Pronto Soccorso: codice verde a pagamento per finanziare l’abolizione del ticket sanitario

Il codice verde del Pronto Soccorso diventa a pagamento? Ecco qual è la soluzione trovata dal Ministero della Salute per eliminare il ticket sanitario.

 Pronto Soccorso: codice verde a pagamento per finanziare l'abolizione del ticket sanitario

Ticket Sanitario: il Ministero della Salute sta ragionando sull’ipotesi di abolirlo definitivamente così da mettere fine ad un sistema che ancora ad oggi è caratterizzato da molte disparità a livello regionale.

Oggi l’esenzione del ticket sanitario è prevista solamente in determinate condizioni legate al reddito, all’età, alla condizione sociale o dalla tipologia della patologia, ma dopo la riforma voluta dalla Ministra Lorenzin l’esenzione potrebbe essere estesa a tutti.

L’abolizione del ticket sanitario costerà circa 3 miliardi l’anno; una cifra non impossibile da ammortizzare anche perché il Fondo complessivo sanitario conta un totale di 113 miliardi di euro.

Bisognerà comunque trovare una soluzione per reperire queste risorse diversamente e per questo motivo il Ministero della Salute sta riflettendo sulla possibilità di dar pagare i codici verdi in Pronto Soccorso.

Ad oggi infatti gli unici soggetti al pagamento sono i codici bianchi, ovvero quei pazienti che non hanno bisogno urgentemente dell’intervento del Pronto Soccorso poiché potrebbero rivolgersi anche al proprio medico di famiglia. In questo caso la somma dovuta è di circa 25 euro, con piccole variazioni a seconda della Regione.

Il codice verde, invece, non è ancora a pagamento, o meglio non lo è in tutta Italia. Infatti ci sono delle Regioni, come ad esempio la Liguria, dove in base alla tipologia della prestazione erogata per il codice verde è previsto il pagamento massimo di 61,5 euro.

Con l’abolizione del ticket sanitario quindi il pagamento del codice verde del Pronto Soccorso sarebbe esteso in tutta Italia.

Questa al momento è l’ipotesi più accreditata tra quelle discusse al tavolo delle trattative, al quale naturalmente hanno preso parte tutti i rappresentanti regionali oltre a quelli del Ministero, ma non è l’unica. Di seguito vedremo quali sono le altre ipotesi, ma prima approfondiamo quella relativa al pagamento del codice verde al Pronto Soccorso.

Codice verde al Pronto Soccorso: cosa significa?

Con il codice verde si indicano tutti quei pazienti che riportano lesioni o lamentano dei sintomi per le quali hanno bisogno di cure. Si tratta però di urgenze minori, poiché le lesioni o i sintomi non interessano le funzioni vitali.

Estendendo il pagamento del codice verde in tutta Italia si spera di recuperare buona parte delle risorse che verrebbero a mancare con l’esenzione del ticket sanitario, ma al momento non è stato deciso ancora nulla.

Il coordinatore degli assessori regionali alla Sanità, Antonio Saitta, ha spiegato che prima di prendere qualsiasi decisione bisognerà “procedere con una raccolta dei dati regionali sui ticket” così da capire “perché in certe Regioni le cose vanno meglio e in altre peggio”.

Solo dopo la conclusione della raccolta dati verrà fatta chiarezza su quali sono le soluzioni migliori per procedere con l’abolizione del ticket. Se ad esempio è meglio far pagare il codice verde del pronto soccorso oppure se far pagare le spese sanitarie a chi ha un reddito più alto.

Esenzione ticket sanitario: le proposte alternative

Oltre al pagamento del codice verde del Pronto Soccorso, sul tavolo delle trattative ci sono anche altre proposte alternative.

Ad esempio, anziché eliminare totalmente il ticket sanitario ci potrebbe essere l’innalzamento della soglia di reddito per richiederne l’esenzione. L’importo del ticket, quindi, sarebbe graduato in base al reddito.

Un’altra idea è quella di annullare la detrazione del 19% per le spese farmaceutiche, ma sempre per i redditi superiori ad una determinata soglia.

Vedremo se queste soluzioni saranno considerate valide per recuperare quei 3 miliardi di euro annui che verrebbero a mancare con l’abolizione del ticket sanitario, oppure se d’ora in poi anche per mettere il gesso al braccio o per ricucire una ferita bisognerà pagare una spesa sanitaria.

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