Concorso Scuola, novità nel decreto in esame al Parlamento: ammessi nuovi partecipanti

Il Decreto Scuola potrebbe cambiare: in Parlamento si valuta l’introduzione di alcune novità importanti. Ecco quali riguardano il concorso scuola straordinario.

Concorso Scuola, novità nel decreto in esame al Parlamento: ammessi nuovi partecipanti

Concorso scuola, si cambia: con il passaggio in Parlamento del testo del Decreto Scuola potrebbero essere introdotte delle novità che andranno a modificare la platea dei potenziali candidati alle procedure selettive in programma i prossimi mesi.

All’inizio del 2020 dovrebbero uscire infatti due diversi bandi di concorso per insegnanti della scuola secondaria (di I e di II grado): il primo vede la partecipazione dei docenti precari (e non) che hanno maturato tre anni di servizio (negli ultimi otto) nelle scuole pubbliche, di cui almeno uno nella classe di concorso per la quale ci si candida (chi non ha questo requisito può candidarsi comunque per conseguire l’abilitazione), mentre il secondo - di tipo ordinario - è aperto a tutti i laureati che soddisfano determinati requisiti.

A disciplinare il primo concorso, quello di tipo straordinario, è il decreto Scuola licenziato dalla Presidenza del Consiglio, oggi in esame in Parlamento; è proprio con l’approvazione di Camera e Senato che si prevedono novità al testo del provvedimento, così da permettere ad un maggior numero di insegnanti di partecipare al concorso.

Vediamo nel dettaglio quali potrebbero essere queste novità e quali saranno i docenti interessati.

Concorso a cattedra straordinario: come cambiano i requisiti nel Decreto Scuola

Sono diversi gli emendamenti presentati al testo del Decreto Scuola; ovviamente solo una parte di questi entreranno a far parte del testo definitivo, ecco perché in questo articolo vi informeremo solamente di quelli che - almeno in apparenza - sembrano essere appoggiati dall’intera maggioranza.

Il primo riguarda quei docenti che possono raggiungere il requisito dei tre anni di servizio solamente considerando quello in corso. Ad oggi, infatti, il Decreto Scuola stabilisce che i tre anni (180 giorni di servizio continuativo) devono fare riferimento a periodi antecedenti alla data del concorso; tra gli emendamenti, però, ce n’è anche uno che punta al riconoscimento del servizio di insegnamento dell’anno in corso ai fini della partecipazione al concorso.

In caso di approvazione dello stesso, quindi, anche i supplenti con due anni di servizio più un altro anno non ancora completato (perché ancora in corso) potrebbero partecipare al concorso; in questo caso, però, l’ammissione sarebbe solo con riserva, quindi sarà finalizzata esclusivamente con il completamento del servizio nell’a.s. 2019-2020.

Lo stesso vale per coloro che si candideranno per il sostegno e che al momento stanno ancora seguendo corsi di specializzazione; dal momento che questi percorsi non si completeranno in tempo utile per partecipare al concorso straordinario l’ammissione degli insegnanti impegnati per il conseguimento della specializzazione sarà con riserva.

La seconda novità potrebbe riguardare i docenti di ruolo, i quali possono partecipare alla selezione per cambiare la classe di concorso. A tal proposito, tra gli emendamenti proposti ce n’è uno che chiede di eliminare per questi insegnanti l’obbligo di aver prestato almeno un anno di servizio nella classe di concorso per la quale si concorre.

Vi è poi la richiesta di riconoscere come validi anche i progetti regionali a cui hanno preso parte i candidati nel periodo che va dal 2009 al 2015.

Anche il servizio nella formazione professionale - che fa capo alle Regioni - potrebbe essere valido per l’ingresso al concorso a cattedra riservato ai precari storici; in questo caso, però, lo sarebbe solamente per la partecipazione al concorso a fini abilitativi.

Lo stesso vale per i docenti delle scuole dell’infanzia e della primaria di ruolo che hanno un titolo di studio idoneo all’iscrizione nella classe di concorso ambita; è possibile che a questi venga data l’opportunità di iscriversi al concorso anche senza aver maturato esperienza nelle scuole secondarie, ma anche in questo caso solamente per fini abilitativi.

Queste sono le novità su cui la maggioranza sta riflettendo e da cui potrebbero nascere nuovi requisiti per il concorso scuola; continueremo a monitorare la situazione, così da aggiornarvi non appena ci saranno conferme in merito.

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