Collasso in arrivo a Wall Street secondo Jamie Dimon (JPMorgan)

Laura Naka Antonelli

20/05/2025

Jamie Dimon, CEO di JPMorgan, lancia diversi alert, puntando il dito anche contro le banche centrali. Le previsioni su quel collasso.

Collasso in arrivo a Wall Street secondo Jamie Dimon (JPMorgan)

In questi ultimi mesi, il CEO veterano di JPMorgan, Jamie Dimon, ha colto più volte l’occasione per ammonire Wall Street, colpevole a suo avviso di non prezzare ancora i pericoli che minacciano l’economia degli Stati Uniti e del mondo intero.

La strigliata agli investitori che, dopo il trauma dei ripetuti tonfi che hanno colpito la borsa USA e le borse mondiali nelle sedute drammatiche successive all’annuncio dei dazi di Trump, sono tornati a fare shopping di azioni, si è ripresentata anche nelle ultime ore, in occasione dell’Investor day annuale indetto da JPMorgan a New York.

Dimon non ha potuto fare a meno di illustrare le minacce che, a suo avviso, incombono sull’economia americana e che una Wall Street evidentemente troppo compiacente, non sta mettendo in conto. In evidenza le dichiarazioni che il banchiere ha rilasciato nel paventare, parole sue, un collasso ben preciso.

JPMorgan, Dimon sorpreso da rimonta Wall Street. Il banchiede cita deficit e ammonisce banche centrali

Jamie Dimon, al timone della banca numero uno degli Stati Uniti, reputa piuttosto difficile, in questo momento, riuscire a condividere il sentiment di mercato.

Oggi i principali indici azionari di Wall Street innestano la retromarcia, dopo una sfilza di buy che ha riportato l’attenzione, nelle ultime sedute, soprattutto sui titoli delle Big Tech e sul Nasdaq.

Per fare qualche esempio, dall’inizio di maggio l’ETF che monitora il trend delle Magnifiche 7, ovvero il Roundhill Magnificent 7 ETF (MAGS), è in rialzo di più del 13%, metre l’indice Invesco QQQ Trust (QQQ) può vantare un rally pari a +9,8%.

Eppure, ha ricordato l’amministratore delegato di JPMorgan, le condizioni dei fondamentali economici degli Stati Uniti, sulla cui testa pende la spada di Damocle dei dazi di Donald Trump - per ora messi in pausa -, non avallano una tale fiducia: “Siamo in presenza di deficit enormi e di quelle che io considero banche centrali quasi compiacenti ”, ha detto Dimon, aggiungendo: “ Voi tutti pensate che loro (le banche centrali) riusciranno a gestire tutto questo. Io non credo che ce la faranno ”, ha sentenziato il CEO, che ha ribadito di ritenere che Wall Street non stia scontando i rischi di una inflazione più alta e, anche, di una stagflazione.

La mia opinione personale”, ha spiegato il banchiere, “è che la gente si sente piuttosto bene in quanto non ha ancora visto le vere tariffe ” (messe per l’appunto in pausa dall’amministrazione Trump). Il risultato è che, “il mercato è caduto del 10% e ora è in rialzo del 10%. Si tratta di una quantità straordinaria di compiacenza .”

“Probabilità stagflazione doppie rispetto a quanto prezzato dai mercati”. E attenti a quel collasso

Per quanto riguarda per esempio la minaccia della stagflazione, Dimon ritiene che le probabilità che il fenomeno, che lui descrive “sostanzialmente una recessione accompagnata dall’inflazione” si realizzi, siano all’incirca doppie rispetto a quanto scontato da Wall Street.

Ancora peggio è l’outlook che Jamie Dimon ha stilato sulle stime degli utili delle società quotate sullo S&P 500 formulate da Wall Street: il timore del numero uno di JPMorgan è che queste previsioni vengano riviste ulteriormente al ribasso, riflettendo un vero e proprio collasso della crescita dei profitti, dopo i downgrade che sono stati già annunciati nelle settimane successive agli annunci dei dazi di Trump.

Non mancheranno, a suo avviso, società quotate sullo S&P 500 che ritireranno o abbasseranno le guidance.

Il risultato sarà che tra sei mesi, ha pronosticato Dimon, le previsioni attuali sugli utili corporate collasseranno, fino a stimare una crescita dei profitti pari allo zero, dopo il +12% atteso all’inizio del 2025: e se questi downgrade si presenteranno, ha avvertito il CEO, anche Wall Street punterà verso il basso.

Credo che le previsioni sugli utili scenderanno, il che significa che a scendere saranno anche i P/E ”, ha detto il CEO, riferendosi al rapporto prezzo-utili, attentamente monitorato da chi studia i mercati.