La Cina e le monarchie petrolifere si stanno preparando al lancio di un nuovo sistema di pagamento

Ilena D’Errico

17 Giugno 2026 - 15:52

È partito il conto alla rovescia per il lancio commerciale della piattaforma di pagamento della Cina e delle monarchie petrolifere, un’alternativa credibile al dollaro Usa (e forse qualcosa di più).

La Cina e le monarchie petrolifere si stanno preparando al lancio di un nuovo sistema di pagamento

La Cina e le monarchie petrolifere si stanno preparando da tempo all’emancipazione dal dollaro statunitense e presto potranno concretizzare questo sogno, almeno in parte, con il lancio di un nuovo sistema di pagamento. Si tratta della piattaforma mBridge, prossima allo sbarco commerciale. Cina, Hong Kong, Thailandia, Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita hanno cominciato a lavorare al progetto già nel 2021, mettendo al lavoro le banche centrali per ridurre l’influenza degli Stati Uniti sulle transazioni globali.

Il cambiamento, però, ha anche dei vantaggi concreti per i Paesi coinvolti, a partire dalla riduzione dei tempi di elaborazione dei pagamenti, soprattutto grazie all’eliminazione delle banche intermediarie. Pechino sta infatti promuovendo un sistema finanziario realmente indipendente, attenta a non ripetere gli errori russi (sia perché il suo Spfs è legato agli intermediari, sia perché non era abbastanza indipendente dal dollaro per sopportare le sanzioni) e concentrata sul rafforzamento dell’economia interna.

Il lancio commerciale di mBridge arriverà difatti al culmine del processo di internazionalizzazione dello yuan cinese, essendo previsto entro la fine di quest’anno dagli analisti. C’è da dire che non è ancora stata comunicata una data ufficiale per il lancio, ma i risultati raggiunti e lo stadio avanzato dei progetti indicano che il conto alla rovescia è cominciato.

Cina e le monarchie petrolifere verso un’alternativa al dollaro

Il processo di dedollarizzazione della Cina è iniziato ormai da svariati anni, abbastanza per fornire delle previsioni verosimili sulle prossime tappe. Ad oggi è evidente che il modello proposto dalla Cina, o eventualmente introdotto da qualsiasi altra potenza, non si pone come autentico sostituto del dollaro statunitense. Allo stesso tempo, non si può neanche considerare meramente un’alternativa, visto che la scelta di un sistema piuttosto che l’altro non è discrezionale.

Ciò che presumibilmente si verrà a formare, coerentemente con le ambizioni cinesi, è un nuovo sistema monetario internazionale, incentrato sullo yuan, per la maggior parte delle operazioni coinvolgenti il mercato della Cina e delle monarchie petrolifere. Lo dimostra il fatto che il Cips, la versione di Swift introdotta dalla Cina nel 2015, ha raggiunto negli ultimi anni dei risultati eccellenti, contando partecipanti provenienti da 189 Paesi differenti, e ha riportato un ulteriore crescita grazie allo yuan digitale (e-Cny) a cui Pechino ha lavorato a lungo, raccogliendo oggi risultati eccezionali.

Tutto intorno allo yuan digitale

Lo yuan digitale è una criptovaluta autorizzata e controllata a livello centrale dallo Stato cinese, che si impegna a eseguire questo compito per tutelare la sicurezza e la trasparenza. Si tratta a tutti gli effetti della versione digitale della moneta cinese, emessa e garantita dalla Banca popolare di Cina, e avente un valore identico alla versione cartacea. Gli utenti possono quindi utilizzare lo yuan digitale facendo affidamento su un’alta stabilità e sulla completa integrazione bancaria, punti di forza che oggi sbaragliano la concorrenza delle valute digitali. Anche dal punto di vista funzionale, l’e-Cny garantisce pagamenti veloci in pochi secondi, anche offline se si utilizzano due dispositivi mobili compatibili.

Certo, la valuta digitale cinese ha anche delle criticità, nient’altro che i lati d’ombra dei vantaggi. L’intervento dello Stato cinese genera forti preoccupazioni riguardo alla tutela della privacy e in generale alla sicurezza e la mancanza di una regolamentazione uniforme rappresenta un forte deterrente all’utilizzo dello yuan digitale. In questo contesto, il lancio commerciale della piattaforma mBridge è il prossimo passaggio di naturale evoluzione, anche perché la stessa ha registrato numeri non indifferenti.

Secondo l’analisi dell’Atlantic Council, in particolare, attraverso mBridge sono transitati già 470 miliardi di dollari nell’ultimo anno (in circa 4.000 operazioni), con la predominanza assoluta dello yuan. L’ingresso effettivo dell’Arabia Saudita e degli Emirati Arabi Uniti, con le operazioni eseguite alla fine del 2025, ha segnalato al mondo la prontezza del sistema. L’uso di mBridge è così destinato a crescere ulteriormente, permettendo di eseguire trasferimenti internazionali in modo veloce e pratico, ma soprattutto evitando gli alti costi delle commissioni che per le piccole e medie imprese sono a dir poco proibitivi.

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