Come negoziare uno stipendio migliore durante il colloquio di lavoro (secondo gli esperti)

Simone Micocci

22 Dicembre 2025 - 17:53

Colloquio di lavoro, come definire il miglior aumento possibile? Ecco quale retribuzione chiedere e come fare per non compromettere l’assunzione.

Come negoziare uno stipendio migliore durante il colloquio di lavoro (secondo gli esperti)

Il colloquio di lavoro rappresenta un passaggio decisivo non solo per dimostrare di essere il candidato giusto, ma anche per definire condizioni economiche davvero vantaggiose.

Specialmente per chi ha già un’occupazione, infatti, il tema dello stipendio diventa centrale: cambiare lavoro ha senso solo se l’offerta è economicamente migliorativa oltre che coerente con le proprie aspettative professionali.

Ma come affrontare correttamente il discorso retributivo durante un colloquio? E soprattutto, quali strategie permettono di negoziare senza esporsi troppo o rischiare di compromettere la candidatura? Secondo diversi esperti di risorse umane, esistono regole e accorgimenti precisi che aiutano a gestire questo momento delicato e ad aumentare le probabilità di ottenere la migliore proposta possibile prima dell’assunzione. Vediamo quali sono.

Come prepararsi alla domanda sullo stipendio prima del colloquio

Quando il colloquio entra nel vivo e si arriva a parlare di stipendio, improvvisare è l’errore più grande che si possa commettere. Secondo il parere comune degli esperti di risorse umane, la risposta alla domanda sulle aspettative economiche va preparata con largo anticipo, ancora prima di sedersi davanti al recruiter.

Il primo passo è informarsi sul mercato. È fondamentale dedicare del tempo a verificare quanto guadagnano in media le persone che ricoprono ruoli simili al proprio e che hanno un livello di esperienza e competenze paragonabile. Arrivare al colloquio senza avere un riferimento chiaro significa invece esporsi al rischio di chiedere meno di quanto l’azienda sarebbe disposta a offrire o, al contrario, di avanzare una richiesta fuori mercato.

A questa analisi va affiancata una valutazione personale. A tal proposito, gli esperti consigliano di riflettere anche sulla propria situazione attuale, chiedendosi ad esempio se fino a quel momento si è stati retribuiti in linea con il mercato oppure se, al contrario, si è sempre percepito uno stipendio più basso o più alto rispetto alla media.

Questo passaggio è decisivo per capire quale peso possa avere la propria richiesta nel corso della trattativa. Prepararsi in questo modo permette di affrontare il tema dello stipendio con maggiore sicurezza e consapevolezza. Quando arriva il momento della negoziazione, avere dei numeri ben precisi in mente aiuta a sostenere la propria posizione e a non farsi condizionare dalla prima cifra proposta dal datore di lavoro.

Perché non accettare mai la prima cifra proposta

E attenzione: accettare immediatamente la prima cifra proposta dal datore di lavoro è uno degli errori più comuni durante un colloquio. Il primo vero passo verso un esito positivo di questo tipo di conversazioni, infatti, è proprio l’avvio di una trattativa: d’altronde, rinunciare fin da subito al confronto significa spesso rinunciare anche a una parte del valore che l’azienda sarebbe disposta a riconoscere.

Nella maggior parte dei casi, infatti, la prima offerta rappresenta solo una base di partenza. Le aziende prevedono spesso un margine di negoziazione e si aspettano che il candidato esponga le proprie richieste, motivandole con esperienza, competenze e caratteristiche professionali. Anzi, accettare senza discutere può trasmettere l’idea di una scarsa consapevolezza del proprio ruolo o del proprio valore sul mercato.

Per questo motivo è fondamentale conoscere e saper comunicare i propri punti di forza. Durante il colloquio, sottolineare le qualità migliori, le competenze maturate e l’esperienza acquisita consente di dare peso alla propria richiesta economica e di giustificare un eventuale rilancio rispetto alla cifra iniziale.

Ricorda: avviare una negoziazione non significa forzare la mano o mostrarsi rigidi, ma dimostrare maturità professionale e capacità di valutare in modo realistico la proposta ricevuta. È proprio in questo spazio di dialogo che, come sottolineano gli esperti, si gioca gran parte della possibilità di ottenere uno stipendio più in linea con le proprie aspettative.

Quanto chiedere davvero? Le percentuali consigliate dagli esperti HR

Ma quanti soldi chiedere in più? Stabilire questo aspetto è uno dei momenti più delicati della trattativa. Ma va detto che esiste una regola non scritta: quando ci si candida per una posizione simile a quella già ricoperta, la richiesta economica dovrebbe essere almeno dal 10% al 20% più alta rispetto allo stipendio attuale.

Questa percentuale rappresenta una soglia considerata equilibrata, in grado di rendere conveniente il cambio di lavoro senza però apparire eccessiva agli occhi del datore di lavoro. Tuttavia, il margine può ampliarsi in presenza di determinate condizioni. Se il candidato dispone di un’esperienza particolarmente solida o se la nuova azienda è più redditizia e strutturata rispetto a quella di provenienza, l’aumento richiesto può arrivare anche al 30% o, in alcuni casi, spingersi persino al 50%.

Molto dipende anche dall’offerta iniziale presentata dall’azienda. Quando la proposta si colloca nella fascia più bassa, intorno a un aumento del 10% rispetto alla retribuzione attuale, si apre uno spazio di manovra più ampio per la negoziazione. In questi casi, secondo gli esperti, è possibile rilanciare con maggiore decisione.

Se invece l’offerta è già nella fascia alta o prevede un incremento intorno al 20%, è preferibile evitare richieste troppo aggressive. In queste situazioni, la strategia più efficace è negoziare un ulteriore aumento più contenuto, tra il 5% e il 10%, lasciando aperta la possibilità di una crescita futura dello stipendio o di compensi aggiuntivi legati a incarichi o responsabilità extra.

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