Comunicazioni liquidazioni IVA trimestrali, Lipe 2020: sanzioni e ravvedimento

Sanzioni comunicazioni liquidazioni IVA 2020 e ravvedimento operoso: ecco le regole da applicare per l’invio delle Lipe oltre il termine di scadenza, importi e modalità di calcolo.

Comunicazioni liquidazioni IVA trimestrali, Lipe 2020: sanzioni e ravvedimento

Lipe 2020, quali sanzioni per le comunicazioni liquidazioni IVA trimestrali 2020?

Anche nel caso di invio tardivo delle Lipe è possibile beneficiare del ravvedimento operoso. Il calcolo dell’importo dovuto è effettuato in considerazione del ritardo nel pagamento e nella regolarizzazione della comunicazione omessa o incompleta.

Partiamo da qualche considerazione di carattere generale. Innanzitutto il ravvedimento operoso (quindi la riduzione degli importi delle sanzioni) è applicabile anche alle comunicazioni trimestrali IVA delle liquidazioni, le cosiddette Lipe.

Se inizialmente erano stati avanzati dubbi sulla possibilità di applicare il ravvedimento operoso sulle sanzioni in caso di ritardi o errori nell’invio delle Lipe trimestrali 2020, è più volte stato chiarito come si tratti di una possibilità concessa anche ai nuovi adempimenti Iva.

Il ravvedimento operoso, infatti, è un istituto applicabile alle violazioni di carattere tributario, che non può essere applicato solo in caso di esplicito divieto (inesistente nel caso delle comunicazioni iva trimestrali).

Per comprendere come si calcola il ravvedimento operoso sulle sanzioni nel caso delle Lipe trimestrali occorre quindi sempre fare riferimento al Decreto Legislativo numero 472/1997.

Ecco di seguito tutte le regole su sanzioni e ravvedimento operoso per le comunicazioni delle liquidazioni Iva trimestrali 2020.

Sanzioni comunicazioni IVA trimestrali, Lipe 2020, e ravvedimento operoso: regole ed importi

La sanzione ordinaria prevista nel caso di invio delle Lipe tardivo, omesso o incompleto, va dai 500 euro ai 2.000 euro. Nel caso di regolarizzazione entro 15 giorni dalla scadenza l’importo della sanzione è ridotto a metà.

Sono queste alcune delle regole alla base della comunicazione delle liquidazioni IVA trimestrali. In vista della scadenza del 2 marzo 2020 per l’invio delle Lipe del quarto trimestre 2019, è bene ricordare che i contribuenti possono regolarizzare eventuali omissioni o errori beneficiando del ravvedimento operoso.

L’importo della sanzione ordinaria si riduce in considerazione del ritardo entro il quale è effettuato l’adempimento. È in questo modo incentivata la regolarizzazione tempestiva.

Lipe, sanzioni comunicazioni IVA trimestrali e ravvedimento operoso: tabella e calcolo importi 2020

Data trasmissione tardiva LipeSanzione
Comunicazione trimestrale IVA liquidazioni periodiche inviata in ritardo ma entro 15 giorni sanzioni pari ad 1/9 del minimo per un importo complessivo pari a 27,78 euro (1/9 di 250 euro)
Comunicazione trimestrale IVA liquidazioni periodiche inviata in ritardo ma entro 90 giorni 55,56 euro (1/9 sanzione ordinaria di 500 euro)
Comunicazione trimestrale IVA liquidazioni periodiche inviata in ritardo ma entro un anno dalla data dell’omissione o errore 62,50 euro (1/8 sanzione ordinaria di 500 euro)
Comunicazione trimestrale IVA liquidazioni periodiche inviata in ritardo ma entro due anni dalla data dell’omissione o errore 71,43 euro (1/7 sanzione ordinaria di 500 euro)
Comunicazione trimestrale IVA liquidazioni periodiche inviata in ritardo oltre due anni dalla data dell’omissione o errore 83,33 euro (1/6 sanzione ordinaria di 500 euro)
Comunicazione trimestrale IVA liquidazioni periodiche inviata dopo la constatazione della violazione 100 euro (1/5 sanzione ordinaria di 500 euro)
Comunicazioni trimestrali liquidazioni IVA in ritardo ma entro il termine di scadenza la seconda inviata sostituisce la prima e non sono dovute sanzioni per la correzione

Per il resto si consiglia sempre di leggere la norma di riferimento, in modo da comprendere il corretto comportamento da tenere.

Nello specifico, la norma di riferimento è l’articolo 13 del Decreto Legislativo 472/1997 che riportiamo per completezza:

1. La sanzione è ridotta, sempreché la violazione non sia stata già constatata e comunque non siano iniziati accessi, ispezioni, verifiche o altre attività amministrative di accertamento delle quali l’autore o i soggetti solidalmente obbligati, abbiano avuto formale conoscenza:

a) ad un decimo del minimo nei casi di mancato pagamento del tributo o di un acconto, se esso viene eseguito nel termine di trenta giorni dalla data della sua commissione;

a-bis) ad un nono del minimo se la regolarizzazione degli errori e delle omissioni, anche se incidenti sulla determinazione o sul pagamento del tributo, avviene entro il novantesimo giorno successivo al termine per la presentazione della dichiarazione, ovvero, quando non è prevista dichiarazione periodica, entro novanta giorni dall’omissione o dall’errore;

b) ad un ottavo del minimo, se la regolarizzazione degli errori e delle omissioni, anche se incidenti sulla determinazione o sul pagamento del tributo, avviene entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all’anno nel corso del quale è stata commessa la violazione ovvero, quando non è prevista dichiarazione periodica, entro un anno dall’omissione o dall’errore;

b-bis) ad un settimo del minimo se la regolarizzazione degli errori e delle omissioni, anche se incidenti sulla determinazione o sul pagamento del tributo, avviene entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all’anno successivo a quello nel corso del quale è stata commessa la violazione ovvero, quando non è prevista dichiarazione periodica, entro due anni dall’omissione o dall’errore;

b-ter) ad un sesto del minimo se la regolarizzazione degli errori e delle omissioni, anche incidenti sulla determinazione o sul pagamento del tributo, avviene oltre il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all’anno successivo a quello nel corso del quale è stata commessa la violazione ovvero, quando non è prevista dichiarazione periodica, oltre due anni dall’omissione o dall’errore;

b-quater) ad un quinto del minimo se la regolarizzazione degli errori e delle omissioni, anche se incidenti sulla determinazione o sul pagamento del tributo, avviene dopo la constatazione della violazione ai sensi dell’articolo 24 della legge 7 gennaio 1929, n. 4, salvo che la violazione non rientri tra quelle indicate negli articoli 6, comma 3, o 11, comma 5, del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471;

c) ad un decimo del minimo di quella prevista per l’omissione della presentazione della dichiarazione, se questa viene presentata con ritardo non superiore a novanta giorni ovvero a un decimo del minimo di quella prevista per l’omessa presentazione della dichiarazione periodica prescritta in materia di imposta sul valore aggiunto, se questa viene presentata con ritardo non superiore a trenta giorni.

1-bis. Le disposizioni di cui al comma 1, lettere b-bis) e b-ter), si applicano ai tributi amministrati dall’Agenzia delle entrate.

1-ter. Ai fini dell’applicazione delle disposizioni di cui al presente articolo, per i tributi amministrati dall’Agenzia delle entrate non opera la preclusione di cui al comma 1, primo periodo, salva la notifica degli atti di liquidazione e di accertamento, comprese le comunicazioni recanti le somme dovute ai sensi degli articoli 36-bis e 36-ter del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e successive modificazioni, e 54-bis del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, e successive modificazioni;

1-quater. Il pagamento e la regolarizzazione di cui al presente articolo non precludono l’inizio o la prosecuzione di accessi, ispezioni, verifiche o altre attività amministrative di controllo e accertamento.

2. Il pagamento della sanzione ridotta deve essere eseguito contestualmente alla regolarizzazione del pagamento del tributo o della differenza, quando dovuti, nonché al pagamento degli interessi moratori calcolati al tasso legale con maturazione giorno per giorno.

3. Quando la liquidazione deve essere eseguita dall’ufficio, il ravvedimento si perfeziona con l’esecuzione dei pagamenti nel termine di sessanta giorni dalla notificazione dell’avviso di liquidazione”.

Codice tributo modello F24 per le sanzioni delle comunicazioni trimestrali IVA

Si ricorda, infine, che le sanzioni per le violazioni relative alle comunicazioni IVA trimestrali delle liquidazioni devono essere versate utilizzando il modello F24 con codice tributo 8911.

Sanzioni Lipe omesse, incomplete e con errori: regolarizzazione anche in dichiarazione IVA

In caso di omessa o errata trasmissione dei dati sarà possibile regolarizzarsi inviando una nuova comunicazione della liquidazione Iva del trimestre di riferimento e applicando la sanzione prevista, sanabile come abbiamo visto beneficiando del ravvedimento operoso.

Tuttavia non sempre è obbligatorio inviare la Lipe corretta: qualora la regolarizzazione degli errori ovvero l’invio dei dati omessi sia effettuata con la dichiarazione Iva, l’obbligo comunicativo viene meno.

In sostanza, la possibilità di correzione di dati omessi o errati relativi alle liquidazioni Iva trimestrali potrà esser effettuato in due diverse modalità:

  • invio della comunicazione della liquidazione Iva omessa o errata;
  • correzione dei dati in dichiarazione Iva, compilando il quadro VH e senza obbligo di invio della Lipe.

Così come chiarito dall’Agenzia delle Entrate, qualora la regolarizzazione intervenga prima della presentazione della dichiarazione annuale IVA, è necessario comunque inviare la comunicazione inizialmente omessa, incompleta o errata.

L’obbligo di invio, invece, viene meno laddove la regolarizzazione intervenga direttamente con la dichiarazione annuale IVA ovvero successivamente alla sua presentazione.

In sostanza, qualora gli errori non vengano corretti in sede di presentazione della dichiarazione Iva, sarà possibile presentare una dichiarazione integrativa, versando in questo caso anche la sanzione per infedele dichiarazione (eventualmente ridotta con ravvedimento).

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