Come diventare amministratore di condominio: requisiti, formazione e doveri

Anna Maria D’Andrea

27/10/2016

02/03/2021 - 10:46

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Come diventare amministratore di condominio? Ecco la guida completa a requisiti richiesti, al corso di formazione obbligatorio e ai doveri.

Come diventare amministratore di condominio? Prima di capire quali sono le procedure necessarie per intraprendere questa professione è necessario specificar che è un lavoro adatto soprattutto per chi è dotato di buon senso pratico e capacità organizzativa.

Quali sono le procedure necessarie per diventare amministratore di condominio?

Per intraprendere la professione è necessario seguire uno specifico percorso di formazione. Con le novità introdotte dalla riforma del condominio quella dell’amministratore è diventata una vera e propria professione e, in quanto tale, soggetta a specifiche regole.

Per lavorare è necessario aprire una partita Iva e bisogna mettere in preventivo alcuni costi variabili: i percorsi di formazione possono costare anche oltre i 1.000 euro e, in più, per una buona ed efficiente attività è necessario dotarsi di specifici software gestionali a pagamento.

Ma, se sarete in grado di farvi strada e di lavorare nel miglior modo, i sacrifici saranno ripagati. Soprattutto negli ultimi tempi, dopo l’entrata in vigore della riforma dei condomini, l’amministratore di condominio è diventato una figura indispensabile.

Di cosa si occupa e quali sono nello specifico le sue funzioni?

Ecco una guida completa a come diventare amministratore di condominio: requisiti, formazione e doveri.

Come diventare amministratore di condominio: ecco la guida

Prima di intraprendere il percorso per diventare amministratore di condominio è necesario specificare che dall’entrata in vigore della riforma del condominio è necessario essere non soltanto in possesso di formazione specifica.

La professione richiede un impegno a tempo pieno ma soprattutto tanto senso pratico e voglia di fare: un amministratore di condominio ha oggi molte responsabilità. Non è più soltanto una questione di conti: dirigere e regolamentare le attività in uno stabile è un’occupazione sempre più impegnativa.

Per questo si è stabilito che per assumere il ruolo di amministratore di condominio fosse prima necessario frequentare un corso di formazione professionale e superare un esame.

Ma quali sono tutte le procedure necessarie? Vediamole insieme.

Come diventare amministratore di condominio: requisiti e formazione obbligatoria

Tra i requisiti necessari per diventare amministratore di condominio c’è l’avere il pieno godimento dei diritti civili, non esser stati condannati per reati contro la pubblica amministrazione e non avere in carico alcun reato che prevede una pena dai 2 ai 5 anni di reclusione.

Oltre ai prerequisiti indispensabili, per chi desidera intraprendere questa strada e questa professione è necessario essere almeno in possesso di un diploma e aver frequentato un corso di formazione e successivi corsi di aggiornamento.

Il corso per diventare amministratore di condominio si svolge generalmente da ottobre a maggio e gli allievi ammessi dovranno, alla fine del percorso di formazione, superare un esame sia scritto che orale. Con il superamento dell’esame si ottiene l’attestato per intraprendere il percorso professionale come amministratore di condominio.

Per diventare amministratore di condominio non è necessario superare un Esame di Stato: la professione rientra tra quelle senza albo. Per certificare la qualità e le qualifiche dei professionisti esiste però un sistema nazionale di certificazione non obbligatoria, quale garanzia per i condomini.

Quanto costa diventare amministratore di condominio?

I corsi di formazione hanno costi variabili: si può andare anche oltre i 1.000 euro. Essendo obbligatori è però impossibile evitare di affrontare la spesa, perché solo con la frequenza e l’attestato finale si può esercitare la professione.

Amministratore di condominio: i doveri

Per lavorare come amministratore di condominio bisogna tenere a mente quelli che sono i doveri del professionista.

Innanzitutto è opportuno specificare che con la legge 220 dell’11 dicembre 2012 è stato stabilito che in tutti i condomini è necessario sia presente qualcuno per la gestione amministrativa della struttura.

Negli stabili con più di otto condomini è obbligatorio dotarsi di amministratore di condominio. Negli altri casi, su delibera assembleare, si può fare a meno di questa figura.

In realtà i dettami della normativa in oggetto prevedono una serie di compiti che solo un professionista come l’amministratore di condominio può svolgere con le dovute competenze, sia l’edificio composto da più o meno di nove appartamenti.

Gli amministratori di condominio hanno il dovere di eseguire le delibere dell’assemblea, convocarla una volta l’anno per il rendiconto, far rispettare il regolamento condominiale, dare sanzioni a chi lo viola, disciplinare l’uso delle cose e degli spazi comuni.

Dovrà poi riscuotere i contributi, erogare le spese occorrenti alla manutenzione, perseguire i condòmini morosi, eseguire gli adempimenti fiscali per pagare i dipendenti, i fornitori e gli eventuali custodi.

Tra i compiti di un amministratore condominiale c’è anche la tenuta dei registri condominiali, la conservazione di tutta la documentazione sulla gestione e la presentazione dell’attestazione relativa allo stesso dei pagamenti e delle eventuali liti in corso.

Infine dovrà redigere il rendiconto annuale e farlo approvare dall’assemblea entro 180 giorni.

Tra le domande di chi si chiede come diventare amministratore di condominio non abbiamo dimenticato di trattare la questione compenso.

Quanto si guadagna?

Le tariffe sono quelle suggerite dall’Associazione Nazionale Amministratori di Immobili: per la gestione del singolo condominio, lo stipendio è di circa 220 euro al mese. La cifra deve essere moltiplicata per il numero di stabili che riuscirete ad amministrare.

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