CIG e malattia, ecco un errore che può costare caro all’azienda

Paolo Ballanti

30 Agosto 2024 - 17:02

CIG e malattia sono entrambi eventi a carico dell’Inps. Il rapporto tra i due istituti non è tuttavia di semplice gestione da parte delle aziende che possono incorrere in errori. Ecco come evitarli

CIG e malattia, ecco un errore che può costare caro all’azienda

L’Inps si preoccupa di assicurare una serie di prestazioni economiche ai dipendenti che, a causa di eventi personali o professionali, non sono in condizione di svolgere la prestazione lavorativa per la quale sono stati assunti e, di conseguenza, si trovano privi di retribuzione.

L’intervento dell’Istituto è previsto per una serie tassativa di eventi, tra cui figurano malattia, maternità, permessi per l’assistenza di familiari disabili, donazione sangue, congedo straordinario per l’assistenza di familiari con handicap e congedo parentale.

Alle casistiche descritte si aggiungono le ipotesi dove, per dinamiche relative al datore di lavoro, lo stesso si trova nell’impossibilità di garantire lo svolgimento della prestazione per tutte (sospensione a zero ore) o parte delle ore lavorabili (contrazione dell’attività lavorativa a orario ridotto) definite nel contratto di lavoro o nelle intese successivamente intercorse.

Se la situazione di difficoltà del datore di lavoro è dovuta ad una delle motivazioni contemplate dalla normativa (si pensi a una mancanza di lavoro o di commesse, ad una crisi di mercato o ancora a eventi metereologici) è possibile accedere agli ammortizzatori sociali.

Questi ultimi prevedono l’intervento dell’Inps, il quale si fa carico della retribuzione dei dipendenti per le ore di sospensione dal lavoro.

Di norma, le ore a carico dell’Istituto, siano esse a titolo di malattia o di ammortizzatore sociale, vengono anticipate in busta paga dal datore di lavoro salvo poi essere recuperate dallo stesso riducendo il totale dei contributi da versare all’Inps con modello F24.

Nella vita del dipendente può tuttavia accadere che un evento a carico dell’Inps si sovrapponga ad un altro. E’ il caso, ad esempio, dell’ammortizzatore sociale rappresentato dalla Cassa integrazione guadagni ordinaria (CIGO o, per brevità di trattazione, CIG) e della malattia.

In tal caso è bene che l’azienda faccia attenzione a evitare un errore che le potrebbe creare spiacevoli sorprese con l’Inps. Analizziamo la situazione in dettaglio.

Quale rapporto tra CIG e malattia?

A seconda del tipo di trattamento di integrazione salariale il rapporto della CIG con la malattia ha conseguenze diverse.

Se trattasi di utilizzo della cassa integrazione con sospensione dal lavoro a zero ore, la malattia:

  • Insorta durante la sospensione non ha alcuna rilevanza, posto che il dipendente continua a beneficiare della CIG e non deve nemmeno comunicare lo stato di malattia;
  • Precedente la sospensione dal lavoro comporta che il dipendente in malattia entra in CIG dalla data di inizio della stessa (se la totalità del personale è coinvolto dalla sospensione) ovvero continua a beneficiare della malattia (se la non tutto il personale è sospeso).

Discorso diverso (e qui veniamo al cuore della questione) nelle ipotesi di ricorso alla cassa integrazione ordinaria con orario ridotto (senza sospensione a zero ore). In situazioni simili prevale l’indennità di malattia.

Nelle ipotesi di utilizzo della CIGO con orario ridotto un errore che può creare problemi con l’Inps è la presenza di certificati di malattia, trasmessi dal medico curante all’Istituto, in giornate dove il lavoratore è al tempo stesso segnalato come assente in cassa integrazione.

Alla luce della prevalenza degli eventi di malattia rispetto alla CIG a orario ridotto l’Inps è suscettibile di inviare una comunicazione di anomalia all’azienda (di norma via PEC) concernente la fruizione dell’ammortizzatore sociale in giornate ufficialmente coperte da assenza per malattia.

L’obiettivo dell’Istituto è invitare l’azienda a verificare se nella stessa giornata per il medesimo dipendente la malattia si sovrappone con la CIG. Trattandosi entrambi di eventi a carico dell’Inps, l’obiettivo è evitare un’indebito guadagno da parte del datore di lavoro (determinato dalla riduzione dei contributi da versare all’Inps stesso con F24).

CIG e malattia, come evitare problemi con l’Inps?

Alla luce di quanto descritto, un controllo preliminare in sede di elaborazione presenze riguarda i dipendenti coinvolti in assenze a titolo di CIGO con orario ridotto.

Per i soggetti in parola è necessario accertare se, attraverso l’apposita piattaforma telematica disponibile collegandosi a «inps.it - Lavoro - Consultazione degli attestati di malattia telematici» (necessario il possesso delle credenziali SPID, CIE o CNS) esistono certificati di malattia per le medesime giornate in cui risulta dalla documentazione interna la fruizione della CIGO.

In caso positivo, chi si occupa dell’inserimento presenze deve successivamente verificare se esistono certificati rettificativi di annullamento dell’assenza.

In mancanza di un certificato rettificativo, la giornata dev’essere qualificata come malattia e non CIG.


CIG e malattia, come fare quando si riceve una segnalazione dell’Inps?

In caso di contestazione da parte dell’Inps circa la sovrapposizione, nella stessa giornata, di un evento di malattia e della fruizione della cassa integrazione guadagni, il datore di lavoro deve, innanzitutto, verificare cos’è stato inserito nel calendario presenze e com’è stata di conseguenza elaborata la busta paga.

La situazione meno problematica è quella in cui, pur avendo presentato il certificato di malattia, il dipendente, in alternativa:

  • Ha comunque lavorato parte della giornata e, per le ore residue, è stato sospeso dal lavoro con fruizione della CIG;
  • Si è reso comunque disponibile al lavoro ma è stato sospeso per l’intera giornata con fruizione della CIG.

In questo caso è sufficiente segnalare all’Inps, tramite la funzionalità del cassetto previdenziale (presente sulla piattaforma «Accesso ai servizi per aziende e consulenti» del portale «inps.it») che nella giornata interessata non è stato inserito alcun evento di malattia.

Nella comunicazione trasmessa all’Inps è opportuno allegare copia del cedolino paga e del calendario presenze in cui risulta l’assenza dell’evento di malattia per la giornata in parola.

Si segnala altresì di invitare il dipendente a produrre copia del certificato medico (peraltro disponibile online sul portale telematico dell’Istituto) di annullamento del certificato con cui era stata disposta a suo tempo l’assenza per malattia nella giornata contestata dall’Inps.

Restituire la CIG all’Inps

L’azienda che, a seguito della segnalazione dell’Inps, verifica sul cedolino paga e nel calendario presenze che la stessa giornata è stata qualificata come interamente coperta da CIG e malattia è tenuta, trattandosi di intervento dell’ammortizzatore sociale con riduzione dell’attività lavorativa (e non sospensione), a segnalare all’Istituto che l’evento di Cassa integrazione, per la giornata in parola, non è effettivamente dovuto.

A seguire l’Inps produce di norma una nota di rettifica a debito per l’azienda, finalizzata a recuperare le somme indebitamente dedotte dal datore di lavoro (dai contributi versati all’Inps con modello F24) a titolo di Cassa integrazione.

Un esempio è quello del dipendente Caio, il quale, dovendo lavorare nella giornata di martedì 27 agosto 2024, per un totale di 8 ore, si è visto registrare nel calendario presenze:

  • 8 ore di malattia;
  • 8 ore di CIG.

Da notare che nella nota di rettifica trasmessa dall’Istituto viene indicato:

  • L’importo da versare all’Inps, con modello F24;
  • La data di scadenza per il versamento delle somme;
  • Le modalità di compilazione del modello F24.

Un ulteriore adempimento, sempre a carico del datore di lavoro, riguarda l’invio di una denuncia UniEmens di rettifica, dove si modifica la giornata con la sovrapposizione di CIG e malattia, lasciando solo quest’ultima.