Congedo parentale COVID-19 per quarantena scolastica: cambia con il decreto Ristori. Ecco come

Congedo parentale COVID-19 per quarantena scolastica dei figli: cambia con il decreto Ristori appena entrato in vigore. Aumenta l’età dei minori conviventi per i quali è possibile richiederlo in alternativa allo smart working.

Congedo parentale COVID-19 per quarantena scolastica: cambia con il decreto Ristori. Ecco come

Cambia il congedo parentale COVID-19 per quarantena scolastica dei figli nel decreto Ristori in Gazzetta Ufficiale e che va a modificare quanto disposto dal decreto Agosto convertito nella legge n.126/2020.

In particolare il decreto Ristori modifica l’età dei figli per i quali i genitori possono accedere al congedo parentale COVID-19 per quarantena scolastica sebbene oltre una certa soglia non sia retribuito. L’età infatti sale da 14 a 16 anni. Modifiche sono introdotte con il medesimo articolo del decreto Ristori per lo smart working concesso, come anche il congedo, anche ai genitori con figli in didattica a distanza circostanza fino a due giorni fa non prevista.

Congedo parentale COVID-19 per quarantena scolastica nel decreto Ristori

Il congedo parentale COVID-19 per quarantena scolastica nel decreto Ristori cambia perché l’età dei figli per i quali è possibile richiedere lo strumento sale dai 14 anni del decreto Agosto convertito a 16 anni del minore, ma resta in ogni caso retribuito solo fino ai 14.

Già il decreto Agosto in fase di conversione aveva assorbito disposizioni precedenti in merito prevedendo la possibilità dei genitori con figli in quarantena di poter richiedere lo smart working che ora con il decreto Ristori viene concesso anche in caso di sospensione dell’attività didattica in presenza. Lo stesso vale per il congedo.

Nel dettaglio a introdurre la modifica all’articolo 21-bis del decreto Agosto è l’articolo 22 del decreto Ristori “Scuole e misure per la famiglia”. In particolare, per quanto concerne il congedo parentale COVID-19 per quarantena scolastica dei figli si stabilisce che:

“Al comma 3, dopo le parole: ‘plesso scolastico’ sono aggiunte le seguenti: ‘nonché nel caso in cui sia stata disposta la sospensione dell’attività didattica in presenza del figlio convivente minore di anni quattordici. In caso di figli di età compresa fra 14 e 16 anni, i genitori hanno diritto di astenersi dal lavoro senza corresponsione di retribuzione o indennità né riconoscimento di contribuzione figurativa, con divieto di licenziamento e diritto alla conservazione del posto di lavoro.’”

Dunque, chiarendo, in caso di quarantena scolastica dei figli o anche di sospensione dell’attività didattica il genitore può ricorrere al lavoro agile. Se non è possibile può richiedere il congedo parentale COVID-19 che come disposto dal decreto Agosto prevede un’indennità pari al 50% della retribuzione e il riconoscimento di contribuzione figurativa per figli fino a 14 anni.

Con il decreto Ristori viene estesa questa possibilità anche ai genitori con figli in quarantena o in didattica a distanza fino a 16 anni, ma senza indennità e senza riconoscimento della contribuzione figurativa. In pratica vale lo stesso principio sancito dai precedenti congedi parentali COVID-19 per l’emergenza.

Congedo parentale COVID-19: requisiti

Immaginiamo che per il congedo parentale COVID-19 esteso anche ai genitori con figli fino a 16 anni del decreto Ristori valgano gli stessi requisiti sanciti da INPS con l’ultima circolare in merito.

Il genitore che voglia accedere al congedo parentale COVID-19 per quarantena scolastica dei figli o anche in caso di didattica a distanza dovrebbe rispettare i seguenti requisiti (salvo ulteriori comunicazioni di INPS):

  • essere convivente durante tutto il periodo di fruizione del congedo con il figlio per cui è richiesto il congedo stesso, e questo significa che il minore ha la residenza anagrafica nella stessa abitazione del genitore richiedente. Nel caso di affidamento o di collocamento del minore, la convivenza è desunta dal provvedimento di affidamento o di collocamento al genitore richiedente il congedo;
  • non deve trovarsi in smart working durante i giorni di fruizione del congedo COVID-19 per quarantena scolastica dei figli;
  • avere un rapporto di lavoro dipendente in essere. Ne consegue, specifica INPS, che in caso di cessazione o sospensione del rapporto di lavoro durante la fruizione di un periodo di congedo COVID-19, viene meno il diritto al congedo medesimo e le giornate successive alla cessazione o sospensione non possono essere indennizzate. Per tali motivi il genitore deve tempestivamente informare l’Istituto dell’avvenuta modifica del rapporto lavorativo.

Il figlio convivente per il quale chiede il congedo parentale COVID-19 deve essere stato messo in quarantena, ai sensi dell’articolo 5 del decreto-legge n. 111/2020, con provvedimento del Dipartimento di prevenzione della ASL territorialmente competente a seguito di contatto verificatosi all’interno del plesso scolastico.

Oppure, con le nuove disposizioni, deve trovarsi a casa per sospensione delle lezioni in presenza. Non solo, come disposto dal decreto Agosto, il contatto che dà diritto al congedo, o anche allo smart working, può verificarsi anche nell’ambito dello svolgimento di attività sportive di base, attività motoria in strutture quali palestre, piscine, centri sportivi, circoli sportivi, sia pubblici che privati, o anche all’interno di strutture regolarmente frequentate per seguire lezioni musicali e linguistiche (articolo 21-bis legge n.126/2020). Molte di queste attività al momento sono chiuse dopo le restrizioni del DPCM del 24 ottobre.

Il periodo di congedo parentale per quarantena dei figli può essere richiesto, stando alle precedenti disposizioni, sempre tra il 9 settembre e il 31 dicembre, salvo successivi chiarimenti e modifiche ulteriori da parte del legislatore e di INPS.

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