Vuoi proteggere davvero il tuo account? Ecco i 5 consigli fondamentali da seguire nel 2026, così sarai sicuro di mettere un lucchetto ai tuoi profili.
Oggi parlare di protezione digitale sul web è indispensabile. I continui attacchi hacker e le nuove tecniche sviluppate dai cybercriminali del web obbligano a prendere tutte le precauzioni del caso. Che si tratti di antivirus, di prevenzione o di modalità diverse di fruizione del web.
Soprattutto nel 2026, sono emerse tante modalità aggiornate per truffare potenziali vittime. In particolare con l’intelligenza artificiale e con i software ad essa collegati, che danno modo agli hacker di ingannare gli utenti e di fingersi ciò che non sono.
Vuoi godere di una protezione definitiva? In questa guida, ti elenchiamo i 5 consigli fondamentali per mettere un lucchetto ai tuoi profili online e per avere la (quasi) certezza di non venire colpito dagli hacker.
1. Uso delle passkey
Le password sono diventate il punto debole della sicurezza in rete. Anche i consigli canonici in merito, come usarne una diversa per ogni profilo e inserire caratteri speciali, non sono più sufficienti per garantirsi una protezione reale.
Ed è qui che entrano in gioco le Passkey. Si tratta di una coppia di chiavi crittografiche: una pubblica e una privata. Quella pubblica viene salvata sul server del sito, quella privata rimane all’interno dei tuoi dispositivi.
Questo sistema è resistente al phishing, in quanto legato direttamente al dominio del sito. Se un hacker invia un link a un sito falso, il tuo smartphone si rifiuterà di confermare l’accesso. Inoltre, per accedere devi utilizzare lo sblocco biometrico con FaceID o impronta digitale.
E non c’è modo di indovinare, non si può parlare di password deboli. La crittografia delle passkey è in fatti basata sullo standard FIDO2, impossibile da forzare.
Per utilizzarla, puoi sfruttare Apple con le passkey che si sincronizzano tramite il Portachiavi iCloud, oppure col Google Password Manager da Android o Chrome. Se cambi dispositivo, puoi accedere al tuo profilo principale per ritrovare tutte le passkey pronte all’uso.
2. Attivazione dell’autenticazione a due fattori
Un secondo metodo utile per proteggere il tuo account nel 2026 è tramite l’autenticazione a due fattori. In questo caso, per accedere non serve solo una password, ma un codice che è resistente alle intercettazioni.
Invece che attivare quella tramite codice OTP via SMS, è consigliabile scaricare un app Authenticator che genera codici ogni 30 secondi. È più sicura in quanto questi codici vengono generati localmente e non viaggiano sulla rete del cellulare. Le migliori sono Google Authenticator e Microsoft Authenticator.
Inoltre, ogni volta che attivi l’autenticazione a due fattori, ottieni dei codici di backup monouso. Stampali o scrivili su carta, non salvarli come screenshot sul telefono poiché in caso di hacking finirebbero in mano ai malintenzionati.
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3. Gestione del Digital Wallet
Con il 2026, il Digital Identity Wallet dell’Unione Europea vuole entrare ufficialmente in vigore in pianta stabile. Non solo per avere in formato digitale codice fiscale e patente di guida, ma anche per poter convalidare l’accesso tramite crittografia.
Se per esempio sei su un sito web e devi verificare che sei maggiorenne, il wallet potrà fornire il consenso tramite crittografia. In questo modo, senza inviare una copia del documento o una data di nascita, avrai l’accesso al sito. Meno dati personali sui server e quindi meno rischio di furto d’identità.
A questo si unisce il password manager, che permette di formulare password uniche di almeno 16-20 caratteri per effettuare l’accesso ai tuoi siti web. Questo metodo può tornarti utile soprattutto per quelle piattaforme che ancora oggi non accettano il passkey.
I migliori in questo senso sono 1Password e Bitwarden, oltre agli strumenti integrati negli smartphone Android e negli iPhone.
4. Protezione contro l’AI
Come detto nell’incipit, l’intelligenza artificiale ricopre oggi un ruolo sempre più importante nel macrotema della cybersecurity. Ed è per questo motivo che riconoscerla per sapersi proteggere diventa fondamentale.
Quali sono le maggiori minacce? Si parte senza dubbio dai deepfake, con audio e video clonati che possono far cadere nel tranello. Sicuramente per proteggersi un consiglio utile può essere quello di accordare una parola d’ordine con la propria famiglia, un termine segreto da usare in caso di chiamate in cui vengono richiesti denaro o dati sensibili.
Altro tema fondamentale è quello riguardante il phishing personalizzato. L’AI è in grado di analizzare i tuoi dati pubblici, così da scrivere email che sembrano fatte proprio per te. In questo caso, non ti fidare della formattazione e del tono, soprattutto quando il mittente sembra arrivare da Amazon o dalla tua banca.
Infine, è proprio l’AI che può aiutarti nella difesa contro l’AI. Oggi esistono numerosi browser e client mail che integrano filtri predittivi fatti con l’intelligenza artificiale.
Alcuni esempi validi sono Google e Microsoft, che hanno potenziato i loro sistemi di Safe Browsing per poter bloccare siti creati dall’intelligenza artificiale già pochi minuti dopo essere finiti online.
5. Monitoraggio attivo
Un ultimo punto spesso decisivo per poter proteggere i propri account nel 2026 dalle truffe è il monitoraggio attivo. Fare da manutentore della tua fortezza digitale ti può aiutare a scovare eventuali mosse insolite o manovre nascoste da parte degli hacker.
Come forse già saprai, le vulnerabilità emergono ogni giorno e le app rischiano di venire attaccate in ogni momento. Anche solo un aggiornamento mancato può portare a pesanti conseguenze.
Per prima cosa quindi, un check up periodico ti può aiutare. Controlla la lista dei dispositivi connessi ai tuoi account principali e, se vedi un vecchio tablet o un PC che non usi più, fai il logout forzato.
Lo stesso vale anche per i permessi delle app. Molte di quelle che installi ti chiedono al primo accesso il consenso per vedere la tua posizione o i tuoi contatti. Controlla nelle impostazioni privacy del tuo telefono e revoca i permessi non necessari.
Per quanto riguarda gli aggiornamenti delle app, ti consigliamo di attivare quelli automatici così da avere sempre l’ultima versione disponibile quando necessario. Anche solo ritardare l’installazione di 1-2 giorni può fare la differenza. Lo stesso vale anche per i sistemi operativi Android e iOS.
Infine, esistono diversi servizi e portali web che ti avvisano tempestivamente se le tue credenziali sono state rubate e sono finite in vendita sul dark web dopo un attacco. Uno dei migliori è Have I Been Pwned: ti basta inserire il tuo indirizzo email per sapere se è finito in un data break.
Se ricevi un alert, ricorda di cambiare immediatamente la password e la passkey, oltre a controllare le attività recenti del profilo per scovarne di sospette.
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