Conte paragona l’epidemia alla WWII: «Evento altrettanto drammatico»

I 55 milioni di morti della Seconda Guerra Mondiale sono paragonabili all’epidemia di coronavirus, secondo il presidente del Consiglio Giuseppe Conte

Conte paragona l'epidemia alla WWII: «Evento altrettanto drammatico»

Ci troviamo davanti a un evento eccezionale e tragico, che però può diventare un momento di riscatto. Questa è l’estrema sintesi del discorso di Giuseppe Conte alla 75ma Assemblea Generale delle Nazioni Unite, in cui il presidente del Consiglio italiano ha voluto esortare la politica ad abbandonare l’obiettivo di “ritorno alla normalità”, per puntare, piuttosto, alla costruzione di una nuova realtà sostenibile per tutti i popoli della Terra.

Per sottolineare l’importanza del periodo corrente per il futuro dell’umanità, Conte si è tuttavia spinto fino a paragonare l’epidemia di COVID-19 alla Seconda Guerra Mondiale, la “guerra totale” che ha provocato, in 6 lunghi anni, 55 milioni di morti.

Il discorso di Conte all’Onu

Ripercorrendo la storia delle Nazioni Unite, fondate alla conclusione della II Guerra Mondiale per evitare il ripetersi di un tale evento, Conte ha sottolineato che queste rappresentavano 75 anni fa “un nuovo inizio della storia mondiale, fondato sulla condivisione dei valori di libertà, pace, democrazia”.

Oggi ci troviamo ad affrontare una situazione altrettanto drammatica, seppur dovuta a mali differenti, inediti”, ha aggiunto il presidente del Consiglio italiano paragonando una pur grave pandemia mondiale alla guerra mondiale. Un evento, ricordiamo, che ha causato fra gli altri: la morte di decine di milioni di civili, fra cui 6 milioni di ebrei, l’eliminazione sistematica nei campi di concentramento di minoranze etniche e religiose, di omosessuali, prostitute, dissidenti politici. E a cui sono seguite due bombe atomiche.

Un nemico invisibile ha sconvolto le nostre esistenze e le nostre abitudini consolidate. Ha provocato vittime, soffocato l’economia mondiale, costringendoci a limitare le nostre libertà”, ha continuato Conte.

Conte paragona WWII a pandemia

Il presidente del Consiglio ha ripreso un paragone già molto dibattuto durante il lockdown, e sulla cui efficacia intellettuali, giornaliste e giornalisti dissentono: il paragone fra epidemia e guerra.

Chi critica il raffronto sottolinea che la guerra non solo ha un nemico ben identificabile, ma presuppone anche la speranza del ritorno a casa, alla normalità, mentre sarebbe la nostra normalità a causare le epidemie.

E proprio questo il punto in cui, fuor di paragone, Conte insiste: “La speranza di vincere presto la pandemia non deve diventare augurio di tornare alla semplice normalità. La realtà di prima non era la migliore possibile, era perfezionabile”.

Per questo, continua il presidente del Consiglio bisogna “trasformare la tragicità di quanto accaduto in un’opportunità di riscatto e rilancio, immaginare un nuovo umanesimo”.

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