Tari 2026, bonus sociale in arrivo a luglio. I dettagli

Patrizia Del Pidio

15 Luglio 2026 - 12:37

Bonus TARI 2026 in arrivo con i bollettini di luglio. Come funziona lo sconto automatico del 25% basato sull’ISEE dello scorso anno e chi ne ha diritto.

Tari 2026, bonus sociale in arrivo a luglio. I dettagli

A differenza di molte altre agevolazioni, il bonus Tari è riconosciuto in modo completamente automatico. L’incrocio dei dati tra l’Inps e la società che gestisce la raccolta dei rifiuti permette di individuare le famiglie che hanno diritto all’agevolazione. Questo automatismo, però, si basa sull’Isee e il bonus Tari prende in considerazione la fotografia reddituale dell’anno precedente.

Poiché si può richiedere l’Isee in qualsiasi momento dell’anno, l’elenco definitivo delle famiglie che rispettano la soglia per avere diritto al bonus si consolida solo al termine dell’annualità. Proprio per questo i gestori locali hanno bisogno di più tempo per elaborare gli elenchi dei beneficiari. L’operazione, che ha portato alla stesura definitiva delle famiglie aventi diritto, si è conclusa lo scorso 30 giugno.

Lo sfasamento temporale del Bonus Tari

Il bonus Tari, quindi, prevede uno sfasamento temporale: chi aveva diritto nel 2025 all’agevolazione se la vedrà riconoscere solo quest’anno nei bollettini di pagamento. E chi ne ha diritto nel 2026 riceverà lo sconto sulla tassa rifiuti solo nel 2027.

Nei bollettini che le amministrazioni locali stanno predisponendo per il pagamento della Tari 2026 viene riconosciuta l’agevolazione legata all’Isee richiesto nel 2025. I requisiti per avere diritto allo sconto, ricordiamo, prevedono un tetto Isee di:

  • 9.530 euro per la generalità delle famiglie;
  • 20.000 euro per le famiglie numerose con almeno quattro figli a carico.

Chi nel 2025 rientrava in questi parametri si troverà decurtato del 25% l’importo della tassa annuale sulla prossima bolletta. Su una spesa ipotetica di 300 euro, quindi, si avrà diritto a uno sconto di 75 euro (con un totale da pagare pari a 225 euro).

Cambio di residenza, che succede?

Un aspetto importante di cui tenere conto è come viene gestito lo sconto Tari nel caso una famiglia si trasferisca in un altro Comune o cambi indirizzo. Se il contribuente cambia residenza ma rimane nello stesso Comune lo sconto non subisce interruzioni e continua a essere scalato nelle fatture successive.

Se si cambia invece Comune l’utente deve comunicare la disdetta della vecchia utenza e aprirne una nuova nel Comune in cui si trasferisce. Perché a ricevere i pagamenti della Tari è l’ente locale di residenza. In questo secondo caso, però, sulla vecchia utenza disattivata non si può più applicare lo sconto e l’eventuale somma spettante sarà recapitata all’avente diritto con un bonifico domiciliato (il nuovo Comune di residenza, infatti, non ha il tempo materiale per fare le verifiche di spettanza del bonus Tari ad anno già iniziato).

Esiste una deroga per l’Isee

Per chi ha richiesto l’Isee dopo il 20 dicembre 2025 ottenendo l’attestazione nei primi giorni del 2026, il bonus Tari subisce un rinvio. In questo caso specifico (ma va sottolineato che si tratta di situazioni residuali) il diritto al bonus Tari si mantiene, ma lo sconto slitta sulle bollette che verranno emesse nel 2027.

In arrivo il bonus Tari

Molti Comuni stanno provvedendo a inviare i bollettini per il pagamento della Tari con scadenza al 31 luglio 2026. In alcuni Comuni per questa data si è chiamati a versare la prima rata, mentre altri sono già a richiedere il secondo pagamento dell’anno.

La scadenza del 31 luglio, però, rappresenta anche il vero e proprio debutto del bonus Tari, introdotto formalmente nel 2019 e rimasto a lungo solo sulla carta. Nei prossimi bollettini di pagamento, infatti, le famiglie troveranno finalmente lo sconto sul totale da versare.

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