Questa commessa ha rubato i punti dei clienti usando la propria tessera fedeltà, ma ora vuole essere risarcita dal datore di lavoro.
I programmi fedeltà sono pensati per ricompensare la clientela e incentivarla a comprare, ma sono appetibili anche per i dipendenti, che spesso possono usufruire di sconti o altre agevolazioni. Potrebbe sembrare difficile da credere, ma un po’ di risparmio e qualche premio possono spingere le persone ad agire scorrettamente e nel caso del personale perdere il posto di lavoro. È successo a una commessa parigina di Geox, che è stata licenziata per aver rubato i punti dei clienti. Ora vuole un maxi risarcimento in tribunale, considerando ingiusto il licenziamento in tronco.
Commessa licenziata per aver rubato i punti dei clienti
Una commessa di un punto vendita Geox di Parigi si è fatta travolgere dai vantaggi offerti dai programmi fedeltà, sfruttando la sua posizione lavorativa per accumulare punti spettanti ai clienti. Il metodo che ha usato è stato molto semplice, ogni volta che un cliente faceva degli acquisti la commessa inseriva il codice della propria tessera fedeltà, anziché quella dell’acquirente. In questo modo la lavoratrice ha accumulato moltissimi punti del programma di Geox e ha continuato a riscuotere premi, sconti e altri vantaggi. Come ci si doveva aspettare, poi, a un certo punto i clienti hanno cominciato a reclamare i propri vantaggi e si sono accorti dei punti mancanti sul programma fedeltà. Alla fine, è stato scoperto l’inganno della commessa, che è stata licenziata in tronco.
Ora vuole un maxi risarcimento
L’ex commessa francese ha presentato subito ricorso contro il licenziamento subito, giudicandolo un provvedimento troppo severo. La lavoratrice ha ammesso di aver usufruito indebitamente dei vantaggi riconosciuti dal programma fedeltà, continuando peraltro a utilizzare i punti che aveva accumulato a discapito dei clienti perfino durante il processo. Nonostante ciò, la donna ha continuato a contestare il licenziamento e a un certo punto ha cominciato anche a inventare delle giustificazioni per nascondere la violazione.
L’ex commessa ha raccontato molte cose diverse, menzionando anche l’esistenza di un sistema apposito per deviare i punti della clientela in favore del personale, ma non è riuscita a provare quanto affermato. Tutto ciò può sembrare assurdo, ma in questo modo la donna è riuscita a prolungare la causa in tribunale per diversi anni, per quanto non abbia alla fine ottenuto nulla. Si parla di eventi che risalgono al 2013, per cui è da poco arrivata la sentenza della corte d’Appello. Quest’ultima ha confermato la decisione del tribunale di primo grado, giudicando il licenziamento per giusta causa legittimo e negando qualsiasi indennizzo all’ex lavoratrice.
La sua condotta è stata troppo grave, pertanto il licenziamento non è in discussione, anche perché la violazione è stata tracciata in maniera evidente, oltre che confessata dalla stessa donna ai superiori. L’ex commessa, comunque, continua a reclamare un risarcimento da 37.000 euro per il posto di lavoro perso, quindi si presume che questa vicenda venga portata anche davanti alla Cassazione francese.
Cosa rischia chi ruba i punti fedeltà ai clienti
L’episodio avvenuto in Francia non è il primo di questo genere, visto che anche in Italia ci sono state delle vicende analoghe. E anche qui la storia si è prolungata per anni, arrivando alla Corte di Cassazione. Quest’ultima si è pronunciata con l’ordinanza n. 35516/2023, che ha confermato le decisioni precedenti e ordinato l’indennizzo della lavoratrice coinvolta. In questo caso, una commessa aveva caricato i punti legati agli acquisti effettuati da clienti occasionali del negozio, ottenendo così una serie di vantaggi previsti dal programma fedeltà.
Quando lo ha scoperto il datore di lavoro l’ha licenziata in tronco, ma il provvedimento è stato giudicato illegittimo. Il danno arrecato all’azienda non era così grave e importante da giustificare questa sanzione disciplinare, difficilmente da quanto avvenuto in Francia. Si trattava infatti di una condotta sporadica che non ha danneggiato i clienti, non interessati al programma fedeltà e nemmeno l’azienda, proprio perché si trattava di acquirenti occasionali. La commessa francese, invece, ha privato clienti abituali dei punti accumulati, privandoli dei vantaggi e danneggiando anche l’immagine dell’azienda, nonché l’attività promozionale del punto vendita.
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