Come si paga la tassa sui rifiuti nel 2026? Vediamo come orientarsi tra scadenze e metodi di pagamento.
Come si paga la Tari 2026? La Tari è un tributo comunale che serve per finanziare i costi di raccolta e smaltimento dei rifiuti urbani. Sono obbligati al pagamento tutti coloro che possiedono o detengono locali e aree scoperte in grado di produrre rifiuti. Anche chi vive in affitto, quindi, è tenuto a versare la tassa.
L’importo annuale da versare è stabilito dal Comune in cui è ubicato l’immobile e si calcola generalmente sommando una quota fissa, calcolata in base alla metratura dell’immobile, e una quota variabile, calcolata sul numero di persone che occupano l’immobile.
Generalmente alla fine di aprile i Comuni fissano la scadenza della prima rata della Tari, anche se quest’anno, per il debutto del bonus Tari molti Comuni ancora devono inviare i bollettini per il pagamento ai cittadini.
Ecco quando e come si paga la Tari 2026.
Come sono calcolati gli importi Tari e differenze con la Tarip
Come vengono determinate le tariffe della Tari? Quali sono le ultime novità? Deve essere ricordato che l’importo versato dai contribuenti non rappresenta un vero e proprio corrispettivo, ma nel complesso è determinato dagli importi che il Comune paga per il servizio, proprio per questo non dovrebbero esservi inefficienze.
Le tariffe della Tari devono, infatti, essere determinate con delibera del Consiglio comunale sulla base dei costi individuati e classificati nel piano finanziario, che viene predisposto dal gestore del servizio e approvato dallo stesso Consiglio comunale.
Dall’anno 2020 il metodo tariffario da seguire nell’elaborazione del piano economico finanziario della Tari è oggetto di disciplina da parte dell’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente (ARERA).
Si segnala che molti Comuni stanno adottando un sistema di calcolo diverso della Tari, questa viene sostituita dalla Tarip, si tratta di una “tassa sui rifiuti puntuale”. Vuol dire che il cittadino paga in base ai rifiuti effettivamente prodotti, la tariffa è basata sul principio che chi meno inquina meno paga. Il comma 667 della legge 147 del 2013 prevede che l’entrata in vigore della tariffa puntuale sia subordinata alla realizzazione, da parte del Comune che dovrebbe applicarla, di un sistema di misurazione puntuale dei rifiuti prodotti.
Come versare la Tari 2026
La Tari è uno dei pochi tributi che si versa senza autoliquidazione, infatti, è il Comune a inviare la cartella di pagamento e i bollettini precompilati.
Il Comune, oltre a inviare la cartella di pagamento, allega anche i moduli per il versamento, nella maggior parte dei casi viene preferito il modello F24.
La Tari 2026 può essere pagata con:
- bollettino MAV;
- Modello F24, in questo caso il codice tributo è 3944 da inserire nella sezione “IMU ed altri tributi locali”;
- bollettino postale.
Si può pagare la Tari 2026 a rate?
La Tari 2026 può essere pagata anche a rate. Generalmente il Comune nell’avviso inserisce il modello, ad esempio il bollettino postale, con indicata l’intera somma, questo può essere utilizzato da chi preferisce pagare in un’unica rata. La scadenza dell’unica rata coincide con quella prevista per la prima scadenza del pagamento rateale.
Ogni Comune ha un margine di discrezione nel determinare i tempi della riscossione, ma nonostante questo si possono delineare linee di massima su scadenze e modalità di versamento di questa imposta.
Il Comune allega i modelli di pagamento per la scadenza rateale. Le rate in genere sono 3 con scadenza:
- fine aprile;
- fine luglio;
- fine anno.
Non è detto che tutti i Comuni utilizzino lo stesso piano dei pagamenti, quindi le indicazioni che abbiamo fornito sono generiche e da verificare.
Occorre comunque prestare attenzione perché in caso di ritardo nei pagamenti è applicata una sanzione. Il decreto 87 del 2024, decreto Sanzioni, ha modificato l’articolo 13 del d.lgs. n. 471/1997, la sanzione per il mancato pagamento scende dal 30% al 25% dell’importo non versato. Lo stesso può essere ridotto accedendo al ravvedimento operoso.
Ecco come si paga la Tari 2026
Chi deve pagare la Tari 2026? I soggetti passivi Tari sono coloro che occupano locali ed aree scoperte, a qualsiasi titolo utilizzate, situate nel territorio comunale. Ad esempio, deve versare la Tari il proprietario di un immobile che utilizza lo stesso, ma anche l’affittuario (in luogo del proprietario), l’usufruttuario, il titolare di diritto di comodato d’uso.
Sono previste però delle eccezioni.
Non sono soggetti passivi coloro che occupano i locali per brevi periodi, inferiori a 6 mesi nell’arco dell’anno solare, ad esempio coloro che stipulano contratti di affitto breve. Mentre sono tenuti coloro che hanno un contratto di locazione ordinario.
Per quanto riguarda, inoltre, i soggetti non residenti nel territorio dello Stato, titolari di pensione maturata in regime di convenzione internazionale con l’Italia, la Tari viene ridotta di 1/3.
Le tariffe sono determinate per l’anno solare dal Comune.
Gli importi dovuti da ciascun contribuente sono determinati dal Comune che invia al soggetto passivo la cartella di pagamento.
In caso di trasferimento, costituzione di un nuovo nucleo familiare, variazioni dell’immobile (ad esempio ampliamento dopo una ristrutturazione) è il soggetto passivo a dover effettuare una dichiarazione Tari, sulla base di questa sono determinati gli importi.
Non è necessario provvedere a una dichiarazione Tari periodica. In ogni caso è possibile effettuare dei controlli per verificare che sia stata correttamente calcolata la Tari.
Il calcolo Tari 2026
Il calcolo della Tari è basato su due quote: la prima quota è fissata in applicazione della legge 147 del 2013, la seconda parte è determinata dal Comune.
I comuni possono inoltre stabilire un piano di agevolazioni, lo stesso deve essere eventualmente predisposto entro il 31 luglio di ogni anno.
Tra gli elementi da tenere in considerazione per il calcolo Tari, vi sono:
- la superficie calpestabile dell’immobile;
- il numero di occupanti dell’immobile;
- il periodo di riferimento.
Il calcolo della superficie calpestabile comprende non solo le aree coperte, ma anche aree pertinenziali (ad esempio la cantina) ed aree scoperte. Rientrano tra le aree scoperte: terrazze scoperte, i balconi, i giardini, i cortili o anche i posti auto scoperti.
Deve però essere ricordato che la legge di Stabilità 2014, ai commi 656 e seguenti, ha fissato delle riduzioni obbligatorie per la Tari da applicare in caso di:
- mancato svolgimento del servizio di gestione rifiuti (non semplicemente raccolta) con riduzione del servizio per almeno il 20%;
- svolgimento del servizio con grave violazione della normativa di riferimento;
- riduzione del servizio per motivi sindacali, imprevedibili impedimenti organizzativi che hanno determinato una situazione di pericolo e danno per la salute pubblica. Pericolo e danno devono essere riconosciuti da autorità sanitaria.
Bonus Tari: cos’è e a chi spetta?
Il Bonus Tari è uno sconto applicato nel 2026 alle famiglie che hanno avuto un Isee 2025 di valore inferiore a 9.530 euro. Per i nuclei familiari con almeno 4 figli il limite viene innalzato a 20.000 euro. Il decreto attuativo (Dpcm24 del 2025) è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 13 marzo 2025 e prevede uno sconto del 25% per le famiglie con un Isee basso.
Ricordiamo che il Comune potrebbe prevedere anche agevolazioni diverse, come nel caso del Comune di Napoli che ha fissato uno sconto di 32 euro per chi rispetta le scadenze nei pagamenti. Si tratta di un premio per i cittadini virtuosi.