Il Codice Rosso si applica anche agli uomini vittime di violenza?

Ilena D’Errico

26 Luglio 2026 - 23:43

Il Codice Rosso si applica anche agli uomini vittime di violenza? Ecco cosa prevede la legge e qual è il problema.

Il Codice Rosso si applica anche agli uomini vittime di violenza?

Il dibattito pubblico sulla violenza sulle donne e gli (opinabili) interventi legislativi per contrastarla fanno spesso sorgere dubbi e fraintendimenti sulla tutela degli uomini vittime di violenza, maltrattamenti e altri reati stereotipicamente associati a parti inverse. Il Codice Rosso, in particolare, punta a istituire una corsia preferenziale e accelerata per i procedimenti relativi alla violenza domestica e di genere. Se ne parla molto spesso, discutendo delle lacune, dei miglioramenti, dei tanti casi di cronaca in cui le donne non sono protetette malgrado la sua applicazione e del modo in cui influisce sulla vita degli uomini accusati prima ancora di approfondire la situazione.

Temi fondamentali da affrontare, a cui però bisognerebbe aggiungere anche un’altra prospettiva: l’applicazione del Codice Rosso agli uomini vittima di violenza. Intanto, molti pensano che sia impossibile e così non hanno mezzi per tutelarsi. In secondo luogo, bisognerebbe porre l’accento sugli interventi necessari a rendere davvero efficienti le misure previste dalla legge, come peraltro deve essere chiesto per le vittime femminili.

Nella quotidianità frustrazione e sofferenze portano spesso a scagliarsi contro la legge anche quando (ed è la maggioranza dei casi) l’impianto normativo è perfettamente funzionale sulla carta. Questo argomento tocca da vicino la questione del Codice Rosso, che ha introdotto sistemi di tutela eccellenti senza che venissero al contempo garantiti gli strumenti per applicarlo nel migliore dei modi.

Il Codice Rosso si applica anche agli uomini vittime di violenza...

Contrariamente a quanto si pensa il Codice Rosso non è limitato alle vittime di genere femminile. La formulazione della legge è neutra, come di fatto è quasi sempre, e non opera alcuna distinzione basata sul genere di vittime e autori dei reati in questione. Ne consegue che, almeno in teoria, tutti gli strumenti di prevenzione, tutela e protezione sono a disposizione anche degli uomini vittime di violenza domestica, revenge porn e altri reati disciplinati.

Lo conferma (anche se in questi casi sarebbe sempre meglio non avere esempi di citare) un recente caso di cronaca. A Lanzo è stato applicato il Codice Rosso in tutela di un uomo accoltellato dall’ex fidanzata. Sappiamo però che anche un orologio rotto segna l’ora giusta due volte al giorno e che non basta l’esposizione mediatica a fare statistica. Lo vediamo continuamente con i braccialetti elettronici non funzionanti, i divieti di avvicinamento violati senza remore, la prigionia delle case rifugio.

A quest’ultimo proposito, troviamo il vero problema del Codice Rosso per le vittime maschili: non ci sono strutture residenziali predisposte, ma solo, eventualmente, centri di ascolto e supporto.

...ma da solo non basta

Ora, in un mondo in cui le risorse non sono illimitate è chiaro che debbano essere compiute infelici scelte di budget basate su priorità statistiche e livelli di emergenza. E di fatto, anche le strutture per donne sono insufficienti a ospitare tutte coloro che ne avrebbero bisogno e diritto. Sono tutte lacune spiegabili, ma non per questo meno gravi o problematiche. Anche perché mancano allo stesso modo dei centri per le donne maltrattanti, pur esistendo i corrispettivi maschili.

La discrepanza obbliga a guardare la vicenda nel profondo. È vero che la violenza di genere e la violenza domestica hanno una maggiore incidenza ai danni delle donne, ma è anche vero che la maggior parte degli uomini fatica a denunciare e perfino a riconoscere lo status di vittime di tali reati. Sono due facce della stessa medaglia, un problema socioculturale che nessuna legge può sanare, tanto meno se non viene accompagnata dagli strumenti adeguati di attuazione. Il Codice Rosso resta ovviamente un risultato di grande importanza e sta effettivamente contribuendo al contrasto delle violenze, ma non gli si può delegare la risoluzione di un problema di questo calibro.