Concorsi pubblici: nuove regole con il Ddl Concretezza

Decreto Concretezza in vigore dal 7 luglio, ecco quali sono le novità introdotte per i concorsi pubblici: turnover al 100%, prove scritte a risposta multipla e nuovi requisiti per diventare commissari.

Concorsi pubblici: nuove regole con il Ddl Concretezza

Concorsi pubblici: mentre si attende l’uscita di alcuni bandi annunciati dalle amministrazioni, bisogna segnalare l’entrata in vigore di alcune importanti novità introdotte dal Decreto Concretezza (recante “interventi per la concretezza delle azioni delle Pubbliche Amministrazioni e la prevenzione dell’assenteismo”) di cui il testo è stato pubblicato lo scorso 22 giugno in Gazzetta Ufficiale.

Entrato in vigore il 7 luglio, il decreto Concretezza modifica quindi alcuni aspetti legati alle pubbliche selezioni; nel dettaglio, gli aspetti su cui interviene sono diversi, tutti con l’obiettivo di rendere più snelli i concorsi pubblici e velocizzare, quando necessario, l’assunzione dei candidati.

Ad esempio, con l’entrata in vigore del provvedimento - di cui il Ministro della PA Giulia Bongiorno ne è autrice - per molti comparti della Pubblica Amministrazione è stato introdotto il turnover al 100%, con l’amministrazione che potrà assumere personale a tempo indeterminato nel limite corrispondente ad una spesa pari al 100% di quella relativa al personale di ruolo cessato nell’anno precedente.

Ma il turnover al 100% - grazie al quale ci saranno più opportunità di lavoro nella Pubblica Amministrazione - non è l’unica novità per i concorsi pubblici introdotta dal Decreto Concretezza; vediamo quindi cos’altro è cambiato.

Turnover al 100%: nuove assunzioni nella Pubblica Amministrazione

Con il Ddl Concretezza si sblocca finalmente il turnover al 100% nella Pubblica Amministrazione, una priorità per il Ministro Giulia Bongiorno.

Grazie allo sblocco del turnover, le amministrazioni potranno assumere tanto personale quante sono state le uscite nell’anno precedente. Un’ottima opportunità, vista anche l’introduzione di Quota 100 che ha portato a diverse uscite non preventivate nella Pubblica Amministrazione, lasciando così diverse posizioni vacanti.

C’è però una precisazione da fare: lo sblocco del turnover al 100% non si applica nei confronti dei comparti Scuola e Università e Difesa e Sicurezza: per insegnanti, ATA e Forze dell’ordine, quindi, continuano ad applicarsi le norme di settore.

Concorsi pubblici più veloci per favorire le assunzioni

Come anticipato, obiettivo del Ddl Concretezza è di semplificare e velocizzare le procedure per i concorsi relativi al reclutamento nella Pubblica Amministrazione; questo vale solo per le selezioni in programma tra il 2019 e il 2021.

Nel dettaglio, alle singole amministrazioni viene consentito - in deroga alle norme in vigore - di svolgere procedure concorsuali con modalità semplificate.

Tra le novità previste in tal senso c’è quella che autorizza l’amministrazione a costituire una sottocommissione anche per la correzione delle prove scritte; l’importante è che ad ognuna di queste venga assegnato un numero di candidati perlomeno pari a 250.

C’è poi la possibilità per l’amministrazione di prevedere una prova preselettiva anche quando il numero dei partecipanti alla selezione supera di appena due volte (e non tre come accade oggi) il numero dei posti a disposizione per l’assunzione. Inoltre, anche la prova scritta potrà essere composta da domande a risposte multiple, così da velocizzare - e rendere più trasparente - la procedura grazie alla correzione automatizzata.

In alcuni casi è autorizzata una concentrazione delle prove: ad esempio, per l’assunzione di profili tecnici potrebbe essere anche sufficiente una verifica pratica.

Per quanto riguarda i titoli, invece, viene stabilito che questi non possono avere un peso superiore ad un terzo dell’intero punteggio.

Infine, ai candidati verrà data la possibilità di monitorare le varie fasi del concorso tramite un portale dedicato che conterrà un fascicolo elettronico per ogni partecipante alla procedura; sarò il Dipartimento della funzione pubblica ad occuparsi della sua realizzazione.

Anche i pensionati possono diventare commissari

Spesso una delle difficoltà che trova l’amministrazione nell’organizzare un concorso pubblico è quella di individuare i commissari.

A tal proposito, con il passaggio alla Camera del testo del Ddl Concretezza è stata introdotta una norma che - con l’obiettivo di facilitare la formazione delle commissioni d’esame - autorizza l’amministrazione a reclutare pensionati, purché in quiescenza da non più di 4 anni e impiegati presso la stessa amministrazione.

Per lo stesso motivo è in previsione l’istituzione di un albo nazionale dei componenti delle commissioni, dal quale attingere per le varie procedure, che sarà conservato presso il Dipartimento della funzione pubblica.

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