Andare in pensione nel 2019: le 8 opzioni possibili

Come andare in pensione nel 2019? Ecco una guida utile per capire qual è l’opzione possibile - in base alla propria situazione anagrafica e contributiva - per andare in pensione il prossimo anno.

Andare in pensione nel 2019: le 8 opzioni possibili

Per andare in pensione nel 2019 bisognerà soddisfare dei requisiti differenti rispetto ad oggi, visto che il 1° gennaio prossimo scatterà l’incremento di 5 mesi dell’età pensionabile per effetto dell’adeguamento con le speranze di vita. Parimenti, saranno introdotte due opzioni aggiuntive per andare in pensione: Quota 100 e Opzione Donna.

A tal proposito ecco dei diagrammi - realizzati sulla base dei dati rilevati dall’Ufficio Parlamentare di Bilancio - in cui viene fatta chiarezza su come e su chi andrà in pensione il prossimo anno.

Complessivamente a poter andare in pensione nel 2019 saranno poco meno di 700.000 persone: 90.000 con la pensione di vecchiaia, 60.0000 pensionati anticipati (di cui appena 287 con l’opzione contributiva) e 74.000 lavoratori precoci, ai quali si aggiungono poi gli oltre 475.000 potenziali beneficiari della nuova Quota 100.

Ad andare in pensione saranno più uomini che donne.

Vi è poi una prevalenza dei lavoratori dipendenti, specialmente quelli del settore privato, sugli autonomi.

Viste le novità introdotte e i cambiamenti in arrivo, la domanda “come andare in pensione nel 2019” merita di una risposta approfondita. A tal proposito segue una panoramica di alcune delle opzioni possibili per smettere di lavorare nel 2019, con i relativi requisiti.

1) Pensione di vecchiaia

Dal prossimo anno l’età pensionabile per la pensione di vecchiaia sarà incrementata di altri 5 mesi, toccando così la cifra tonda di 67 anni di età.

Oltre a soddisfare il requisito anagrafico, bisognerà soddisfare quello contributivo, pari a 20 anni di contributi.

La pensione di vecchiaia ha anche un’opzione contributiva, alla quale possono accedere coloro che sono soggetti al calcolo interamente contributivo della prestazione avendo cominciato a maturare contributi successivamente dal 1° gennaio 1996.

Per la pensione di vecchiaia contributiva dal 1° gennaio 2019 sarà richiesta un’età anagrafica pari a 71 anni, oltre a 5 anni di contribuzione effettiva.

2) Pensione anticipata di anzianità

La seconda opzione è quella di accedere alla pensione anticipata di anzianità; per questa, indipendentemente dall’età anagrafica maturata, sono richiesti 43 anni e 3 mesi di contribuzione per gli uomini, e 42 anni e 3 mesi per le donne.

Anche la pensione anticipata di anzianità ha una sua opzione contributiva, alla quale possono accedere coloro che sono soggetti interamente al calcolo contributivo e hanno maturato una pensione superiore di 2,8 volte l’importo mensile dell’assegno sociale.

Questi possono andare in pensione nel 2019 una volta compiuti i 64 anni, ossia con tre anni di anticipo rispetto alla pensione di vecchiaia. Parimenti sono richiesti 20 anni di contributi (effettivi).

3) Quota 41

Possono andare in pensione con Quota 41, ossia al raggiungimento dei 41 anni di contributi indipendentemente dall’età anagrafica, coloro che fanno parte della categoria dei lavoratori precoci.

Nel dettaglio, si parla di lavoratore precoce quando prima del compimento del 19° anno di età si possono vantare 12 mesi di contribuzione.

Tuttavia non basta essere lavoratori precoci per ricorrere a Quota 41, dal momento che bisogna far parte di uno dei profili di tutela riconosciuti dallo Stato, ovvero:

  • disoccupati, che non percepiscono l’indennità Naspi da almeno 3 mesi;
  • caregivers da almeno 6 mesi;
  • invalidi al 74%;
  • lavoratori impiegati in attività usuranti e gravose per almeno 6 anni negli ultimi 7;
  • lavoratori notturni con almeno 64 notti lavorate l’anno.

4) Pensione lavoratori gravosi, usuranti e notturni

Ai lavoratori usuranti, ai lavoratori gravosi e ai lavoratori notturni (coloro che svolgono turni di notte per almeno 78 giorni l’anno) possono accedere alla pensione di vecchiaia al netto dell’adeguamento con le speranze di vita, quindi al compimento dei 66 anni e 7 mesi.

Parimenti, però, questi devono soddisfare un requisito contributivo pari a 30 anni. Inoltre, l’attività gravosa, usurante o notturna deve essere stata svolta per almeno metà della carriera lavorativa, o per almeno 7 anni negli ultimi 10.

5) Quota 100

Come noto la riforma delle pensioni programmata dal Governo Conte prevede l’introduzione di una Quota 100, valida esclusivamente per chi ha compiuto almeno il 62° anno di età. Questi, infatti, potranno andare in pensione con soli 38 anni di contributi (62+28).

Con l’avanzare dell’età non si può più parlare di Quota 100, dal momento che il requisito contributivo resta invariato. Per chi ha 63 anni, quindi, si parla di Quota 101 (63+38), per chi ha 64 anni di Quota 102 (64+38) e così via.

6) Opzione Donna

La riforma delle pensioni prevede anche la proroga dell’Opzione Donna che - nel caso fosse confermata la proroga fino al 2021 allo studio del Governo - dovrebbe richiedere un’età anagrafica di 58 anni per le dipendenti e di 59 anni per le autonome, più una finestra mobile di 12 mesi per le prime e di 18 mesi per le seconde.

Il requisito contributivo è di 35 anni; inoltre chi accede a questa misura deve accettare il ricalcolo della pensione con il sistema contributivo.

7) Quota 97,6 per gli usuranti

I lavoratori usuranti impiegati in queste attività da almeno 7 anni negli ultimi 10 possono accedere alla pensione con Quota 97,6, per la quale non si applicano gli adeguamenti con le aspettative di vita.

Nel dettaglio, questi possono andare in pensione al compimento dei 61 anni e 7 mesi di età e 35 anni di contributi.

8) Ape Volontario

Anche nel 2019 si può anticipare l’accesso alla pensione richiedendo un prestito pensionistico che poi verrà rimborsato tramite un addebito diretto sul futuro assegno previdenziale.

Si può richiedere una volta raggiunti i 20 anni di contribuzione. Inoltre, il lavoratore non deve essere a più di 3 anni e 7 mesi dal compimento dell’età anagrafica prevista per la pensione di vecchiaia. Nel 2019, quindi, si potrà fare domanda per l’Ape Volontario non prima dei 63 anni e 5 mesi.

Resta da capire, invece, se ci sarà la proroga dell’Ape Volontario, in scadenza nel 2019.

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