Conviene comprare i 2 nuovi BOT in asta a maggio?

Stefano Vozza

08/05/2026

Aste di titoli di Stato la settimana prossima a partire dalle obbligazioni MEF dalla vita fruttifera più corta che vi sia

Conviene comprare i 2 nuovi BOT in asta a maggio?

Passati i primi giorni di maggio è tempo di emissioni sovrane per il Dipartimento del Tesoro. Sul sito istituzionale è giunto ieri il Comunicato relativo all’emissione di nuovi titoli dalla durata più corta vi siano in casa MEF. Nello specifico, arrivano 2 BOT per investire la liquidità a breve termine e renderla fruttifera.

La riapertura dei termini del BOT IT0005660029

Una delle due aste del 12 maggio riguarda la riapertura dei termini del BOT nato il 14 luglio dell’anno scorso e in scadenza il prossimo 14/07/’26. Prevede una durata residua di soli 61 giorni, due mesi circa, per cui a maggior ragione bisogna stare attenti al capitale nominale che si intende sottoscrivere. Al di sotto di certi importi, infatti, il peso delle spese fisse (dossier titoli e/o commissioni) rischia di rendere l’investimento negativo, cioè in perdita.

Ha matricola ISIN IT0005660029 e al momento sul MOT prezza 99,64 per un effettivo a scadenza del 2,11% lordo. Con il passare dei giorni lo Zc Jul26 si porterà a cento, il suo valore di rimborso finale. A grandi linee, il prezzo e il rendimento di fine asta di settimana prossima dovrebbero ricalcare questi valori. L’importo offerto, infine, è di 1,5 mld di € nell’asta ordinaria e in 0,15 in quella supplementare.

Lo zero coupon a 12 mesi nuovo di zecca

Poi ci sarà l’emissione del classico BOT a 12 mesi nuovo di zecca, che nei fatti andrà a sostituire quello in scadenza il prossimo 14/05. Un normale avvicendamento di titoli tanto nella natura che nelle date, sia negli importi (8,5 mld di €). L’obbligazione ha ISIN IT0005709289 e una durata in giorni di 365, con date emissione e rimborso al 14/05, ma nel ’26 per il lancio e nel ’27 per il ritiro.

Oggi il mercato chiede un 2,589% di rendimento lordo sul titolo sovrano MEF a 1 anno di vita. Al tempo dell’articolo (8 maggio) i valori min-max giornalieri finora segnati sono stati 2,569%-2,616%. Siamo nella parte alta della curva con riferimento all’ultimo mese, dove il massimo segnato è stato a 2,732% il 29/04 e il minimo a 2,493% il 20/04 (dati: Investing).

Il calendario delle operazioni di sottoscrizione

Diamo uno sguardo al calendario delle operazioni di sottoscrizione. Il Comunicato MEF prevede un termine di presentazione delle domande da parte del pubblico retail per lunedì 11 maggio. Il giorno dopo si terranno le consuete operazioni d’asta, al termine delle quali sapremo prezzi e yield esitati dall’incontro domanda e offerta.

Mercoledì 13 si terranno le aste supplementari mentre giovedì 14 sarà il giorno di regolamento di tutti i bond assegnati. Vuol dire che ci sarà il consueto scambio liquidità-titoli tra investitori ed emittente. I primi si vedranno un “ammanco” sul c/c corrispondente al valore nominale di debito pubblico sottoscritto, ma compensato da un pari stock di titoli fruttiferi in portafoglio.

Investire in liquidità costa più di quel che in genere si pensa

L’aggettivo “fruttifero” non è casuale, ma allude alla possibilità di trasformare un capitale fermo in produttivo. Meglio: un capitale tenuto liquido per un bel numero di mesi è anche perdente, oltre che ‘fermo’ per definizione di liquido. Investire in liquidità significa esporsi sempre ad almeno alcune delle quattro voci di spesa con cui bisogna fare i conti.
Una riguarda la perdita di potere d’acquisto per via dei prezzi che salgono nel tempo. Al netto dei rari periodi di inflazione nulla o negativa, poi o si preserva il valore reale del capitale o se ne deve subire la perdita, è inevitabile. Sulla carta le banconote restano identiche nel tempo, ma come valore no: diminuiscono.

L’altra riguarda le tasse al Fisco alla voce imposta di bollo, vale a dire 34,20 € annui nei soli casi, tempi e modi previsti dalla Legge (quindi al netto delle eccezioni di Legge).
A seguire ci sono i costi di tenuta del rapporto aperto presso l’intermediario finanziario, tranne i pochi completamente gratuiti. A grandi linee si può stimare una spesa media di 5 € mensili, ma tutto dipende da un rapporto all’altro.

Arrivano 2 BOT per investire la liquidità a breve termine e renderla fruttifera

Infine l’altro costo sicuro che sopporta l’investitore in liquidità è quello opportunità, cioè il costo della prima alternativa alla quale si rinuncia.

Non spetta a noi dire se il BOT sia l’alternativa alla liquidità, ma tra le tante potenziali scelte di mercato vi rientra di sicuro. Più in generale, oggi l’asset del reddito fisso a breve termine come il 12 mesi rende tra l’1,50-3,50% annuo lordo. Le variabili in gioco sono la tipologia di strumento considerato, l’emittente, il mix di tasse e spese, le eventuali condizioni di sottoscrizione, etc.

Non è quindi un asset che fa arricchire, su questo non ci sono dubbi, ma in teoria si prefigge almeno di tutelare il capitale nel tempo. Poi tutto dipende da caso a caso e da un tempo all’altro, dato che le minacce (inflazione) e le opportunità (yield) variano a seconda delle dinamiche di mercato e delle scelte realmente adottate.