É arrivato il momento di indicare in dichiarazione dei redditi il rim,borso delle commissioni POS, ecco come fare.
Per commercianti, artigiani e chiunque accetti pagamenti con POS c’è il rimborso delle commissioni, ecco come ottenerlo e indicarlo in dichiarazione dei redditi.
L’articolo 22 del decreto legge 124 del 2019 prevede la possibilità per commercianti e chiunque usi il POS di ottenere un credito di imposta pari al 30% delle commissioni pagate.
Ecco come riscattare il rimborso delle commissioni POS e indicarlo in dichiarazione.
Rimborso commissioni POS, ecco quando si può ottenere
In Italia vige l’obbligo di accettare i pagamenti con carta o pagamenti digitali e quindi con l’utilizzo del POS, questa norma è stata ulteriormente incrementata con l’obbligo di collegamento tra POS e registratore di cassa telematico.
L’obiettivo è evitare l’evasione fiscale, proprio per questo la normativa prevede che l’obbligo di accettare i pagamenti con il POS trovi applicazione anche quando gli importi delle transazioni siano bassi, ad esempio per il semplice caffè al bar.
Se da un lato questo obbligo può portare agli utenti una maggiore semplicità perché non si deve attendere il resto, non ci sono problemi quando il commerciante non ha sufficiente resto, non ha monete, dall’altro lato comporta un onere per i commercianti che su ogni transazione effettuata con il POS devono versare le commissioni alla banca. Più volte si è parlato di eliminare questo balzello che nel corso dell’anno diventa importante soprattutto per chi effettua numerose transazioni per piccoli importi, ma di fatto diventa difficile perché la banca, soggetti privato, richiede un versamento per un servizio offerto.
La soluzione trovata è un rimborso del 30% delle spese sostenute per le commissioni POS riconosciuto attraverso un credito di imposta. Attenzione, il credito di imposta può essere usato dal mese successivo rispetto al riconoscimento, ma in dichiarazione dei redditi deve essere indicato. Ecco come ottenere il rimborso e indicarlo in dichiarazione.
Le istruzioni per l’utilizzo in compensazione del credito di Imposta generato dalle commissioni POS sono contenute nella Risoluzione 48/E dell’Agenzia delle Entrate del 31 agosto 2020.
Beneficiari rimborso commissioni POS
Possono ottenere il credito di imposta pari al 30% delle commissioni POS gli esercenti che nell’anno di imposta precedente non abbiano superato il limite di ricavi e compensi di 400.000 euro.
Il credito spetta unicamente per le commissioni dovute in relazione a cessioni di beni e prestazioni di servizi rese nei confronti di consumatori finali. Di conseguenza, se le transazioni avvengono tra soggetti titolari di Partita IVA (B2B), le relative commissioni non generano alcun credito.
Il credito di imposta riconosciuto non concorre alla formazione del reddito imponibile ai fini del calcolo di Irpef, Ires, Irap.
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Obbligo di comunicazione per la banca
I prestatori di servizi di pagamento che mettono a disposizione degli esercenti i sistemi di pagamento elettronici atti a consentire l’accettazione delle transazioni (POS) comunicano telematicamente all’Agenzia delle Entrate, entro il ventesimo giorno del mese successivo al periodo di riferimento, le informazioni necessarie a controllare la spettanza del credito d’imposta. I dati da comunicare sono:
- codice fiscale dell’esercente;
- mese e l’anno di addebito;
- numero totale delle operazioni di pagamento effettuate nel periodo di riferimento;
- numero totale delle operazioni di pagamento riconducibili a consumatori finali nel periodo di riferimento;
- ammontare dei costi fissi periodici che ricomprendono un numero variabile di operazioni in franchigia anche se includono il canone per la fornitura del servizio di accettazione.
Il credito di imposta deve essere utilizzato in compensazione con il codice tributo 6916 dal mese successivo a quello di sostenimento della spesa e deve essere indicato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta di maturazione del credito e in quelle successive fino al periodo d’imposta in cui se ne conclude l’utilizzo.
Ecco come indicare in dichiarazione dei redditi il credito di imposta per le commissioni POS.
Commissioni POS in dichiarazione dei redditi 2026
Per indicare il credito di imposta in dichiarazione dei redditi l’importo deve essere indicato nel quadro RU con codice H3.
- Rigo RU1: indicazione del codice credito H3;
- Rigo RU2: credito residuo derivante dalla precedente dichiarazione;
- Rigo RU5, colonna 3: credito d’imposta complessivamente maturato nel periodo d’imposta oggetto della dichiarazione;
- Rigo RU6: ammontare del credito effettivamente utilizzato in compensazione nel Modello F24 nel corso del periodo d’imposta;
- Rigo RU12, colonna 2: credito residuo da riportare nella successiva dichiarazione, derivante dalla differenza tra i crediti a disposizione (RU2 + RU5 col. 3) e gli importi utilizzati (RU6).
Il credito di imposta pari al 30% delle commissioni pagate alla banca per le transazioni effettuate con il POS rientrano negli aiuti de minimis e quindi sono soggette al limite triennale per tale tipologia di aiuto. Ne consegue che deve essere compilato anche il quadro RS della dichiarazione dei redditi.
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