Comprare prodotti su Amazon costerà di più. Ecco il motivo

Laura Pellegrini

23 Gennaio 2026 - 11:12

Durante il World Economic Forum di Davos il CEO di Amazon ha annunciato che i prezzi dei prodotti sul suo e-commerce sono destinati ad aumentare a causa dei dazi americani imposti da Donald Trump.

Comprare prodotti su Amazon costerà di più. Ecco il motivo

Non arrivano buone notizie da Davos, dove proprio in questi giorni si sta svolgendo il World Economic Forum: i temi all’ordine del giorno non riguardano solo accordi commerciali e il futuro della Groenlandia, ma anche le conseguenze che provocheranno i dazi americani sul Vecchio Continente. E sono proprio i dazi la causa che costringerà Amazon ad aumentare i prezzi dei prodotti nell’e-commerce nei prossimi mesi.

Fino ad oggi i rivenditori erano riusciti a contenere gli aumenti grazie alle enormi scorte nei magazzini riempiti ben prima dell’imposizione delle tariffe doganali. Ma ad oggi sembra che tali scorte siano in esaurimento e quindi l’aumento dei prezzi sarà inevitabile.

A ciò bisogna aggiungere anche le nuove abitudini di acquisto dei consumatori, soprattutto americani, che guardano verso alternative più economiche o decidono di rinviare gli acquisti particolarmente costosi a un momento migliore. Per non parlare delle nuove tasse sui pacchi nazionali e internazionali. Potrebbe scattare una piccola crisi degli e-commerce?

Amazon aumenta il prezzo dei prodotti: tutta colpa dei dazi

Molti se lo aspettavano da tempo: i dazi di Trump avranno delle ripercussioni anche sui prezzi dei prodotti Amazon, che sono destinati ad aumentare nei prossimi mesi. Fino ad ora i rivenditori terzi sono riusciti a contenere gli aumenti grazie alle scorte presenti in magazzino, ma purtroppo era solo una questione di tempo.

Lo ha confermato lo stesso CEO del colosso di e-commerce Andy Jassy a Davos: “Iniziamo a vedere che alcuni dazi si insinuano nei prezzi di diversi articoli”, racconta in un’intervista rilasciata durante il World Economic Forum. Le strategie adottate dai rivenditori sono diverse, ma in ogni caso l’aumento dei prezzi sarà inevitabile: “Alcuni venditori decidono di trasferire questi costi più elevati ai consumatori, sotto forma di prezzi più alti. Altri decidono di assorbirli per stimolare la domanda e altri ancora fanno qualcosa che sta nel mezzo”.

L’allarme era stato lanciato già nel 2025, quando i dazi sono entrati in vigore e i venditori hanno dovuto correre ai ripari riempiendo i magazzini con prodotti per evitare di aumentare i prezzi ai consumatori. Ma come era prevedibile le scorte sono terminate lo scorso autunno e quindi i rivenditori hanno le mani legate.

Il problema principale, come ha spiegato il CEO di Amazon è il margine di profitto estremamente sottile per il settore retail, che di solito si aggira a percentuali a una cifra. Di fronte a questa imposizione fiscale, quindi, non restano altre soluzioni se non quella di riversare gli aumenti sui consumatori.

Nuove abitudini di acquisto per i consumatori

A partire dai primi mesi del 2026, quindi, potrebbero verificarsi aumenti di prezzo sui prodotti Amazon e non solo, legati sia all’inflazione sia all’imposizione dei dazi americani. Ma al di là degli aumenti, i consumatori hanno già modificato le proprie abitudini di acquisto, spingendo il proprio interesse verso alternative più convenienti oppure posticipando l’acquisto di prodotti costosi a momenti successivi e più favorevoli.

Si diffondono sempre di più anche gli acquisti di prodotti da pagare a rate e senza commissioni in modo da dilazionare la spesa nel tempo senza intaccare i propri risparmi. Il fenomeno del “Buy Now Pay Later” si sta diffondendo soprattutto tra i giovani che, probabilmente, hanno a disposizione un margine di spesa inferiore.

Un contesto politico ed economico più difficile

Se tutto questo non bastasse, bisogna ricordare che la Legge di Bilancio 2026 ha introdotto anche una [tassa sui pacchi provenienti da Paesi extra UE pari a 3 euro, e una tassa su tutti i pacchi (anche quelli con provenienza nazionale) pari a 2 euro.

Inoltre, è stata abolita l’esenzione doganale conosciuta come “de minimis”, che permetteva ai pacchi internazionali di valore inferiore agli 800 dollari di entrare negli Stati Uniti senza pagare dazi, agevolando di fatto l’e-commerce globale. Il risultato è un aumento complessivo dei prezzi per l’importazione dei prodotti per Amazon e per i piccoli venditori.

Di fatto, quindi, comprare prodotti online costerà di più e questo potrebbe essere una fattore negativo per chi ama fare shopping online. Altri invece vedono in questa “crisi”, nuove opportunità di crescita per i piccoli negozi e le botteghe locali.

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