Chi deve pagare la tassa di 3 euro sui pacchi dalla Cina

Patrizia Del Pidio

8 Luglio 2026 - 12:21

Tassa di 3 euro sui pacchi dalla Cina: l’UE voleva far pagare le piattaforme, ma Temu, Shein e Amazon Haul scaricano i dazi sui consumatori. Ecco come cambiano i prezzi.

Chi deve pagare la tassa di 3 euro sui pacchi dalla Cina

Lo scorso 1° luglio è entrata in vigore una delle riforme doganali più incisive dell’ultimo trentennio. La modifica riguarda gli acquisti online: l’Unione Europea ha eliminato la franchigia che permetteva ai pacchi di valore inferiore ai 150 euro provenienti dai Paesi extra-UE di viaggiare senza pagare dazi doganali. Per questi pacchi, ora, l’Unione Europea, prevede una tariffa forfettaria di 3 euro.

La nuova tassa sui pacchi di modico valore, però, non si applica all’intera spedizione, ma ai singoli articoli che essa contiene. Si dovrà pagare il contributo di 3 euro per ogni categoria merceologica diversa contenuta nella spedizione.

Anche se la Commissione Europea, a più riprese, ha rassicurato che il dazio non peserà sui consumatori visto che deve essere pagato dalle piattaforme, le cose non stanno proprio così. A poco più di una settimana dall’entrata in vigore della novità i dati dimostrano che sta accadendo esattamente il contrario.

Come dovrebbe funzionare la tassa di 3 euro?

La nuova tassa, come abbiamo accennato, non si applica sull’intera spedizione, ma sulle categorie merceologiche (voci doganali). I tre euro, quindi, non si pagano sul numero di articoli presenti nella spedizione né sul valore totale dell’ordine.

Se si acquistano, ad esempio, cinque magliette si paga un solo dazio di 3 euro perché i cinque articoli hanno la stessa categoria doganale. Se invece, si compra una maglietta e un braccialetto, essendo due le categorie merceologiche, il dazio su quella spedizione è di 6 euro, anche se i due articoli valgono poco e viaggiano nello stesso pacchetto.

Nei piani dell’UE, il costo del dazio doveva ricadere direttamente sui colossi dell’e-commerce, permettendo ai prezzi di listino di rimanere competitivi. Nella realtà, invece, non sta andando proprio così e la maggior parte delle piattaforme, per proteggere il proprio margine, sta scaricando il costo sugli acquirenti a volte anche in modo improprio con rincari di 3 euro e oltre su ogni singolo articolo.

Temu, Shein e AliExpress, cosa sta accadendo?

Sulle grandi piattaforme che spediscono pacchi dalla Cina si stanno verificando due fenomeni chiari: da una parte i prodotti con costo inferiore ai 4 euro stanno sparendo. Gli articoli che prima costavano 1 o 2 euro hanno subito rincari vertiginosi arrivando a costare anche più di 4 o 5 euro.

Inoltre molti venditori stanno applicando l’aumento di 3 euro per ogni prodotto, direttamente nel prezzo di listino. Se una persona, oggi, compra due magliette non si vedrà applicare una singola volta il dazio per la spedizione della stessa categoria merceologica, ma troverà il prezzo della maglietta aumentato di tre euro e, di fatto, pagherà il dazio due volte anche se non dovuto. Sono i prezzi dei singoli articoli che sono stati aumentati per assorbire il costo della tassa.

Quali sono le conseguenze?

Quello che sta accadendo è una ricaduta sull’acquirente finale senza precedenti. Facciamo un esempio di quello che sta succedendo. Supponiamo di voler ordinare tre cover, che prima costavano 2 euro e oggi ne costano 5. Su quella spedizione l’Ue applica un solo dazio da 3 euro, ma il venditore chiede all’acquirente di pagare 15 euro invece dei 6 che avrebbe pagato in precedenza. Chi acquista paga 9 euro in più, ovvero il dazio UE per ognuno degli oggetti comprati, indipendentemente dal fatto che appartengano alla stessa categoria merceologica.

Le piattaforme, ritoccando i prezzi alla base, si garantiscono entrate maggiori assorbendo il dazio e avendo margini più alti.

Attenzione ad Amazon

Molti compratori potrebbero pensare che acquistando da Amazon il problema non si ponga perché il prodotto venduto direttamente da Amazon o da un venditore terzo è già stoccato in un centro logistico europeo e non deve, quindi, passare la dogana. Anche se questo è vero bisogna considerare la nuova sezione Amazon Haul, che permette di vendere piccoli oggetti low cost spediti direttamente dalle fabbriche cinesi (infatti i tempi di consegna risultano molto più lunghi). In questo caso il meccanismo che si attua alla dogana è lo stesso previsto per i pacchi provenienti da Shein e Temu e anche in questo caso si potrebbe assistere a rincari nei prezzi di listino per ammortizzare la tassa di 3 euro da pagare alla dogana.

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