Operazione «Joint Sword»
Si è conclusa oggi l’esercitazione militare di tre giorni della Cina intorno a Taiwan, soprannominata «Joint Sword».
Con la conferma della disponibilità a essere sempre pronti a combattere, il Comando del teatro orientale dell’Esercito popolare di liberazione cinese ha reso noto di aver completato “con successo” gli obiettivi dei tre giorni di “pattugliamento e di prontezza al combattimento” intorno all’isola, secondo una nota del portavoce Shi Yi.
Pechino ha spiegato di aver «simulato attacchi contro obiettivi chiave» sull’isola e nelle acque che la circondano.
Nelle ultime ore, almeno 70 aerei e 11 navi da guerra cinesi si sono avvicinati a Taiwan. “L’indipendenza e la pace di Taiwan«sono scenari»che si escludono a vicenda«, ha detto il portavoce del ministero degli Esteri Wang Wenbin. Le esercitazioni, ha aggiunto, sono»un severo monito per le forze secessioniste di Taiwan e la loro collusione con forze esterne«, nonché»azioni necessarie per salvaguardare la sovranità nazionale e l’integrità territoriale".
Pechino considera Taipei parte «inalienabile» del suo territorio.
Le esercitazioni della Cina e gli attacchi simulati
Le esercitazioni hanno interessato gli spazi aerei e marittimi settentrionali, meridionali e orientali dell’isola di Taiwan per tre giorni, dall’8 al 10 aprile. Aerei da combattimento e navi da guerra cinesi hanno simulato attacchi e bombardamenti contro Taiwan, con le forze cinesi che hanno circondato l’isola.
La Cina ha aggiunto che i suoi jet da combattimento dotati «di armi reali» hanno condotto «attacchi simulati» vicino a Taiwan nell’ambito di operazioni che, impegnando anche la portaerei Shandong, hanno testato «un blocco intorno all’isola».
Le reazioni
Il Giappone ha fatto sapere che, nei giorni scorsi, ha fatto decollare i suoi jet da guerra quando gli aerei cinesi sono atterrati e decollati dalla portaerei Shandong e di aver seguito le operazioni del suo gruppo d’attacco: ha aggiunto di aver rilevato 120 decolli e atterraggi, inclusi quelli di 80 caccia e di 40 elicotteri.
Le esercitazioni militari sono state decise dalla Cina in risposta all’incontro in California della presidente taiwanese Tsai Ing-wen con Kevin McCarthy, speaker della Camera degli Stati Uniti.
Immediata la condanna di Taipei e la richiesta di moderazione da parte di Washington, che ha affermato di «monitorare attentamente le azioni di Pechino».
Intanto, in una nota del Cremlino, si viene a sapere che Mosca appoggia le manovre militari della Cina intorno a Taiwan a fronte delle “provocazioni” che Pechino avrebbe subito da Taipei.