Più di 200 immobili in 13 Paesi sparsi per il globo: l’ultimo record di Amancio Ortega, fondatore di Zara, che è diventato l’imprenditore immobiliare più ricco del pianeta
Il secondo uomo più ricco d’Europa - dietro al solo Bernard Arnault - è diventato il magnate immobiliare più ricco del mondo. Con un patrimonio stimato da Forbes di oltre 141 miliardi di dollari, Amancio Ortega ne ha investiti ben 24, di miliardi, in 216 proprietà sparse in ogni angolo della terra, diventando, a 90 anni suonati, il re assoluto delle case. E pensare che parliamo del fondatore di Zara, uno dei marchi di abbigliamento e accessori low cost più famosi al mondo.
Riservato, introverso e incredibilmente parsimonioso, ma non quando si parla di immobili, ovviamente. Poche interviste per delineare uno degli imprenditori più influenti al mondo, ma per fortuna le sue società miliardarie parlano per lui. Ecco chi è davvero Amancio Ortega, l’uomo più ricco della Spagna che a oltre 90 anni è ancora sulla cresta dell’onda.
Chi è Amancio Ortega? La biografia del magnate di Zara e degli investimenti immobiliari
Nato in un piccolo centro della provincia di León, figlio di un ferroviere, Amancio Ortega è forse uno dei simboli di ciò che significa fare la “scalata imprenditoriale” costruita dal basso. A soli 14 anni lascia la scuola e inizia a lavorare come garzone in un negozio di camicie: è lì che comprende il funzionamento reale del mercato dell’abbigliamento, fatto di margini, domanda e accessibilità. Negli anni ’60 fonda la sua prima attività, Confecciones GOA, producendo vestiti insieme alla moglie Rosalía Mera direttamente in casa.
La svolta arriva nel 1975 con l’apertura del primo negozio Zara, un’intuizione semplice e al tempo stesso rivoluzionaria: offrire capi alla moda a prezzi accessibili, accorciando drasticamente la filiera produttiva. È il modello del “fast fashion” prima ancora che il termine esista (e che diventi negativo). Il successo è immediato e porta, nel giro di pochi anni, alla nascita del gruppo Inditex, oggi il più grande colosso mondiale dell’abbigliamento, senza se e senza ma.
Sotto il suo controllo finiscono marchi come Massimo Dutti, Pull&Bear, Bershka, Stradivarius, Oysho e Zara Home, creando un ecosistema retail globale con migliaia di negozi. Zara da sola è arrivata a generare fatturati miliardari, superando i 16 miliardi di euro con utili netti superiori ai 2 miliardi.
Ma Ortega non è mai stato solo un uomo della moda. Fin dagli anni Duemila, parallelamente alla crescita di Inditex, ha iniziato a costruire un impero tutto suo: quello immobiliare. Una strategia “nata nel silenzio”, metodica e alimentata da dividendi sempre più ingenti, che lo ha trasformato da re del fast fashion a uno dei più potenti investitori globali. Anzi, il più ricco in assoluto.
Come Amancio Ortega è diventato l’imprenditore immobiliare più ricco al mondo
Il cuore della macchina immobiliare di Ortega si chiama Pontegadea, la holding attraverso cui gestisce investimenti e partecipazioni. Tutto inizia nel 2001, anno della quotazione in Borsa di Inditex: vendendo il 13,5% della società, incassa circa 1,1 miliardi di dollari e decide di reinvestirli nel mattone.
Da quel momento costruisce un portafoglio senza precedenti: 216 proprietà in quasi 100 mercati, concentrate in 13 Paesi e valutate circa 25 miliardi di dollari. Solo nell’ultimo anno ha investito oltre 3 miliardi, con 13 acquisizioni tra uffici, hotel, immobili industriali e retail di lusso.
Tra gli acquisti più iconici spiccano il Royal Bank Plaza di Toronto (916 milioni di dollari), il complesso Troy Block a Seattle occupato da Amazon (740 milioni), la Devonshire House a Londra (671 milioni) e, più recentemente, l’ex sede della Canada Post a Vancouver, acquistata per circa 850 milioni e trasformata in hub tecnologico.
Di fatto, Ortega compra immobili “trophy”, asset di altissima qualità situati in posizioni centrali e affittati a colossi come Amazon, Apple, Meta, Nike o Spotify. Operazioni spesso concluse interamente in contanti, senza debito, con un livello di leva finanziaria vicino allo zero.
A differenza degli altri investitori, non specula sul breve periodo: vende pochissimo (solo 10 immobili in oltre 20 anni) e punta su rendite stabili e durature. Un approccio quasi “da collezionista”, che gli ha permesso non solo di accumulare ricchezza ma anche di proteggersi dalle oscillazioni del mercato immobiliare globale.
Il patrimonio personale di Amancio Ortega
Come detto, il patrimonio personale di Amancio Ortega è stimato da Forbes in oltre 141 miliardi di dollari, cifra che lo colloca stabilmente tra gli uomini più ricchi del pianeta, spesso persino tra i primi 10. La maggior parte della sua ricchezza deriva dalla partecipazione in Inditex, di cui è ancora il principale azionista attraverso Pontegadea.
Ma ciò che rende il suo caso unico è la gestione di questi capitali. Dal 2001 a oggi, Ortega ha incassato circa 28 miliardi di dollari in dividendi e li ha reinvestiti quasi interamente, trasformandoli in asset produttivi: immobili, infrastrutture, energia e logistica. Una strategia che non è solo finanziaria ma anche fiscale.
Grazie alla struttura societaria e alle normative spagnole sulle holding, ha potuto ridurre drasticamente l’impatto fiscale sui dividendi, pagando aliquote minime rispetto agli standard. Ciò gli ha consentito di risparmiare miliardi e accelerare ulteriormente la crescita del suo impero.
Oggi Pontegadea è uno dei più grandi family office al mondo, con asset globali e una struttura sorprendentemente snella: circa 90 dipendenti e un consiglio ristretto. E mentre i dividendi continuano a crescere - con un record di 3,8 miliardi previsto in un solo anno - Ortega continua a fare ciò che ha sempre fatto: reinvestire, espandere, consolidare.
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