Certificazione Unica errata: cosa fare nella dichiarazione dei redditi?

Claudia Cervi

23/08/2022

23/08/2022 - 17:20

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Cosa fare se ci sono errori nella Certificazione Unica? Cosa inserire nella dichiarazione dei redditi se il contribuente non riceve quella corretta? Vediamo le possibili soluzioni.

Certificazione Unica errata: cosa fare nella dichiarazione dei redditi?

La Certificazione Unica è un documento inviato dal datore di lavoro o dal committente per attestare il reddito su base annuale percepito da un lavoratore dipendente, parasubordinato o da un lavoratore autonomo.

Il contribuente ha il dovere si verificare che la Cu ricevuta presenti i dati in modo corretto e, nel caso rilevasse degli errori, ha il diritto di richiederne la correzione.

Cosa succede se il lavoratore non riceve la Cu corretta? Cosa deve inserire nella dichiarazione dei redditi?

Certificazione Unica errata: correzione anche dopo i termini

La Certificazione Unica 2022 è stata trasmessa entro il 16 marzo 2022 con le istruzioni e il modello contenuti nel provvedimento n. 11169/2022 dell’Agenzia delle Entrate.

Chi produce la certificazione è tenuto ad adempiere a due obblighi:

  • trasmettere la certificazione all’Agenzia delle Entrate, che a sua volta inserirà i dati nelle dichiarazioni precompilate e procederà a controlli incrociati a campione;
  • consegnare la certificazione al lavoratore che ha percepito i redditi.

Nel caso in cui la Cu inviata presenti degli errori, può essere richiesta la sua correzione e deve essere ritrasmessa all’Agenzia delle Entrate anche dopo la scadenza dell’adempimento telematico con delle sanzioni a carico del sostituto d’imposta pari a:

  • 33,33 euro (1/3 del minimo) nel caso di ritrasmissione entro 60 giorni dalla scadenza dei termini;
  • 100 euro (sanzione minima) se la trasmissione avviene oltre 60 giorni dalla scadenza dei termini.

Certificazione Unica: a cosa serve?

Abbiamo visto che la Certificazione Unica serve ad accertare i redditi annuali percepiti da un lavoratore e grazie a questo documento il contribuente può adempiere al proprio obbligo dichiarativo.

In altre parole la Cu è una sintesi dei redditi e dei compensi ricevuti nel corso dell’anno. In particolare contiene:

  • i dati anagrafici del lavoratore;
  • i dati identificativi del datore di lavoro o dell’ente che ha elaborato la certificazione (per esempio l’Inps);
  • informazioni sul reddito: reddito imponibile, importo degli assegni familiari percepiti, ritenute applicate al reddito ecc.;
  • se presenti, dati del coniuge e dei figli a carico (o altri familiari a carico);
  • eventuali contributi e Tfr;
  • redditi da lavoro autonomo;
  • redditi diversi;
  • redditi percepiti e le ritenute subite relativamente agli affitti brevi;
  • sezione per la destinazione di 8 per mille, 5 per mille e il 2 per mille dell’Irpef.

Certificazione Unica errata: cosa fare nella dichiarazione dei redditi?

Può tuttavia capitare che il sostituto d’imposta non invii la Cu corretta e che il contribuente si trovi nella situazione di avere percepito un reddito diverso da quello che risulta dal documento.

Cosa succede se il reddito effettivo sia inferiore a quello certificato? Il rischio per il contribuente è infatti di dover pagare imposte su redditi non effettivamente percepiti.

Premesso che il contribuente dovrà comunque inserire in dichiarazione i dati contenuti nella Cu, anche se errati, per evitare di versare imposte non dovute dovrà:

  • indicare sul Quadro C “Redditi di lavoro dipendente e assimilati” i redditi risultanti dalla Certificazione Unica in suo possesso, anche se non percepiti;
  • indicare la quota di reddito certificata ma non effettivamente percepita nel rigo E26 Altri oneri deducibili”, indicando:
    • nella colonna 1: il codice 21, in generale relativo agli “altri oneri deducibili”, ma in questo caso utilizzato per “le somme che non avrebbero dovuto concorrere a formare i redditi di lavoro dipendente e assimilati e che, invece, sono state assoggettate a tassazione”, secondo le definizioni delle istruzioni del modello 730/2022;
    • nella colonna 2: l’importo reddituale non effettivamente percepito.

Per non incorrere in sanzioni da parte dell’amministrazione finanziaria sarà necessario conservare tutta la documentazione che dimostri il minor reddito percepito.

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