Contratto d’affitto studenti universitari: modulo fac-simile, regole e tasse

Per la stipula del contratto d’affitto a studenti universitari è necessario utilizzare il modulo fac-simile dei contratti transitori. Facciamo il punto su tutte le regole in merito alla durata, alle agevolazioni fiscali sulle tasse ed ai requisiti per l’applicazione della cedolare secca del 10 per cento.

Contratto d'affitto studenti universitari: modulo fac-simile, regole e tasse

Per l’affitto a studenti universitari è necessario utilizzare il modulo fac-simile per il contratto transitorio, le cui regole su durata e requisiti sono disciplinate da un’apposita legge.

Nel pieno della stagione estiva che, per molti studenti, corrisponde al periodo di ricerca di case o stanze in affitto, è bene fornire alcuni utili dettagli in merito alla stipula del contratto, utili sia per gli inquilini che per i proprietari.

Solitamente è il contratto d’affitto transitorio e a canone concordato (Legge 9 dicembre 1998, n. 431, articolo 5, comma 3) quello più utilizzato per le locazioni a studenti, mediante il quale si ha accesso a molte agevolazioni fiscali sulla tassazione, partendo dalla possibilità di accedere alla cedolare secca del 10% sul reddito prodotto.

Non solo i proprietari ma anche gli studenti universitari hanno diritto ad agevolazioni fiscali sull’affitto: con la dichiarazione dei redditi sarà possibile portare in detrazione i canoni corrisposti, beneficiando di un rimborso fiscale di importo fino a 500 euro all’anno.

Oltre a pubblicare il fac-simile del modulo di contratto d’affitto per studenti, di seguito forniremo tutte le regole per le locazioni universitarie, analizzando il regime fiscale e le agevolazioni rivolte ad inquilini e proprietari.

Contratto d’affitto studenti universitari: modulo fac-simile, regole e durata

Il contratto di affitto per studenti è disciplinato da un’apposita legge, la n. 431 del 1998, con la quale sono state introdotte specifiche agevolazioni sulla tassazione e regole in merito alla durata.

Il modulo in fac-simile, di seguito allegato, è stato recentemente aggiornato, per effetto delle novità introdotte dal MIT con il decreto del 16 gennaio 2017.

Fac simile contratto affitto studenti universitari
Clicca per scaricare il modello da compilare

Tale tipologia di contratto d’affitto prevede regole specifiche anche sulla durata, pensate proprio per venire incontro alle esigenze sia degli studenti che dei proprietari.

Il contratto transitorio per studenti universitari ha una durata minima di 6 mesi e massima di 3 anni, con rinnovo automatico per lo stesso periodo alla prima scadenza.

Il principale svantaggio di questa tipologia di contratto è rappresentato dai vincoli in merito alla fissazione del costo dell’affitto.

Il proprietario di casa, infatti, non potrà scegliere liberamente quanto far pagare ma il canone mensile dovrà essere concordato, ovvero stabilito in base agli accordi stipulati dalle organizzazioni sindacali, università e associazioni degli studenti, entro specifici limiti minimi e massimi.

Tale criticità è tuttavia compensata dai vantaggi sulla tassazione: con il contratto per studenti è possibile optare per il regime fiscale della cedolare secca, con aliquota al 10%.

L’imposta dovuta è quindi nettamente inferiore rispetto a quanto previsto dall’ordinaria tassazione Irpef e, inoltre, la cedolare secca sostituisce le imposte di bollo e di registro sia per la prima registrazione che per proroghe o risoluzione dello stesso.

Il contratto transitorio a canone concordato non è tuttavia obbligatorio per gli affitti a studenti universitari. Il proprietario dell’immobile dato in locazione è libero di scegliere di stipulare un ordinario contratto a canone libero, rinunciando all’applicazione della tassazione a favore in virtù della possibilità di fissare senza vincoli specifici il costo dell’affitto mensile.

Contratto transitorio per studenti: tutte le agevolazioni sulla tassazione

La possibilità di optare per la tassazione con la cedolare secca al 10% non è l’unico vantaggio fiscale previsto dalla normativa sul contratto transitorio per studenti e importanti novità sono state introdotte lo scorso anno con il decreto del MIT del 16 gennaio.

Le agevolazioni per il proprietario, sono le seguenti:

  • il reddito imponibile dei fabbricati locati è ulteriormente ridotto del 30% a condizione però che nella dichiarazione dei redditi relativa all’anno in cui si intende usufruire della agevolazione in oggetto vengano indicati gli estremi di registrazione del contratto di locazione, l’anno di presentazione della dichiarazione IMU, il Comune in cui è ubicato l’immobile;
  • in merito ad Imu e Tasi, l’aliquota stabilita dal Comune è ridotta del 75%.

Si segnala tuttavia che anche gli studenti, in qualità di inquilini, possono beneficiare della detrazione dall’Irpef del 19% dei canoni di locazione pagati, entro il limite di 2.633 euro all’anno e con un risparmio massimo conseguibile pari a 500 euro.

Requisiti

Non sempre è possibile stipulare un contratto di affitto transitorio per studenti secondo il modello previsto dalla legge n. 431 del 1998. Sono previsti alcuni specifici requisiti, ovvero:

  • lo studente dovrà risultare residente in un Comune diverso rispetto a quello in cui il proprietario possiede l’immobile da dare in affitto;
  • la residenza dello studente (locatario) dovrà essere esplicitamente indicata nel contratto di locazione transitorio;
  • il Comune in cui si affitta la casa dovrà essere sede di un’università o sedi distaccate.

Nel rispetto delle indicazioni è possibile scaricare ed utilizzare il modello di contratto predisposto proprio per l’affitto a studenti che, si ricorda, una volta compilato dovrà essere registrato all’Agenzia delle Entrate entro il termine di 30 giorni dalla stipula (qui una guida a come fare).

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