,09% netto, annuo al termine dei primi 36 mesi di possesso;
  • 1,37% (netto: 1,20%) di tasso effettivo di rendimento annuo dopo 4 anni;
  • 1,59% lordo, e 1,40% netto annuo alla fine del 5°, ossia dal 1° al 5°.

Il nuovissimo buono fruttifero postale paga 2 cedole ogni anno come i titoli di Stato

A dispetto degli altri BFP che pagano gli interessi solo a scadenza o all’atto del riscatto del buono, Buono a Cedola li paga ogni 6 mesi, come avviene per i BTP. L’accredito, al netto della ritenuta fiscale del 12,50%, arriva sul c/c postale o sul libretto postale aventi stessa intestazione dei Buoni a Cedola.

In pratica dal principio alla fine stacca 10 cedole totali, una ogni 180 giorni circa. Il loro importo è dato dal prodotto tra il nominale investito, o residuo in caso vi siano stati riscattati anticipati, per la metà del corrispondente tasso cedolare annuo.

Al riguardo la Tabella B illustra i coefficienti per il calcolo del valore delle cedole semestrali (a partire dal proprio giorno di acquisto):

  • 6° mese: 0,00500000 lordo e 0,00437500 netto;
  • 12° mese: 0,00500000 lordo e 0,00437500 netto;
  • 18° mese: 0,00625000 lordo e 0,00546875 netto;
  • 24° mese: 0,00625000 lordo e 0,00546875 netto;
  • 30° mese: 0,0075000 lordo e 0,00656250 netto;
  • 36° mese: 0,0075000 lordo e 0,00656250 netto;
  • 42° mese: 0,00875000 lordo e 0,00765625 netto;
  • 48° mese: 0,00875000 lordo e 0,00765625 netto;
  • 54° mese: 0,01250000 lordo e 0,01093750 netto;
  • 60° mese: 0,01250000 lordo e 0,01093750netto.

Ovviamente l’emittente non pagherà interessi a chi avrà riscattato l’intero capitale prima che siano trascorsi 6 mesi dal giorno dell’acquisto. Parimenti non ci saranno interessi, alla data di stacco cedola, per la sola parte di capitale riscattato nel corso del semestre di riferimento.