Chi paga la guerra commerciale? Per il FMI soltanto i consumatori USA

Un report del Fondo Monetario Internazionale svela che a pagare la guerra commerciale sono stati finora soltanto i concittadini di Trump. Il deficit commerciale USA-Cina, inoltre, è rimasto invariato

Chi paga la guerra commerciale? Per il FMI soltanto i consumatori USA

Gli importatori statunitensi vittime collaterali della guerra commerciale scatenata da Trump. È la scoperta del Fondo Monetario Internazionale, che in un report mostra come siano stati gli importatori americani i soli a pagare i dazi imposti dal Presidente degli Stati Uniti sui prodotti cinesi. L’obiettivo di Trump, quando diede il via alla guerra commerciale ormai più di un anno fa, era ridurre il deficit fra gli USA e la Cina. Ma secondo il FMI, non solo a subirla sono stati solo gli imprenditori statunitensi, ma tale deficit è rimasto sostanzialmente invariato.

Chi paga la guerra commerciale di Trump

Cina e Stati Uniti sono impegnati in una guerra commerciale dal gennaio 2018. Da allora, hanno bersagliato reciprocamente beni per svariati miliardi di dollari con tariffe sempre più alte sull’importazione. Trump diede il via all’escalation con l’obiettivo dichiarato di ridurre il surplus commerciale della Cina nei confronti degli Stati Uniti, che ammontava a 375 miliardi di dollari. L’8 maggio scorso, Trump ha detto che le tariffe stanno “riempiendo le casse statunitensi” al ritmo di 100 miliardi di dollari l’anno.

Ma per il Fondo Monetario Internazionale la situazione, da un anno a questa parte, non è cambiata. “Non c’è stato quasi alcun cambiamento”, scrive il FMI nel report, evidenziando piuttosto il rischio per la crescita economica che nuovi dazi potrebbero comportare.

Importatori USA vittime collaterali della guerra commerciale

Gli importatori statunitensi, in sostanza, o hanno continuato a comprare dalla Cina a un prezzo maggiorato, o hanno dovuto ricercare soluzioni altrettanto costose. E con le ulteriori tariffe che potrebbero arrivare su beni cinesi per 300 miliardi di dollari, e con le tensioni degli ultimi giorni, il prezzo della guerra commerciale finirebbe, secondo il FMI, per essere scaricato sui consumatori.

I consumatori statunitensi e cinesi sono decisamente i perdenti delle tensioni commerciali”, ha detto il Fondo. “Mentre l’impatto sulla crescita globale è relativamente modesto al momento, l’ultima escalation potrebbe danneggiare significativamente il sentiment dei mercati economici e finanziari”. Altre possibili conseguenze della guerra commerciale, evidenzia ancora il FMI, sono lo smantellamento delle catene di rifornimento globale e i pericoli per il recupero previsto per la crescita globale entro il 2019.

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