Congedo di paternità 2021, aumenta la durata: novità sui giorni spettanti

Rosaria Imparato

8 Gennaio 2021 - 12:00

8 Gennaio 2021 - 12:03

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Congedo di paternità 2021, i giorni di astensione obbligatoria per i neopapà diventano 10 in Legge di Bilancio: finalmente l’Italia si adegua allo standard minimo richiesto dall’Unione Europea. Per i dettagli operativi si attendono le istruzioni INPS: vediamo le novità in arrivo.

Congedo di paternità 2021, aumenta la durata: novità sui giorni spettanti

Congedo di paternità, aumenta la durata: nel 2021 spettano ai neo-papà 10 giorni di astensione obbligatorio, retribuita al 100%.

L’Italia passo dopo passo si adegua alla normativa europea. Già la Legge di Bilancio dello scorso anno aveva aumentato i giorni di congedo a 7. Parte tutto dalla direttiva europea del 4 aprile 2019, che ha fissato in 10 giorni il periodo minimo di astensione dal lavoro per i neo-papà.

I 10 giorni di congedo obbligatorio nel 2021 si applicheranno anche in caso di parto del feto morto.

Per adeguarsi alla direttiva europea l’Italia aveva tre anni di tempo, quindi fino al 2022. Con la Legge di Bilancio 2021 il nostro Paese raggiugerebbe lo standard minimo europeo con un anno di anticipo rispetto alla tabella di marcia prevista.

Non si tratta di una vera e propria vittoria, considerando che -appunto- si tratta del raggiungimento di uno standard minimo.

Secondo le novità dello scorso anno, i neopapà possono godere di un giorno di congedo alternativo alla madre.

Nel messaggio numero 679 del 21 febbraio 2020, l’INPS chiarisce che la novità introdotta dalla manovra riguarda solo l’aumento del periodo di fruizione del congedo, mentre le modalità di richiesta rimangono uguali.

Per quanto riguarda invece i dettagli operativi del 2021 bisognerà attendere le istruzioni INPS, con tutte le informazioni per fare richiesta.

Congedo di paternità 2021 esteso a 10 giorni dalla Legge di Bilancio

Il congedo paternità sale a 10 giorni grazie alle novità in Legge di Bilancio 2021: sono quindi interessati i neo papà che saranno tali dal 1° gennaio del prossimo anno e fino al 31 dicembre 2021.

Probabilmente le condizioni per usufruire del congedo di paternità saranno le stesse anche per il prossimo anno, ma si tratta di ipotesi: per esserne certi dovremo attendere le relative istruzioni INPS.

Fino ad allora, lasciamo di seguito le istruzioni valide per il 2020.

Congedo di paternità 2020 esteso a 7 giorni

Con la Legge di Bilancio 2020 c’è stata l’estensione del congedo di paternità obbligatorio a 7 giorni, invece dei 5 previsti fino al 2019.

Si tratta di una novità figlia di una regola Europea, che dovrà essere recepita dall’ordinamento italiano entro 3 anni (e pare che con la Legge di Bilancio 2021 l’Italia sia riuscita ad adeguarsi con un anno di anticipo) e che è contenuta nella direttiva che il Parlamento Europeo ha approvato il 4 aprile 2019.

Due le principali novità previste a livello europeo:

  • almeno 10 giorni lavorativi di congedo parentale per il padre o il secondo genitore equivalente, se riconosciuto dalla legislazione nazionale, nei giorni vicini alla nascita o al parto del feto morto;
  • il congedo deve essere retribuito a un livello non inferiore all’indennità di malattia.

Con la manovra finanziaria del 2020, l’Italia ha esteso da 5 a 7 giorni la durata del congedo di paternità.

L’aumento dei giorni di congedo obbligatorio per i neo-papà fa parte del pacchetto dei bonus famiglia del 2020.

Ricordiamo però che l’aumento dei giorni del congedo obbligatorio è valido solo per chi diventa papà dal 1° gennaio al 31 dicembre 2020.

Per le nascite e le adozioni o gli affidamenti avvenute nel 2019 i giorni di congedo obbligatorio rimangono 5, anche se ricadono nei primi mesi del 2020.

Lo specifica il messaggio numero 679 dell’INPS.

Messaggio INPS n. 679 del 21/02/2020
Proroga e ampliamento del congedo obbligatorio per i padri lavoratori dipendenti e proroga del congedo facoltativo di cui all’articolo 4, comma 24, lettera a), della legge 28 giugno 2012, n. 92, per le nascite e le adozioni/affidamenti avvenuti nell’anno 2020

La manovra finanziaria del 2020 contiene anche nuovi incentivi per le famiglie, come il bonus latte artificiale a sostegno delle mamme che non riescono ad allattare al seno per problemi di salute certificati.

Un’altra novità è il bonus seggiolini, con cui viene dato un contributo di 30 euro per l’acquisto del dispositivo antiabbandono, obbligatorio dal 7 novembre 2019 per i bambini di età inferiore a 4 anni (ma le sanzioni partiranno solo dal 6 marzo 2020).

Congedo di paternità 2020, quanti giorni spettano?

Con la Legge di Bilancio 2020 l’Italia ha fatto il primo passo verso la direttiva europea del 4 aprile 2019 aumentando da 5 a 7 i giorni di congedo di paternità.

In base alle norme attualmente vigenti, i papà lavoratori dipendenti hanno diritto a 7 giorni obbligatori di assenza retribuita dal lavoro.

A questi 7 giorni può esserne aggiunto un altro, facoltativo, che è possibile richiedere solo se la madre del figlio rinuncia a un giorno di congedo di maternità.

Il numero totale di giorni attualmente fruibili dai neo papà sale quindi a 8 giorni.

Per godere del proprio diritto di congedo parentale i neo papà avranno tempo fino al 5° mese dalla nascita, dall’adozione o dall’affidamento del figlio.

A poter usufruire del congedo di paternità sono i padri lavoratori dipendenti, che hanno diritto a un’indennità giornaliera a carico dell’INPS pari al 100% della retribuzione.

Come fare domanda per il congedo di paternità 2020

Le modalità per fare richiesta del congedo di paternità non cambiano nel 2020, dunque il suddetto messaggio dell’INPS riepiloga le istruzioni da seguire per fare domanda.

Il congedo obbligatorio di paternità dovrà essere richiesto presentando domanda al proprio datore di lavoro, o all’INPS in specifici casi. In particolare, la domanda va fatta:

  • all’INPS se l’indennità è erogata direttamente dall’Istituto;
  • al datore di lavoro se le indennità vengono da lui anticipate. Sarà poi il datore di lavoro a comunicare all’INPS le giornate di congedo fruite attraverso il flusso Uniemens.

Il padre lavoratore dipendente deve comunicare al proprio datore di lavoro le date in cui intende usufruire del congedo con almeno 15 giorni di anticipo.

Se richiesto in concomitanza della nascita, il preavviso si calcola sulla data presunta del parto.

Nei casi di pagamento a conguaglio, per poter usufruire dei giorni di congedo il padre deve comunicare in forma scritta al datore di lavoro le date di fruizione.

Nei casi di pagamento diretto da parte di INPS, la domanda si presenta online attraverso il servizio dedicato.

In alternativa, si può fare la domanda:

  • chiamando gratuitamente il Contact Center al numero 803 164 da rete fissa, o il 06 164 164 da rete mobile;
  • tramite i servizi telematici offerti dai patronati e intermediari dell’INPS.

Congedo di paternità, differenze tra Italia ed Europa

Nonostante l’aumento dei giorni del congedo di paternità da 5 a 7, e anche considerando il potenziale passo in avanti fatto con la Legge di Bilancio 2021 e l’estensione a 10 giorni, l’Italia si trova comunque ampiamente sotto la media europea.

Secondo i dati del Parlamento Europeo del 2017, l’Italia è tra i Paesi che in Europa offre ai neo-papà uno dei congedi parentali più brevi.

In Portogallo, ad esempio, i genitori possono prendere 120 giorni consecutivi, che diventano 150 se condividono le ferie.

I papà sloveni hanno diritto a quattro settimane di congedo parentale (e sono state ridotte, perché fino al 2016 le settimane erano dieci).

In Svezia non viene fatta alcuna differenza tra madre e padre: entrambi hanno diritto a 2 settimane di congedo dopo la nascita del figlio senza la necessità di alternare la propria presenza a casa.

Peggio dell’Italia solo l’Austria, che non prevede nessun giorno di congedo di paternità - a meno che il papà non sia un lavoratore del settore pubblico: in questo caso ha diritto a un mese di congedo senza essere retribuito -.

La paternità dunque è ancora un diritto lontano, negato; verrebbe da chiedersi quanto siano le consuetudini ad influenzare le leggi e quanto è ancora lunga la strada per vedere riconosciuta equità e uguaglianza tra uomo e donna non solo sul lavoro, ma anche nell’impegno genitoriale.

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