Tra due settimane esatte il MEF svelerà la sequenza dei tassi minimi garanti sulla nuova serie del bond retail della famiglia dei BTP Valore in scadenza a marzo 2032. Questi tassi andranno poi confermati o ritoccati all’insù al termine del collocamento e quelli saranno per gli acquirenti i frutti dei futuri 6 anni di permanenza nel titolo.
Ora, in tema di raffronti tra prodotti (quasi) concorrenti vediamo se le cedole del buono fruttifero a cedola batteranno i rendimenti del neo BTP Valore 2032 oppure no.
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Come massimizzare un capitale già impegnato sul reddito fisso?
Il bello e il brutto del reddito fisso è che una volta sottoscritto un prodotto si sa a priori quale sarà il rendimento a scadenza. Per modificarlo nel corso della sua vita fruttifera le strade percorribili sono bene o male le seguenti:
- interrompere l’investimento alla pari se l’emittente lo acconsente come avviene nel caso del risparmio postale. Quanto agli interessi, l’emittente riconosce solo quelli degli eventuali step effettivamente portati a termine. Sul conto deposito, invece, è tutto da valutare prodotto per prodotto (libero, semilibero e vincolato) e/o da banca a banca. Poi anche qui si tratterà di capire se gli interessi nel frattempo maturati sono riconosciuti o meno dall’istituto di credito di turno;
- vendere il prodotto se è tradabile come nel caso dei bond, sovrani o corporate che siano. L’importante è che siano liquidi, cioè ben scambiati sul mercato secondario, altrimenti un primo prezzo da sostenere è lo spread, oltre a commissioni e ritenuta fiscale. Se la vendita avviene in una fase di apprezzamento del sottostante rispetto al proprio prezzo di carico, scatta la plusvalenza. Questa si aggiunge e si antepone all’“affare” del nuovo prodotto verso cui si vuol dirottare il capitale già investito. Nei casi inversi si tratterà di monetizzare una perdita in conto capitale e poi di effettuare lo switch dal vecchio bond al nuovo prodotto, bond o meno che sia.
Il buono a cedola a interessi fissi e crescenti
Per chi, invece, deve entrare in azione i dilemmi riguardano in genere i pro e i contro tra prodotti concorrenti. Consideriamo Buono a Cedola, per esempio, che tuttavia dura solo 5 anni e non 6 come nel caso del BTP Valore Mz32 di prossima emissione. Si tratta di una bella differenza che si ripercuote sui ritorni attesi, ma meno di quanto si potrebbe inizialmente immaginare.
In comune con il titolo di Stato c’è che Buono a Cedola gode della garanzia sovrana sul capitale, del medesimo regime fiscale e prevede un flusso cedolare. Quest’ultimo ha tuttavia una cadenza semestrale e non trimestrale come il Valore di prossimo lancio. Poi iniziano le differenze, a partire da 4 vantaggi del prodotto postale su quello del Tesoro, vale a dire:
- non necessita di MIFD e quindi del dossier titoli, che tradotto vuol dire meno spese annue. In genere il conto titoli costa qualche decina di euro l’anno, che in tal modo verrebbero risparmiati trasformandosi in primi guadagni certi e sicuri;
- l’assenza di spese di gestione da emissione a rimborso, finale o intermedio che sia, e anche qui si tratta di altri soldi in tasca e non spesi. A onor del vero, la sola (e soltanto) commissione di acquisto dal 2 al 6 marzo sarà assolta dallo Stato in nome e per conto del cliente;
- l’emissione alla pari e a rubinetto, cioè sempre disponibili fino a quando Cassa Depositi e Prestiti non lo ritira dal mercato. Il Valore, invece, sarà collocato a 100 solo per 5 giorni (salvo chiusura anticipata), poi sarà disponibile sul MOT ai prezzi e alle condizioni di mercato;
- l’assenza di rischio di mercato, che tradotto vuol dire certezza del valore nominale originario in qualunque momento dei 5 anni di vita fruttifera del buono.
Quanto rende Buono a Cedola?
Accanto a questi pro, tuttavia, vi sono un paio di difetti consistenti a carico di buono a Cedola che l’obbligazione retail di prossima emissione non ha.
Uno riguarda il fatto che l’eventuale riscatto nel corso del semestre di maturazione non porta al riconoscimento del rateo maturato. In termini più semplici, gli intessi sono riconosciuti solo al termine esatto dei 6 mesi di riferimento, mai prima.
L’altro riguarda l’entità dei tassi nominali annui, non proprio il massimo della generosità. I tassi cedolari annui lordi della serie TC005A251110 in vigore dal 10/11/2025 sono i seguenti:
- 1,00% per il 1° anno (1,50% lordo semestrale);
- 1,25% nel 2° (lo 0,625% lordo ogni 6 mesi);
- 1,50% nel 3°(0,75% semestrale);
- 1,75% nel 4°(0,875% semestrale);
- 2,50% nel 5°, ossia l’1,25% lordo a cedola.
Alla luce di questi tassi il rendimento annuo lordo a scadenza si attesta all’1,59%, l’1,40% al netto della ritenuta fiscale del 12,50%. A livello cumulato, cioè di cedole complessive, stiamo parlando di un guadagno del 12,50% lordo o del 10,9375% netto (dati: Poste Italiane). È evidente che anche laddove buono a Cedola avesse avuto 6 anni di vita utile il ritorno finale sarebbe stato superiore all’1,59% attuale.
Le cedole del buono fruttifero a Cedola batteranno i rendimenti del neo BTP Valore 32?
La seconda precisazione importante da fare (la prima riguardava la diversa durata di buono a Cedola rispetto al Valore ‘32) è che i tassi del prossimo Valore sono ignoti. Nessuno li conosce dato che saranno svelati al mercato venerdì 27 febbraio e non prima.
Non è il massimo, quindi, fare confronti tra un ritorno certo, quello sul buono, e uno ignoto, quello sul BTP. Tuttavia, se l’obiettivo MEF è quello di raccogliere capitali sul neo Valore è evidente che non potrà non rendere almeno tanto quanto i BTP pari durata e già in circolo. Se così non fosse, perché comprare un titolo il cui ritorno sarebbe inferiore a quello di un altro BTP a parità di tempo e di rischio?
Al momento il BTP Tf 1,65% Mz32 con matricola ISIN IT0005094088 prezza 93,6 per un rendimento effettivo a scadenza del 2,83%. Pertanto possiamo attenderci una cedola media lorda ponderata non inferiore a questa soglia, almeno alle condizioni attuali. Poi tra due settimane l’emittente potrà decidere di essere di una spanna più generoso così potrà avvenire che gli yield scendano ancora.
Concludendo, il ritorno atteso sul prossimo BTP Valore dovrebbe battere quello di buono a Cedola. Tuttavia, rimarchiamo che si tratta di prodotti con durate differenti e che fino a quando non verranno comunicati i tassi minimi si tratta di ipotesi. In cambio però il prossimo bond retail prevede maggiori spese di gestione ed espone al rischio di mercato.