Coldiretti: è record storico nell’export di vino

L’export di vino Made in Italy relativo ai primi 5 mesi del 2018 segna un +4% secondo un’analisi targata Coldiretti: è record storico

Coldiretti: è record storico nell'export di vino

È record storico per le importazioni di vino Made in Italy.

Il dato, che segna un +4% rispetto allo scorso anno, prende in considerazione i primi 5 mesi del 2018 e mette il prodotto al primo posto nella sezione export agroalimentare italiano.

L’analisi è stata effettuata dalla Coldiretti sulla base dei dati Istat ed è stata diffusa in occasione delle previsioni relative alla vendemmia del 2018 di Ismea e Unione italiana vini, alla presenza del ministro delle Politiche Agricole, Gian Marco Centinaio.

Coldiretti: balzo delle vendite nella rivale Francia

Ad analizzare i dati ci ha pensato la stessa Coldiretti, che dopo la presentazione delle cifre ha subito precisato importanti specifiche relative alle vendite, che hanno segnato un +3,7% negli Usa, un +3,6% in Germania e un sorprendente +12,2% in Francia, storica rivale del Belpaese nel settore vinicolo.

Quest’anno i 46,1 milioni di ettolitri dell’output di Parigi rappresentano il secondo posto a livello mondiale.
Male in relazione agli altri risultati le esportazioni nel Canada, che mostrano un calo dell’1% attribuibile in prevalenza all’entrata in vigore dell’accordo di libero scambio (CETA).

Tuttavia l’intesa, che intacca appena sui numeri attuali, potrebbe rappresentare un grosso danno per il futuro insieme a tutti gli altri accordi commerciali siglati. A evidenziarlo è la stessa società presieduta da Roberto Moncalvo, che ha osservato come in Canada non trovino al momento tutela vini importanti come l’Amarone, il Vin Santo di Carmignano,le Doc Venezia, Roma, Valtenesi, Tavoliere delle Puglie, Terre d’Otranto e tanti altri marchi.

Mentre sulla scia delle altre intese definite o in via di definizione sono centinaia le Doc italiane che potrebbero rimanere senza tutele.
In Giappone – chiarisce Coldiretti – si prevede la protezione di 25 sole denominazioni del Belpaese, e una simile situazione sembra potersi presentare in conseguenza della trattativa in corso tra i Paesi dell’America meridionale come Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay.

I dati e le osservazioni di Coldiretti arrivano in corrispondenza con l’inizio della vendemmia, che quest’anno lascia ben presagire vista l’ottima qualità dell’uva e la quantità in aumento tra il 10% e il 20% (anche 30% in determinati territori) se confrontata con quella del 2017.

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