Controlli fiscali su conti esteri, Revolut e Paypal, novità

Patrizia Del Pidio

17 Marzo 2026 - 16:44

Ricevere pagamenti su PayPal, Revolut o su conti esteri non mette al riparo dai controlli del Fisco italiano. Ecco tutto quello che c’è da sapere per non rischiare guai con l’Agenzia delle Entrate.

Controlli fiscali su conti esteri, Revolut e Paypal, novità

Avere soldi su un conto corrente estero, sia Revoluti sia Paypal, non mette al riparo da eventuali controlli del Fisco. L’Agenzia delle Entrate, infatti, può vedere tutto e risalire a qualsiasi movimento di denaro effettuato. Molti contribuenti sono erroneamente convinti che eventuali conti esteri non siano soggetti a controlli fiscali italiani, ma le autorità fiscali italiane hanno accesso anche ai conti esteri.

La distinzione è puramente tecnica; ai fini dei controlli fiscali, non rileva se il conto sia radicato in Italia o all’estero.

La differenza tra un conto estero e uno Italiano

Le banche italiane hanno l’obbligo di comunicare all’Archivio dei rapporti finanziari i movimenti e i saldi di ogni conto corrente. Le banche estere non hanno lo stesso obbligo di trasmissione nei confronti del Fisco italiano, ma questo non mette al sicuro i clienti: il Fisco accede anche alle informazioni sui conti esteri con un percorso diverso, sortendo lo stesso effetto.

Anche se PayPal ha sede in Lussemburgo e Revolut opera con le licenze bancarie lituane, bisogna ricordare che esiste la cooperazione amministrativa internazionale. Sia Lituania sia Lussemburgo, essendo membri dell’Ue, sono vincolati a rispettare le direttive sullo scambio di informazioni bancarie: ogni Stato membro può chiedere al Fisco di un altro Paese membro tutte le informazioni necessarie per accertare il corretto versamento delle imposte.

Se l’Agenzia delle Entrate, quindi, invia una richiesta in Lussemburgo o in Lituania di informazioni, le autorità estere sono obbligate a fornire la documentazione richiesta sui conti correnti che detengono i contribuenti italiani nel loro Paese.

L’Anagrafe Tributaria Europea

Oltre a quanto detto, bisogna considerare anche l’introduzione dell’Anagrafe Tributaria Europea che permette agli Stati di condividere le informazioni finanziarie dei propri cittadini rendendo il quadro ancora più trasparente e riducendo il rischio che redditi non dichiarati possano essere ignorati dal Fisco.

Bisogna tenere presente, poi, che il monitoraggio fiscale italiano impone alle banche e agli intermediari finanziari, di segnalare eventuali trasferimenti da o per l’estero se hanno un importo pari o superiore a 5.000 euro. In questo modo il Fisco tiene traccia di tutti i flussi di denaro che entrano ed escono dal confine nazionale.

Se si spostano soldi dal proprio conto corrente italiano al conto corrente di Revolut o su PayPal per importi superiori a 5.000 euro, quindi, al Fisco l’operazione è segnalata in automatico; in questo modo l’Agenzia delle Entrate è a conoscenza anche del rapporto finanziario che si detiene all’estero e, attivando la cooperazione internazionale, può ottenere tutte le informazioni che desidera sul conto estero.

Va ricordato che l’obbligo di dichiarazione nel quadro RW per il monitoraggio fiscale scatta se la consistenza media supera i 5.000 euro o se il valore massimo raggiunto nel corso dell’anno supera i 15.000 euro

I controlli fiscali sui conti esteri

Appare chiaro che una volta ottenuti i dati dalle banche estere l’Agenzia delle Entrate può procedere a indagare sui movimenti presenti sul rapporto finanziario e avviare, se è necessario, un accertamento fiscale sugli eventuali redditi non dichiarati.

Ricevere pagamenti su PayPal non mette al riparo da controlli del Fisco. La Corte dei Conti ha citato un’indagine finanziaria condotta su un soggetto che vendeva prodotti su piattaforme online ricevendo i pagamento tramite Paypal. Il Fisco ha potuto ricostruire tutti i movimenti del conto PayPal individuando un fatturato mai dichiarato dal soggetto e avviando un accertamento fiscale che chiedeva il pagamento delle imposte non versate. La direttiva DAC7, inoltre, impone a piattaforme come eBay, Vinted o Airbnb di comunicare in automatico i dati al Fisco al superamento di un certo numero di transazioni o di determinti importi. Se un utente riceve pagamenti su PayPal da queste piattaforme, l’incrocio dei dati è istantaneo.

Non esistono conti esteri che garantiscono di evitare controlli fiscali perché i sistemi fiscali si sono evoluti e sono in grado di monitorare non solo i rapporti finanziari che si detengono in Italia, ma anche quelli detenuti all’estero.

Trading online
in
Demo

Fai Trading Online senza rischi con un conto demo gratuito: puoi operare su Forex, Borsa, Indici, Materie prime e Criptovalute.