Come e a chi segnalare feste private in casa

Le feste private con più di 6 persone non sono vietate ma “fortemente sconsigliate”, quindi non multabili. Tuttavia i vicini possono segnalare gli assembramenti alle Autorità. Ecco come.

Come e a chi segnalare feste private in casa

La raccomandazione di non organizzare feste private in casa con più di 6 persone (oltre ai conventi) ha scatenato molte polemiche, specie dopo le dichiarazioni del Ministro della Salute Roberto Speranza che dava ai vicini il compito di segnalare i trasgressori.

Alla fine il divieto si è trasformato un una raccomandazione: vale a dire che cene, aperitivi e party domestici con più persone non sono vietati in modo assoluto ma “fortemente sconsigliati” poiché è dimostrato che il 75% dei contagi avviene tra amici e membri della famiglia allargata non convivente.

Quindi niente paura dei vicini “spioni”, ma ciò non toglie che ogni cittadino se vuole può denunciare gli assembramenti alle Autorità, anche quelli che avvengono negli ambienti domestici. Saranno le Forze dell’ordine a stabilire se intervenire oppure no.

Feste private con più di 6 persone: a chi rivolgersi per segnalare

Ogni cittadino se vuole può segnalare assembramenti e altri comportamenti vietati alle autorità di pubblica sicurezza. Basta una semplice chiamata ai vigili urbani, Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza. Non sempre questo si traduce in una vera e propria denuncia ma, piuttosto, nell’informare le Forze dell’ordine di un fatto vietato o sconsigliato (come appunto le feste private con più di 6 persone); bisogna descrivere dettagliatamente il fatto, indicare il luogo in cui si sta svolgendo l’evento e, se noto, nomi e cognomi dei partecipanti.

Ciò non significa che chiunque organizzi una festa domestica rischi l’ingresso della Polizia in casa. Questa è una ipotesi residuale circoscritta ai casi più eclatanti come feste molto numerose senza il rispetto delle misure previste (mascherina e distanziamento) che possono trasformarsi in pericolosi focolai.

Difficile delimitare il confine tra gli “spioni di quartiere” e i cittadini con senso civico: senza dubbio vi è una grande differenza tra segnalare un party con 40 partecipanti e una riunione di famiglia con 6 o 7 persone al massimo. Per questo l’intervento delle autorità non è mai automatico ma rimesso al loro giudizio discrezionale.

Meglio astenersi dal pubblicare foto e video di denuncia sui Social network che ritraggono assembramenti, feste private e rendono riconoscibili le persone coinvolte: in tal caso si rischia di passare dalla parte del torto e subire la denuncia per diffamazione.

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