Si può fotografare un’eclissi di Sole e di Luna con lo smartphone? L’evento del 12 agosto si avvicina: ecco una guida utile con tutte le cose da sapere
Fotografare un’eclissi con lo smartphone è una delle richieste più ricorrenti ogni volta che il cielo regala uno spettacolo: una stella cadente, una Super Luna, un disco solare “morsicato” dalla Luna. E l’occasione è servita: domani, mercoledì 12 agosto 2026, un’eclissi solare sarà visibile anche dall’Italia. Sarà l’evento astronomico dell’estate, la prima eclissi totale di Sole in Europa dal 1999, per giunta in piena notte delle Perseidi.
La totalità vera e propria attraverserà solo una fascia ristretta del pianeta - Groenlandia, Islanda, un lembo del Portogallo nord-orientale, la Spagna settentrionale e le Baleari. Dall’Italia l’eclissi sarà parziale, ma tutt’altro che banale: sarà una “eclissi al tramonto”, con il Sole ridotto a una falce sottile appena sopra l’orizzonte occidentale, immerso nella luce dorata della sera. Nel Nord-Ovest e sulla Sardegna nord-occidentale l’oscuramento sfiorerà il 90-95%; scendendo verso Sud la copertura cala, ma il tramonto “mangiato” dalla Luna resta uno spettacolo raro.
Ed è qui che scatta la domanda: si può fotografare con lo smartphone? E come si fa senza rischiare gli occhi (e il sensore)? In questa guida vediamo come scattare foto all’eclissi con iPhone, smartphone Android o altri dispositivi, valida sia per come fotografare l’eclissi di Sole sia per come fotografare l’eclissi di Luna: due mondi diversi, perché la prima è una questione di sicurezza e precisione, la seconda di luce e stabilità.
A che ora vedere l’eclissi del 12 agosto: orari e durata città per città
Metà della fotografia la fai prima di scattare, perché un’eclissi non ti aspetta. Il 12 agosto il fenomeno inizierà in Italia tra le 19:27 e le 19:38 a seconda della località, con il primo “morso” della Luna al disco solare a partire da nord-ovest. Le prime città coinvolte saranno Milano, Torino, Venezia e Trieste (intorno alle 19:27-19:28), poi Genova (19:29), Roma (19:32), Napoli (19:34) e Palermo (19:38).
Il massimo arriverà quando il Sole sarà ormai bassissimo sull’orizzonte, spesso a meno di 3 gradi di altezza:
- Torino: massimo alle 20:21, copertura 93-94%, tramonto poco dopo
- Milano: inizio 19:27, massimo alle 20:20 (92,3%), tramonto verso le 20:35
- Verona: massimo alle 20:20, Sole a soli 0,8° sull’orizzonte, tramonto otto minuti dopo
- Firenze: massimo alle 20:20 ( 83%), Sole ad appena 0,2° di altezza
- Roma: inizio 19:32, massimo alle 20:11 (tra il 58 e il 69%), tramonto alle 20:14 - solo tre minuti tra picco e scomparsa del Sole
- Napoli e Sud: copertura tra il 40 e il 60%, massimo intorno alle 20:03-20:11
Il dato pratico da tenere a mente: la fase visibile dura circa un’ora (dal primo contatto fino al tramonto), ma la parte più spettacolare, la falce profonda, si concentra negli ultimi minuti, con il Sole radente all’orizzonte. In molte città il Sole tramonterà prima della fine astronomica dell’eclissi: significa che devi essere pronto e posizionato con largo anticipo, perché il momento buono è brevissimo e non torna.
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Prima regola: la sicurezza (davvero), se fotografi il Sole
Se punti l’obiettivo verso il Sole, la nitidezza non è la priorità: la priorità è non fare danni permanenti a occhi e attrezzatura. Durante tutte le fasi parziali - cioè per l’intera durata dell’eclissi vista dall’Italia - il filtro solare deve essere sempre montato davanti all’obiettivo.
Il Ministero della Salute, in vista del 12 agosto, ha ribadito di non osservare mai il Sole a occhio nudo, nemmeno quando il disco appare quasi del tutto coperto: anche una piccola porzione ancora visibile emette luce sufficiente a causare lesioni permanenti alla retina, spesso senza dolore e senza che te ne accorga sul momento.
Ecco, per prima cosa, quindi tutte le cose da non fare:
- non guardare il Sole a occhio nudo durante le fasi parziali;
- non usare occhiali da sole, vetri affumicati, negativi fotografici, CD o pellicole improvvisate;
- non puntare la fotocamera (o lo smartphone) verso il Sole senza un filtro solare progettato per questo scopo.
Nota per chi viaggia verso la fascia di totalità (in Spagna o Islanda): solo durante la totalità (e solo lì) si può rimuovere il filtro per riprendere corona e protuberanze. Appena la totalità finisce, il filtro va rimesso immediatamente. In Italia questa finestra non esiste: l’eclissi resta parziale, quindi il filtro non si toglie mai.
Il filtro giusto: cosa comprare (e cosa evitare)
Qui si sbaglia spesso per un motivo semplice: “filtro scuro” non significa “filtro solare sicuro”. Quello che ti serve è un filtro solare dedicato all’osservazione e alla fotografia del Sole, montato davanti alla lente.
Indicazioni pratiche.
- Occhiali e pellicole solari certificati: cerca prodotti pensati per uso solare, che facciano riferimento allo standard ISO 12312-2 per la visione diretta, attenendoti sempre alle indicazioni del produttore per l’uso fotografico.
- Filtri ND fotografici “molto scuri”: non sono automaticamente adatti. Un ND nasce per ridurre la luce in fotografia, non per garantire la sicurezza dell’osservazione solare.
Serve un filtro anche per lo smartphone? Sì, se stai riprendendo il Sole direttamente. Il problema non è solo la foto bruciata: è la sicurezza del sensore e, soprattutto, il rischio di fissare il Sole mentre inquadri lo schermo. Esistono filtri solari piccoli, a clip o dedicati, ma vale la stessa regola d’oro: solo prodotti pensati per uso solare. In assenza di un filtro dedicato, posizionare gli occhiali da eclissi certificati davanti all’obiettivo è un ripiego utile a evitare che l’immagine esca distorta dalla luce eccessiva. Ma non improvvisare mai con materiali non certificati.
Come fotografare l’eclissi con lo smartphone
Iniziamo col dire come non fotografarla. Non conviene provare a scattare a mano il singolo istante del massimo: la fase interessante è brevissima e, soprattutto il 12 agosto, coincide con il Sole a filo dell’orizzonte. Se resti incollato allo schermo, guarderai il telefono invece di goderti lo spettacolo dal vivo. Il consiglio è un altro: usa un treppiede e imposta un time-lapse.
Il 12 agosto hai una condizione perfetta per questa tecnica: circa un’ora di fase parziale progressiva, durante la quale la luce cala lentamente. Puoi avviare il time-lapse quando la Luna inizia a intaccare il disco, osservare l’eclissi con i tuoi occhi (protetti dagli occhiali da eclissi certificati, ovviamente) e lasciare che il telefono lavori da solo. A fine evento interrompi la registrazione e avrai la sequenza completa, tramonto compreso.
Per realizzare il time-lapse dell’eclissi con l’iPhone:
- apri la Fotocamera
- fai swipe verso destra fino alla voce Time-lapse
- premi il pulsante di scatto per avviare la registrazione
- interrompi quando è tutto finito
Perché il time-lapse riesca bene, l’iPhone deve restare in posizione ferma e stabile: ecco perché il treppiede è indispensabile. Se ne hai già uno ma non è compatibile con il telefono, ti basta un adattatore.
Ultimo accorgimento specifico per il 12 agosto: dato che il Sole sarà molto basso, scegli l’inquadratura pensando al paesaggio. Con lo smartphone il disco solare resterà comunque piccolo, quindi spesso rende di più una foto “ambientata” - un profilo di montagne, il mare, una silhouette in primo piano - che tenta di raccontare l’atmosfera del tramonto eclissato invece di rincorrere il dettaglio del disco.
Se hai una fotocamera: impostazioni e attrezzatura
Lo smartphone se la cava, ma se possiedi una reflex o una mirrorless puoi spingerti oltre. Reflex o mirrorless vanno bene entrambe: la scelta giusta è quella che conosci meglio. Con le mirrorless l’anteprima dell’esposizione è un vantaggio, ma ricorda che il sistema lavora in continuo e il filtro solare deve restare montato per tutte le fasi parziali.
Kit necessario:
- treppiede stabile (non “giusto per”);
- autoscatto o telecomando, per evitare vibrazioni;
- batterie e memoria extra (le eclissi finiscono sempre quando la batteria decide di morire).
Focali utili, senza estremismi: per il dettaglio del disco servono circa 300-600 mm su full frame (meno su APS-C, per via del fattore di crop); per il contesto e il paesaggio bastano 24-70 mm, accettando che il disco resti piccolo e sfruttandolo a favore dell’inquadratura.
Il metodo che funziona:
- scatta in RAW e in modalità Manuale;
- parti da un diaframma pulito come f/8 e da ISO 100 (o il più basso nativo);
- fai uno scatto di prova e controlla istogramma e avviso alte luci: non fidarti dello schermo, che in pieno giorno inganna;
- regola il tempo finché il disco non “clippa”. Per il Sole con filtro servono spesso tempi rapidi (da 1/500 fino a 1/4000 e oltre, a seconda del filtro e dell’apertura).
Il fuoco meglio in manuale: autofocus e filtri non sempre vanno d’accordo. Metti a fuoco con il live view ingrandito (5x/10x), aggancia il bordo del Sole, poi non toccare più la ghiera (e ricontrolla ogni tanto, perché piccoli sbalzi di temperatura possono spostare il punto di fuoco).
Nelle fasi parziali l’immagine cambia lentamente: puoi lavorare di metodo e costruire una sequenza “a tappe”, con scatti ogni 5-10 minuti (più frequenti vicino al massimo), stessi parametri, stesso fuoco, stessa inquadratura. Il risultato, in post-produzione, è una sequenza elegante e molto pubblicabile del tramonto eclissato.
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Pianificazione: la metà della foto la fai prima
Il 12 agosto, più che scegliere un luogo con “una buona visuale sul cielo”, conta trovare un punto con l’orizzonte occidentale completamente libero. Il massimo arriverà con il Sole radente, quindi il centro di una grande città non è affatto la scelta migliore: palazzi, alberi, colline, foschia o nuvole basse possono nascondere del tutto lo spettacolo. Meglio una spiaggia tirrenica, un promontorio, una terrazza panoramica o una cima con vista aperta verso ovest o ovest-nord-ovest. La costa occidentale della Sardegna e le coste tirreniche del Nord sono tra le posizioni ideali.
Prima dell’evento devi conoscere:
- orario di inizio, massimo e fine in ora locale per la tua città;
- altezza e direzione (azimut) del Sole al momento del massimo;
- probabilità di nuvole, con un piano B a distanza ragionevole.
Consiglio da campo: arriva sul posto con almeno 60-90 minuti di anticipo. Non solo per montare il treppiede, ma per verificare che l’orizzonte sia davvero libero e che “quel palazzo che non avevi considerato” non ti mangi proprio il massimo. Per mappe e tempi affidabili appoggiati a fonti istituzionali (NASA, ESA) e, per l’Italia, a riferimenti come INAF e UAI: le app sono utili, ma solo se poggiano su dati solidi.
Migliori smartphone per fotografare l’eclissi
Per fotografare l’eclissi - così come per riuscire a immortalare cieli stellati e Luna - è utile avere uno smartphone con un ottimo comparto fotografico. Nonostante i progressi della fotografia computazionale, ad oggi nessuna fotocamera a bordo di uno smartphone compete con reflex e mirrorless nell’astrofotografia pura. Alcuni modelli, però, svolgono il lavoro meglio di altri, grazie a sensori più grandi, teleobiettivi con più “allungo” e vere modalità notturne o astro con scatto RAW e stacking. Tra i migliori del 2026 troviamo:
- Samsung Galaxy S25 Ultra (tempi manuali lunghi in Expert RAW, modalità astro con stacking e teleobiettivo che risolve la texture lunare)
- Apple iPhone 16 Pro e 16 Pro Max (ProRAW, controlli manuali via modalità Notte e ottime app di stacking di terze parti)
- Google Pixel della serie recente (con modalità Astrofotografia dedicata integrata nell’app Fotocamera)
Su Android cerca la modalità Pro o Manuale per gestire direttamente tempo di scatto, ISO e messa a fuoco, meglio ancora salvando in RAW. Su iPhone, dalla serie 11 in poi, la modalità Notte lavora in automatico, ma con app come Halide Mark II puoi controllare tutti i parametri e salvare in RAW.