Comunicazioni trimestrali liquidazioni IVA: sanzioni e ravvedimento

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Comunicazioni trimestrali liquidazioni IVA: sanzioni e ravvedimento

Sanzioni comunicazioni liquidazioni periodiche IVA: regole e possibilità di ravvedimento operoso.

Quali sanzioni si applicano alle comunicazioni trimestrali delle liquidazioni periodiche IVA?

Partiamo da qualche considerazione di carattere generale. Innanzitutto il ravvedimento operoso (quindi la riduzione degli importi delle sanzioni) è applicabile anche alle comunicazioni trimestrali IVA delle liquidazioni, le cosiddette Lipe.

Se inizialmente erano stati avanzati dubbi sulla possibilità di applicare il ravvedimento operoso sulle sanzioni in caso di ritardi o errori nell’invio delle Lipe trimestrali 2017, è più volte stato chiarito come si tratti di una possibilità concessa anche ai nuovi adempimenti Iva.

Il ravvedimento operoso, infatti, è un istituto applicabile alle violazioni di carattere tributario, che non può essere applicato solo in caso di esplicito divieto (inesistente nel caso delle comunicazioni iva trimestrali).

Per comprendere come si calcola il ravvedimento operoso sulle sanzioni nel caso delle Lipe trimestrali occorre quindi sempre fare riferimento al Decreto Legislativo numero 472/1997.

Ecco di seguito tutte le regole su sanzioni e ravvedimento operoso per le comunicazioni delle liquidazioni Iva trimestrali 2017.

Sanzioni comunicazioni IVA trimestrali delle liquidazioni, ecco gli importi ridotti per effetto dell’applicazione del ravvedimento operoso:

Fattispecie Sanzioni ridotte
Comunicazione trimestrale IVA liquidazioni periodiche inviata in ritardo ma entro 15 giorni sanzioni pari ad un ottavo del minimo per un importo complessivo pari a 27,78 euro (1/9 di 250 euro)
Omesse comunicazioni sanzioni ridotte ad un ottavo del minimo per un importo complessivo pari ad euro 31,25 (1/8 di 500 euro)
Comunicazione IVA incompleta Sanzioni ridotte ad un ottavo del minimo per un importo complessivo pari ad euro 31,25 (1/8 di 500 euro)
Comunicazioni trimestrali liquidazioni IVA in ritardo ma entro il termine di scadenza la seconda inviata sostituisce la prima e non sono dovute sanzioni per la correzione

Per il resto si consiglia sempre di leggere la norma di riferimento, in modo da comprendere il corretto comportamento da tenere.

Nello specifico, la norma di riferimento è l’articolo 13 del Decreto Legislativo 472/1997 che riportiamo per completezza:

1. La sanzione è ridotta, sempreché la violazione non sia stata già constatata e comunque non siano iniziati accessi, ispezioni, verifiche o altre attività amministrative di accertamento delle quali l’autore o i soggetti solidalmente obbligati, abbiano avuto formale conoscenza:

a) ad un decimo del minimo nei casi di mancato pagamento del tributo o di un acconto, se esso viene eseguito nel termine di trenta giorni dalla data della sua commissione;

a-bis) ad un nono del minimo se la regolarizzazione degli errori e delle omissioni, anche se incidenti sulla determinazione o sul pagamento del tributo, avviene entro il novantesimo giorno successivo al termine per la presentazione della dichiarazione, ovvero, quando non è prevista dichiarazione periodica, entro novanta giorni dall’omissione o dall’errore;

b) ad un ottavo del minimo, se la regolarizzazione degli errori e delle omissioni, anche se incidenti sulla determinazione o sul pagamento del tributo, avviene entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all’anno nel corso del quale è stata commessa la violazione ovvero, quando non è prevista dichiarazione periodica, entro un anno dall’omissione o dall’errore;

b-bis) ad un settimo del minimo se la regolarizzazione degli errori e delle omissioni, anche se incidenti sulla determinazione o sul pagamento del tributo, avviene entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all’anno successivo a quello nel corso del quale è stata commessa la violazione ovvero, quando non è prevista dichiarazione periodica, entro due anni dall’omissione o dall’errore;

b-ter) ad un sesto del minimo se la regolarizzazione degli errori e delle omissioni, anche incidenti sulla determinazione o sul pagamento del tributo, avviene oltre il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all’anno successivo a quello nel corso del quale è stata commessa la violazione ovvero, quando non è prevista dichiarazione periodica, oltre due anni dall’omissione o dall’errore;

b-quater) ad un quinto del minimo se la regolarizzazione degli errori e delle omissioni, anche se incidenti sulla determinazione o sul pagamento del tributo, avviene dopo la constatazione della violazione ai sensi dell’articolo 24 della legge 7 gennaio 1929, n. 4, salvo che la violazione non rientri tra quelle indicate negli articoli 6, comma 3, o 11, comma 5, del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471;

c) ad un decimo del minimo di quella prevista per l’omissione della presentazione della dichiarazione, se questa viene presentata con ritardo non superiore a novanta giorni ovvero a un decimo del minimo di quella prevista per l’omessa presentazione della dichiarazione periodica prescritta in materia di imposta sul valore aggiunto, se questa viene presentata con ritardo non superiore a trenta giorni.

1-bis. Le disposizioni di cui al comma 1, lettere b-bis) e b-ter), si applicano ai tributi amministrati dall’Agenzia delle entrate.

1-ter. Ai fini dell’applicazione delle disposizioni di cui al presente articolo, per i tributi amministrati dall’Agenzia delle entrate non opera la preclusione di cui al comma 1, primo periodo, salva la notifica degli atti di liquidazione e di accertamento, comprese le comunicazioni recanti le somme dovute ai sensi degli articoli 36-bis e 36-ter del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e successive modificazioni, e 54-bis del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, e successive modificazioni;

1-quater. Il pagamento e la regolarizzazione di cui al presente articolo non precludono l’inizio o la prosecuzione di accessi, ispezioni, verifiche o altre attività amministrative di controllo e accertamento.

2. Il pagamento della sanzione ridotta deve essere eseguito contestualmente alla regolarizzazione del pagamento del tributo o della differenza, quando dovuti, nonché al pagamento degli interessi moratori calcolati al tasso legale con maturazione giorno per giorno.

3. Quando la liquidazione deve essere eseguita dall’ufficio, il ravvedimento si perfeziona con l’esecuzione dei pagamenti nel termine di sessanta giorni dalla notificazione dell’avviso di liquidazione”.

Sanzioni comunicazioni IVA liquidazioni periodiche: l’intervento dell’Agenzia delle Entrate

L’Agenzia delle Entrate è recentemente intervenuta in materia di sanzioni per omesso o tardivo invio delle comunicazioni IVA con la risoluzione numero 104 dello scorso 28 luglio 2017.

La risoluzione tratta il tema delle sanzioni e del ravvedimento operoso sia con riferimento alle comunicazioni IVA delle liquidazioni periodiche che dello spesometro. Ovviamente i riferimenti normativi sono quelli sopra citati ma la lettura della risoluzione appare utile soprattutto con riferimento agli esempi numerici che vengono ivi considerati.

Codice tributo modello F24 per le sanzioni delle comunicazioni trimestrali IVA

Si ricorda, infine, che le sanzioni per le violazioni relative alle comunicazioni iva trimestrali delle liquidazioni devono essere versate utilizzando il modello F24 con codice tributo 8911, compilando la sezione Erario e scrivendo il 2017 come anno di riferimento.

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