Comparto lusso in crisi. A quando la rinascita?

Violetta Silvestri

22/07/2025

Lusso sotto i riflettori: la crisi del settore sta finendo? Un’analisi sulla possibile e imminente rinascita del comparto, con i più noti brand osservati da vicino dagli investitori.

Comparto lusso in crisi. A quando la rinascita?

Una tempesta perfetta si è abbattuta sul settore del lusso? Per molti analisti sì, a causa del concatenarsi di eventi che ha gettato un’ombra su un comparto difficilmente travolto dalle crisi economiche e finanziarie.

La stagione dei rendiconti finanziari del secondo trimestre, che inizia ufficialmente questa settimana, sarà probabilmente cupa per molti brand del lusso. E i motivi sono diversi. La spesa cinese, a lungo motore di crescita del settore, è in stallo. Gli acquirenti statunitensi, molto promettenti dopo l’elezione del presidente Donald Trump a novembre, sono adesso frenati da un clima di incertezza. E i prezzi eccessivamente elevati hanno escluso dal settore molti clienti più giovani, che precedentemente avevano fatto shopping di borse Gucci e orologi Rolex durante la pandemia.

L’analisi di Bloomberg suggerisce che, se si considera la minaccia dei dazi e la debolezza del dollaro, che si traduce in minori entrate in euro, non c’è da stupirsi di come l’indice MSCI Europe Textiles, Apparel and Luxury Goods sia diminuito di un quarto del suo valore da febbraio.

Tuttavia, nell’ultima settimana si sono intravisti alcuni barlumi di speranza. Il peggio non è ancora passato del tutto per il comparto, ma la rinascita potrebbe essere ormai vicina.

Il lusso sta per rinascere? Dalla tempesta alla ripresa

La prima variabile da considerare quando si parla di lusso è la Cina.

L’interesse dei consumatori cinesi per i bracciali Cartier Love e i trench Burberry, per esempio, non sembra diminuire e questo è un segnale positivo.

Vero è che, però, la spesa cinese in Giappone si sta contraendo – con le vendite di Richemont nel Paese in calo del 15% nei tre mesi fino alla fine di giugno, rispetto a un aumento del 59% nello stesso periodo dell’anno precedente – a causa del rafforzamento dello yen. Un fatto che probabilmente rappresenterà un freno per le vendite in tutto il settore secondo le opinioni degli esperti.

Tuttavia, Swatch ha affermato di aver notato i primi segnali di miglioramento nel dragone, con una ripresa delle vendite online e una riduzione delle scorte di orologi presso rivenditori terzi. Il direttore finanziario di Burberry Group - che genera circa il 30% delle vendite da consumatori cinesi in Cina e all’estero - Kate Ferry ha affermato che il marchio di lusso britannico sta registrando un miglioramento trimestre su trimestre e una certa “stabilizzazione” proprio nello shopping della potenza asiatica.

Negli Stati Uniti, intanto, i mercati finanziari sembrano scrollarsi di dosso il trauma dei dazi, con l’indice S&P 500 che ha raggiunto un nuovo massimo e il Bitcoin che ha toccato il record di 120.000 dollari.

Dato che la domanda di beni di lusso negli Stati Uniti è correlata alla ricchezza finanziaria, questo è di buon auspicio. È possibile che questo stia già alimentando la domanda di cashmere di Brunello Cucinelli: le vendite, escludendo le oscillazioni valutarie, sono aumentate dell’11% nel secondo trimestre e si prevede un aumento del 10% quest’anno.

Anche i gioielli Richemont brillano, grazie alla maturazione del mercato del lusso (molti di coloro che 20 anni fa acquistavano borse stanno passando ai ciondoli) e al fatto che l’aumento dei prezzi degli articoli in pelle ha reso bracciali e collane più convenienti.

Per quanto riguarda Burberry, che ha segnalato un calo dell’1% nelle vendite nei primi tre mesi dell’anno fiscale, ovvero meno del calo di quasi il 4% previsto dagli analisti, questo dato è da confrontare con quello di un anno fa, quando le vendite nei primi tre mesi erano crollate del 21%.

Segnali, dunque, di rinascita per il settore lusso.

Riflettori accesi sul re del lusso: LVMH

LVMH, il punto di riferimento del settore, pubblicherà questa settimana i risultati del secondo trimestre, e stando alle stime degli analisti non saranno rosei.

Il colosso è passato dall’essere uno dei marchi del lusso più forti a uno dei più deboli, a causa della sua dipendenza dalla pelletteria, che soffre maggiormente della “stanchezza” dei consumatori. Sta anche affrontando alcune problematiche specifiche dell’azienda, come un brusco atterraggio dopo la crescita spettacolare di Dior, difficoltà nella divisione bevande e problemi nella catena di approvvigionamento di Loro Piana, un concorrente di Cucinelli.

LVMH è scambiato con un rapporto prezzo/utili forward di circa 19,5 volte, verso il minimo della sua media quinquennale, mentre le azioni di Prada hanno perso circa il 30% da febbraio, a causa del timore degli investitori per l’acquisizione di Versace per 1,25 miliardi di euro (1,5 miliardi di dollari).

Azioni lusso, questi titoli festeggiano

Non tutti i titoli del lusso sono in calo. Gli investitori di Hermes International stanno pagando circa 50 volte gli utili dei prossimi 12 mesi, perché il marchio in genere sovraperforma nei periodi difficili, dato che la domanda delle sue iconiche borse Birkin e Kelly supera l’offerta.

Le azioni di Burberry sono più che raddoppiate da settembre. Un’inversione di tendenza positiva e la capacità dell’azienda di tenere sotto controllo qualsiasi sfida sono già scontate.

Le azioni di Kering sono aumentate di circa il 14% da quando il proprietario di Gucci ha nominato Luca de Meo, di Renault, come nuovo CEO il mese scorso. Un dato che sembra ottimistico. Anche se De Meo riuscisse a vendere la partecipazione del 30% di Kering in Valentino, avrebbe ancora 10,5 miliardi di euro di debito netto e transizioni creative nella maggior parte dei marchi dell’azienda da gestire.

Per gli investitori, un ritorno agli anni del boom del bling bling (ostentazione della gioielleria) sembra ancora lontano. Ma quando arriverà il mese della moda a settembre, la situazione potrebbe apparire un po’ meno cupa. È probabile che i nuovi stilisti di Chanel, Dior e Gucci scaveranno negli archivi in cerca di ispirazione questo autunno.