Condono edilizio e rottamazione più ampia nel Milleproroghe, cosa succede?

Patrizia Del Pidio

28/01/2026

Bocciati i due emendamenti al decreto Milleproroghe che puntavano alla riapertura del condono edilizio e all’ampliamento della rottamazione quater.

Condono edilizio e rottamazione più ampia nel Milleproroghe, cosa succede?

Due emendamenti al decreto Milleproroghe puntavano alla riapertura del condono edilizio del 2003 e all’ampliamento della rottamazione quinquies anche per chi era in regola con i pagamenti della quater. Entrambi gli emendamenti sono stati considerati inammissibili dalla Commissione Affari Costituzionali e Bilancio della Camera.

Il condono edilizio, dopo la bocciatura di inserimento nella Legge di Bilancio 2026, rispunta, ora, con un emendamento nel decreto Milleproroghe in tre emendamenti identici di Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia. Tutti e tre sono stati respinti perché estranei alla materia. Vediamo i dettagli.

Condono edilizio, ennesimo stop

Il condono edilizio non passa neanche come emendamento del decreto Milleproroghe, dopo essere stato escluso dalla manovra di fine anno. Proprio a fine anno la norma era stata trasformata in un ordine del giorno e a neanche un mese di distanza viene riproposto in tre emendamenti considerati inammissibili.

La riapertura del condono del 2003 per tutto il territorio nazionale, ma in particolare per la Campania che fu allora esclusa a causa di un norma regionale, punta alla sanatoria di opere realizzate in assenza o in difformità del titolo abilitativo edilizio e non conformi alle norme urbanistiche a patto che non rientrino nei casi di insuscettibilità assoluta di sanatoria.

Anche se le opposizioni gridano allo scandalo ritenendola una misura irresponsabile, c’è chi insinua che l’ostinazione mostrata dalla maggioranza in questo ambito sia finalizzata agli obiettivi elettorali.

I dettagli della proposta

Con l’emendamento si affidava alle Regioni il compito di adottare una legge di attuazione, entro 60 giorni dall’entrata in vigore della norma, per determinare le possibilità, le condizioni e le modalità di essere ammessi alla sanatoria.

Nella proposta, in ogni caso, per le zone sismiche “ai fini della sanatoria rimane, in ogni caso, ferma la necessità che l’intervento risulti conforme alle norme tecniche per le costruzioni in zone sismiche vigenti sia al momento della realizzazione dello stesso, sia al momento del rilascio del titolo in sanatoria”.

Anche se la misura riguardava tutta Italia era stata pensata in modo particolare per la Campania che, nel 2003, non aderì al condono per volere dell’allora governatore Bassolino.
Perché la Campania? Nel 2004, la Corte Costituzionale confermò la legittimità della legge regionale campana che stringeva le maglie del condono nazionale, lasciando migliaia di pratiche in un limbo giuridico che dura da oltre vent’anni.

Bocciato l’ampliamento della rottamazione quinquies

Bocciato anche l’emendamento presentato da Fratelli d’Italia per riaprire i termini della rottamazione quinquies a chi aveva aderito alla precedente sanatoria (la quater) e si è trovato in regola con i pagamenti al 30 settembre 2025, o decaduto dopo quella data che, in base alle norme vigenti sono esclusi.

Altri interventi sulla rottamazione quinquies sono stati presentati anche dalla Lega e da Forza Italia per:

  • riaprire i termini per la rottamazione quater dal 30 novembre al 28 febbraio 2026;
  • per estendere anche al 2023 il ravvedimento speciale degli anni 2018/2022.

Forza Italia, inoltra, chiede di rimandare di due mesi la tassa sui pacchi extra Ue di 2 euro.

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