Consulenza personologica Andrea Sempio, cos’è e a cosa serve?

Simone Micocci

12 Maggio 2026 - 12:44

Andrea Sempio sottoposto a consulenza personologica. Ecco a cosa serve e perché non può sostituire le prove né stabilire da sola colpevolezza o innocenza.

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Nella giornata di oggi, martedì 12 maggio, Andrea Sempio, indicato dalla Procura di Pavia come unico responsabile dell’omicidio di Chiara Poggi, si sottopone a Roma alla consulenza personologica.

Come spesso accade nei casi di cronaca capaci di catturare l’attenzione dell’opinione pubblica - e questo lo è ancora di più, perché sullo sfondo resta l’ipotesi di un grave errore giudiziario, con possibili conseguenze anche sul piano del risarcimento nei confronti di Alberto Stasi - emergono nuovi termini tecnici, destinati inevitabilmente a entrare nel dibattito mediatico.

Tra questi c’è appunto la consulenza personologica: un’espressione poco comune, ma centrale per comprendere alcuni passaggi dell’indagine. Non sorprende, quindi, che molti si chiedano cos’è la consulenza personalogica, chi la svolga e quale possa essere la sua utilità ai fini investigativi.

Proviamo allora a fare chiarezza, aggiungendo un nuovo capitolo a una vicenda che, evidentemente, non ha ancora finito di raccontare.

Cos’è la consulenza personologica

Nel dettaglio, con la consulenza personologica viene effettuata una valutazione tecnica della personalità di una persona, con l’obiettivo di ricostruire il modo in cui un individuo pensa, reagisce, gestisce le emozioni, si relaziona con gli altri e affronta situazioni di stress o conflitto.

In altre parole, si va a delineare un profilo della persona, mettendo in evidenza eventuali tratti dominanti, fragilità, risorse personali, modalità comportamentali e possibili elementi disfunzionali. È una sorta di “mappa” della personalità, utile per comprendere meglio il soggetto al di là dei singoli episodi o dei frammenti documentali raccolti nel fascicolo.

Come si svolge la consulenza personologica

L’immagine di copertina, realizzata con il supporto dell’AI nel tipico stile dei disegni illustrativi dei processi negli Stati Uniti, ci offre un’idea di ciò che potrebbe accadere.

La valutazione viene svolta da un professionista, solitamente uno psicologo, uno psicoterapeuta o comunque un consulente esperto in ambito clinico e forense. Il lavoro si basa su colloqui individuali e, quando necessario, su test psicologici standardizzati e questionari di personalità. Tra gli strumenti più utilizzati in questo campo rientrano anche test pensati per individuare tratti patologici, eventuali anomalie del funzionamento psicologico o tentativi di simulazione.

Al termine della valutazione, il consulente redige quindi una relazione nella quale descrive la struttura di personalità del soggetto: come si percepisce, come si rapporta agli altri, quali sono le sue modalità emotive e cognitive, se emergono segnali di disagio o se, al contrario, il profilo risulta compatibile con un funzionamento ordinario.

A cosa serve la consulenza personologica per Andrea Sempio?

Nel caso di Andrea Sempio, la consulenza personologica ha una funzione soprattutto difensiva. Gli avvocati che l’hanno richiesta, Liborio Cataliotti e Angela Taccia, puntano infatti a costruire un profilo della personalità dell’indagato basato su colloqui diretti e test standardizzati, anziché su elementi ritenuti parziali o comunque frammentari contenuti nel fascicolo d’indagine della Procura di Pavia.

Quest’ultima, infatti, avrebbe già lavorato a una ricostruzione del profilo di Sempio attraverso i dati raccolti nel corso delle indagini. La difesa, invece, vuole opporre a questa lettura una valutazione tecnica svolta da un professionista che possa incontrare direttamente l’indagato, restituendo così un quadro più completo della sua personalità.

In altre parole, gli avvocati vogliono evitare che Andrea Sempio venga raccontato solo attraverso singoli episodi o contenuti estrapolati dal contesto. La consulenza personologica serve quindi a verificare se quei materiali siano davvero compatibili con un determinato profilo psicologico oppure se, al contrario, restituiscano un’immagine distorta o incompleta della persona.

L’obiettivo, quindi, è dimostrare che Sempio non presenta tratti di personalità coerenti con la figura descritta dall’accusa.

Dal risultato della consulenza personologica, quindi, non potranno emergere elementi decisivi per stabilire se Sempio sia colpevole o innocente, dal momento che una valutazione di questo tipo non può sostituire le prove. Può però contribuire a rafforzare una linea difensiva, mostrando che la personalità dell’indagato non corrisponde al profilo che la Procura ritiene compatibile con l’omicidio di Chiara Poggi.

C’è poi un altro aspetto rilevante. La consulenza arriva in una fase in cui Andrea Sempio potrebbe essere chiamato a confrontarsi con i magistrati. Pertanto, disporre prima di una valutazione personologica consente alla difesa di presentare una chiave di lettura tecnica del suo comportamento, anche rispetto al modo in cui l’indagato reagisce alla pressione, allo stress, all’esposizione mediatica e all’interrogatorio.

Questo strumento non è comunque privo di rischi: proprio perché analizza in profondità il profilo di Sempio, potrebbe far emergere anche elementi non favorevoli all’indagato. Per questo la sua utilità dipenderà molto dal contenuto della relazione finale e da come verrà eventualmente utilizzata nel procedimento.

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