La classifica dei Paesi con più figli nati fuori dal matrimonio, ecco dov’è l’Italia

Simone Micocci

8 Febbraio 2026 - 21:40

In Italia il 40,5% dei figli nasce fuori dal matrimonio, ma la natalità crolla: fecondità al minimo storico e matrimoni in calo. Ecco la classifica dei Paesi Ocse.

La classifica dei Paesi con più figli nati fuori dal matrimonio, ecco dov’è l’Italia

In Italia si fanno sempre meno figli, e questo è un dato - purtroppo - ormai consolidato.

Secondo gli ultimi rilevamenti, il numero medio di figli per donna ha raggiunto il minimo storico di 1,13, circa la metà rispetto ai livelli registrati nel secolo scorso.

Un calo che racconta molto dei cambiamenti sociali e culturali che stanno attraversando il Paese. Ma al di là del numero complessivo delle nascite, c’è un’altra domanda che aiuta a capire come sta cambiando l’idea di famiglia: quanti bambini nascono oggi fuori dal matrimonio? In un Paese formalmente laico ma ancora legato a una tradizione cristiana, e dove anche i matrimoni sono diminuiti di circa il 6% nell’ultimo anno, è interessante osservare quante coppie scelgano di avere figli senza passare dalle nozze.

A rispondere è la banca dati delle famiglie dell’Ocse, che permette di costruire una vera e propria classifica dei Paesi in cui si registrano più nascite fuori dal matrimonio. Un confronto che mostra differenze profonde tra modelli familiari: ci sono Stati in cui la maggioranza dei bambini nasce da coppie non sposate e altri, invece, dove prevale ancora una visione più tradizionale.

Dove si fanno più (e meno) figli fuori dal matrimonio

La classifica Ocse mostra differenze molto marcate tra i vari modelli familiari nel mondo. In testa si trovano soprattutto i Paesi dell’America Latina, dove la convivenza senza matrimonio è socialmente accettata da tempo e spesso rappresenta la forma prevalente di unione.

A guidare la classifica è la Colombia, dove l’87% dei bambini nasce fuori dal matrimonio. Seguono Cile (78,1%), Costa Rica (74%) e Messico (73,7%). Percentuali molto elevate si registrano anche in diversi Paesi europei, soprattutto nel Nord e nell’Europa occidentale, dove il matrimonio non è più considerato un passaggio necessario prima della nascita di un figlio.

Tra questi spiccano Islanda (69,4%), Norvegia (61,2%), Portogallo (59,5%), Francia (58,5%) e Svezia (57,5%). In molti di questi Stati, i figli nati da coppie conviventi hanno le stesse tutele di quelli nati da coppie sposate, e questo ha reso il matrimonio una scelta più culturale che economica o giuridica.

Nel complesso, la media dei Paesi Ocse si attesta intorno al 43%, segno di un cambiamento strutturale dei modelli familiari rispetto al passato, quando la nascita fuori dal matrimonio era un fenomeno minoritario.

I Paesi dove si fanno più figli fuori dal matrimonio

  1. Colombia: 87,0%
  2. Cile: 78,1%
  3. Costa Rica: 74,0%
  4. Messico: 73,7%
  5. Islanda: 69,4%
  6. Norvegia: 61,2%
  7. Bulgaria: 59,7%
  8. Portogallo: 59,5%
  9. Francia: 58,5%
  10. Svezia: 57,5%

All’estremo opposto della classifica troviamo alcuni Paesi dell’Asia orientale e del Mediterraneo orientale, dove la nascita dei figli resta fortemente legata al matrimonio. In queste società, le norme culturali e religiose, ma anche giuridiche, continuano a scoraggiare le nascite fuori dalle nozze. In questi Paesi, il matrimonio continua a rappresentare il passaggio quasi obbligato per la formazione della famiglia, e le nascite fuori dal matrimonio restano un fenomeno marginale:

I Paesi dove si fanno più figli nel matrimonio

  1. Giappone: 97,6%
  2. Turchia: 96,9%
  3. Corea del Sud: 95,3%
  4. Israele: 91,4%
  5. Grecia: 90,3%
  6. Cipro: 78,8%
  7. Ungheria: 75,6%
  8. Croazia 73,9%
  9. Lituania: 72,7%
  10. Svizzera: 72,3%

Queste differenze mostrano come il rapporto tra matrimonio e nascita dei figli vari profondamente da un Paese all’altro, riflettendo non solo le tradizioni culturali, ma anche le politiche familiari e il livello di tutela garantito alle coppie conviventi.

Italia al centro della classifica, ma con una natalità in caduta libera

Con una quota del 40,5% di figli nati fuori dal matrimonio, l’Italia si colloca esattamente a metà della classifica dei Paesi Ocse.

Un dato che fotografa un Paese in trasformazione: se da un lato cresce il numero di coppie che scelgono di avere figli senza sposarsi, dall’altro resta ancora forte il legame tra matrimonio e genitorialità, soprattutto rispetto ai Paesi del Nord Europa o dell’America Latina, dove le nascite fuori dal matrimonio superano spesso la metà del totale.

Il dato italiano racconta quindi una posizione intermedia. Non siamo tra i Paesi più tradizionali, come Grecia o Giappone, dove le nascite fuori dal matrimonio restano residuali, ma neppure tra quelli in cui il matrimonio ha ormai perso quasi del tutto il suo ruolo nella formazione della famiglia.

Questa fotografia, però, va letta insieme all’altro grande tema che caratterizza la demografia italiana: il crollo delle nascite. Il numero medio di figli per donna ha toccato un nuovo minimo storico, scendendo a 1,13 nei primi sette mesi del 2025, contro l’1,18 del 2024 e l’1,2 del 2023. Nello stesso periodo sono nati meno di 200 mila bambini, circa 13 mila in meno rispetto all’anno precedente, con un calo del 6,3%.

A incidere è anche il continuo rinvio della maternità. Nel 2024 l’età media al primo figlio ha sfiorato i 32 anni, contro i 31,7 del 2023 e i 28,1 del 1995. Si tratta di un cambiamento profondo nei tempi di vita delle famiglie, legato all’allungamento dei percorsi di studio, alla precarietà lavorativa e alle difficoltà economiche dei giovani.

Non a caso, il calo della natalità procede di pari passo con la diminuzione dei matrimoni. Nel 2024 in Italia sono state celebrate 173.272 nozze, il 5,9% in meno rispetto all’anno precedente, e le previsioni per il 2025 indicano un’ulteriore contrazione. Anche l’età al primo matrimonio continua a salire, arrivando a 34,8 anni per gli uomini e 32,8 per le donne. Il risultato è un sistema familiare sempre più tardivo e fragile: molti giovani restano a lungo nella famiglia di origine, rinviano le nozze e posticipano la nascita del primo figlio.

In questo contesto, la posizione centrale dell’Italia nella suddetta classifica racconta una società che cambia lentamente nei modelli familiari, ma che allo stesso tempo fa sempre meno figli, indipendentemente dallo stato civile dei genitori.

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