Circa 100 milioni di utenti Android potrebbero ricevere un risarcimento in denaro dopo l’accordo con Google

Alessandro Nuzzo

30 Maggio 2026 - 15:30

Google ha accettato di chiudere un contenzioso con milioni di americani con smartphone Android versando 135 milioni di dollari. Ecco il motivo.

Circa 100 milioni di utenti Android potrebbero ricevere un risarcimento in denaro dopo l’accordo con Google
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Per anni milioni di cittadini americani hanno utilizzato uno smartphone Android senza sapere che il sistema operativo stava trasferendo dati a Google in background, anche con le applicazioni chiuse, la geolocalizzazione disattivata e il telefono in modalità standby. Quando la vicenda è emersa, è stata avviata una vera e propria class action che è poi approdata in tribunale. Alla fine Google ha accettato di pagare 135 milioni di dollari per chiudere la controversia.

La causa è stata depositata nel novembre 2020 presso il Tribunale federale della California del Nord. Secondo i ricorrenti, Google avrebbe programmato Android per raccogliere e trasmettere dati degli utenti senza il loro consenso e, soprattutto, senza che ne fossero consapevoli. Il trasferimento sarebbe avvenuto in background anche quando i dispositivi risultavano inattivi, non utilizzati e non collegati a una rete.

Chi ha promosso l’azione legale ha descritto la situazione come una forma di appropriazione indebita, ovvero l’utilizzo di una proprietà altrui senza autorizzazione. In questo caso, la proprietà in questione erano i dati degli utenti, che secondo l’accusa sarebbero stati acquisiti e utilizzati da Google a proprio vantaggio senza un consenso esplicito.

Inizialmente Google ha negato qualsiasi illecito. Successivamente, però, a gennaio ha accettato di versare 135 milioni di dollari per chiudere la controversia ed evitare il processo. Lo scorso 5 marzo un giudice federale ha concesso l’approvazione preliminare dell’accordo, mentre l’udienza per l’approvazione definitiva è stata fissata per il 23 giugno. Se anche quest’ultimo passaggio riceverà il via libera del tribunale, la causa verrà archiviata e Google procederà con i risarcimenti.

Chi ha diritto al rimborso e come richiederlo

Ad avere diritto a un rimborso saranno i residenti negli Stati Uniti che hanno utilizzato un dispositivo Android in qualsiasi momento a partire dal 12 novembre 2017. Sono invece esclusi coloro che hanno già ricevuto un indennizzo nell’ambito di un precedente accordo da 350 milioni di dollari relativo a una causa simile che riguardava esclusivamente i residenti della California.

Secondo le stime, i beneficiari potenziali sarebbero circa 100 milioni di persone. Considerando il fondo complessivo, le spese legali e i costi amministrativi, il rimborso individuale sarà molto contenuto. In media si parla di circa un dollaro a persona, una cifra dal valore soprattutto simbolico.

Chi ha diritto al risarcimento non dovrà compiere particolari operazioni, poiché il pagamento verrà effettuato automaticamente senza la necessità di compilare moduli. Chi invece voleva escludersi dall’accordo o presentare obiezioni doveva farlo entro il 29 maggio.

Dopo l’approvazione definitiva del giudice, i pagamenti dovranno essere distribuiti agli aventi diritto. Si stima che l’intera procedura possa concludersi entro la fine del 2026 o nei primi mesi del 2027.

Al di là dell’aspetto economico, che come visto sarà limitato, la parte più importante dell’accordo riguarda le modifiche che Google dovrà introdurre nel funzionamento di Android. L’azienda sarà infatti obbligata ad aggiornare i termini di servizio di Google Play e a introdurre nei dispositivi un’opzione che permetterà agli utenti di disattivare il trasferimento dei dati in background.

Questa novità garantirà una maggiore trasparenza e offrirà agli utenti un controllo più diretto sulle informazioni condivise, impedendo a Google di raccogliere e trasferire determinati dati senza un consenso esplicito.

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