Secondo uno studio Microsoft siamo fuori dalla top 20 dei Paesi che più utilizzano i chatbot. Cerchiamo però consigli su ambiti molto sensibili.
Un conto è l’utilizzo per motivi di lavoro, un altro quello per ragioni personali: più o meno innocue, come richiedere pareri su shopping e vacanze, o delicate come un consulto su questioni di salute. Dal lancio di ChatGPT a oggi sono passati poco più di tre anni, eppure il rapporto tra l’Intelligenza Artificiale e chi la usa è già molto stretto..
L’utenza è in crescita costante: oggi circa una persona adulta su sei nel mondo utilizza strumenti di IA generativa. «Un traguardo notevole per una tecnologia che solo da poco è diventata di uso comune», sottolinea un recente report realizzato da un think tank di Microsoft specializzato nell’analisi dell’impatto dell’AI nel mondo del lavoro. Naturalmente anche l’Italia è coinvolta in questa ondata, con delle peculiarità. Utilizziamo l’AI per lavorare, imparare o risolvere problemi molto meno rispetto ad altri Paesi europei, anche se per alcune questioni abbiamo già eletto i chatbot a nostri fidati consiglieri.
Cosa dice lo studio
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