Cercasi disperatamente candidati. Tutte le sbandate del Partito Democratico

Glauco Maggi

05/05/2025

Dopo Biden, i Democratici rischiano di compromettere il futuro elettorale inseguendo cause impopolari, tra identitarismo, simpatia per estremisti e assenza di leadership credibile.

Cercasi disperatamente candidati. Tutte le sbandate del Partito Democratico

Il destino del partito Democratico è nelle mani ….del GOP?

Soltanto un combinato disposto di errori della Casa Bianca (le tariffe e l’inflazione sono la massima incognita) e di litigiosità tra i deputati e i senatori Repubblicani che impedisse l’approvazione della legge omnibus con la proroga dei tagli delle tasse entro l’estate, offrirebbe agli eredi di Biden-Harris un’àncora di salvezza.

Cioè, la vittoria alle elezioni di medio termine nel novembre dell’anno prossimo, con la conquista della Camera e/o del Senato che sarebbe il trampolino della rivincita nel 2028.

Ma si stanno meritando, i Democratici, il regalo di un eventuale suicidio di Trump e compagnia?

In verità proprio no. Solo il 31% degli americani, nel sondaggio della Quinnipiac University condotto durante il passaggio delle consegne in gennaio, aveva detto di avere una opinione favorevole sul partito sconfitto, mentre il 57% ne aveva una negativa. La ricerca a cura della società Democratica Blueprint tra gli elettori “swing”, “ballerini”, aveva fornito i dettagli. Tra gli indecisi, il 52% era andato per Trump, il 36% per Harris.
E il 73% degli swing pensava che i Democratici favorivano gli immigrati rispetto ai cittadini americani; il 72% che volevano promuovere una ideologia transessuale; il 67% che erano troppo focalizzati nella politica identitaria; il 69% che avevano idee estreme rispetto alla immigrazione, e il 63% sulle razze e il genere.

E ancora: per il sondaggio del Progressive Policy Institute tra i lavoratori, il 68% aveva detto che i DEM si erano spostati troppo a sinistra, contro il 47% che aveva detto che il GOP era andato troppo a destra.
Tutto chiaro, dai dati, verso quale strategia il partito DEM si dovrebbe impegnare per ribaltare il sentimento, attualmente ostile, della gente centrista, moderata, non schierata.

Qualcuno lo ha pure scritto. Park MacDougald del Manhattan Institute, citando politico.com, ha riportato sul New York Post che Seth London, donatore e consigliere di Obama, ha proposto da dove devono ripartire i Democratici per costruirsi un nuovo brand: “Dal rigetto completo del focus sulla razza e delle politiche delle identità”.
Anche secondo Rahm Emanuel, ex sindaco di Chicago ed ex capo staff di Obama, “la politica delle identità non ha funzionato sul piano elettorale ed è fallita miseramente su quello strategico”.
Che cosa succede, invece? Il deputato DEM del Massachusetts Seth Moulton, subito dopo il voto, era stato “brutalmente onesto” (parole sue, in una intervista al New York Times) nel denunciare quanto fosse lontana dal pubblico americano la simpatia per i transessuali maschi nelle gare femminili.

Moulton, padre di due figlie femmine, si era detto d’accordo con l’80% degli americani contrari a vedere “le ragazze superate su un campo di gioco da un atleta maschio o ex maschio”.
Apriti cielo. Attivisti Democratici locali hanno fatto un rally fuori dal suo ufficio al grido “Il vicinato contro l’odio” e hanno annunciato che alle prossime elezioni faranno scendere in campo uno sfidante Democratico contro Moulton per fargli perdere il posto di deputato.

Il manager della sua stessa campagna si è dimesso per protestare contro la sua dichiarazione al NYTimes e la presidente del Comitato cittadino Democratico di Salem lo ha denunciato in una e-mail come un “collaboratore Nazista”.
Insomma, la marcia di rientro del partito dagli estremismi woke appare un miraggio.
Le acrobazie tentate da Kamala negli ultimi 100 giorni prima del voto per offuscare il suo passato da marxista californiana sono dimenticate.

Eppure una parte dell’apparato del partito sicuramente avverte l’urgenza di una correzione verso una normalità, non diciamo kennedyana, ma almeno clintoniana. E forse potrebbe bastare anche un approccio obamiano.
Il quale Barack, non va dimenticato, scelse nel 2008 Joe Biden perché era bianco (per identità compensatoria) e dal passato navigato e rassicurante. La percezione di un partito politico tra la gente conta assai.
Prima dell’avvento di Trump, che ha ridisegnato il GOP sulla propria statura MAGA da parvenue di successo, era un fattore fondamentale che ruotava attorno a qualità classiche, retrò: decenza, gravitas, presentabilità, eleggibilità.
Di qui, l’impossibilità di immaginarsi oggi il GOP che verrà dopo la rivoluzione di Donald.

Ma se la futura “casa” dei Repubblicani partirà giocoforza da quanto ha fatto Trump, e farà fino al 2028, quella dei Democratici non è una tabula rasa su cui scrivere un programma credibile adeguato.
Purtroppo per Moulton, Emanuel e le altre teste pensanti. La percezione, avevamo detto, è una precondizione.
E proprio su questo terreno sensibile, e palpabile, i Democratici, o almeno quelli che sono più visibili e chiassosi oggi, stanno dando il peggio di sé.
Orfani di leader che non ci sono o sono scaduti, tipo le Nancy Pelosi e i Chuck Schumer in Congresso, o i Clinton e gli Obama in acido pensionamento, attivisti e simpatizzanti sbandano. Anzi sbarellano.Ci sono tre nomi, all’onore delle cronache, che sono diventati gli eroi 2025 dei Democratici, e dicono tutto. Luigi Mangione, Kilmar Abrego Garcia, Mohsen Mahdawi. Non devo spiegare chi è Mangione, l’assassino del Ceo di una assicurazione sanitaria che rischia la condanna a morte.

Quello che conta, qui nella degenerata sinistra, è che è diventato un idolo dell’anticapitalismo.
La senatrice DEM Elizabeth Warren ha sottolineato, pur non giustificando la violenza (bontà sua!), che la reazione pubblica “da culto” riflette una profonda frustrazione verso le pratiche delle compagnie assicurative sanitarie, un «monito» per tutti coloro che operano nel business della salute”, le sue parole.
Per il senatore socialista DEM Bernie Sanders la risposta del pubblico dimostra la rabbia diffusa contro le compagnie di assicurazione sanitaria e le loro pratiche.

Ossia, ha difeso la Warren e sottolineato le condizioni difficili (?) affrontate dalla classe operaia.
La deputata DEM Alexandria Ocasio-Cortez ha detto che, sebbene la violenza non sia giustificabile, le persone percepiscono le negazioni delle richieste di risarcimento delle spese per la salute come atti di violenza contro di loro.
Come dire: è stato un atto di autodifesa.
Per il senatore DEM Ron Wyden esiste “un contesto importante da considerare in questo caso”.
Un assassinio a sangue freddo, alle spalle, ha dunque trovato tra i DEM voci politiche di simpatia, di distinguo.E non ci sono solo i fans che lo acclamano fuori dal tribunale, una manovalanza militante pro crimine.Ci sono anche gli intellettuali: un regista ne ha fatto uno spettacolo teatrale - Luigi The Musical - che lo celebrerà da metà giugno a San Francisco.

Kilmar Abrego Garcia, per il governo USA, è un salvadoregno membro della gang MS-13. È stato trasferito nella galera dove il governo Trump ha deportato centinaia di supposti criminali. Tatuati e legati, sono diventati l’effigie della fermezza di Trump nel deportare illegali criminali. Garcia era stato trasferito in San Salvador per un errore amministrativo dell’ICE, poi ammesso. E un giudice USA ha ordinato che Trump lo riporti a casa, per sottoporlo a regolare processo e stabilire se è un gangster e quale pena meriti.
Si sa che anni fa Kilmar aveva coperto di botte la moglie (questo è provato, lo ha detto lei nella denuncia) e che era stato fermato in Tennessee sul suo van con otto immigrati clandestini.
Non è provato che lui fosse il regista di un traffico di esseri umani, ma non era di sicuro una gita. Senatori e deputati DEM sono andati in processione a San Salvador a portargli solidarietà, e al ritorno hanno tenuto conferenze stampa per chiedere che Trump lo riporti a casa, dalla moglie picchiata.

Mohsen Mahdawi è il leader delle proteste violente alla Columbia degli studenti filopalestinesi e anti Israele. È stato arrestato dall’ICE (poi rilasciato da un giudice) mentre cercava di ottenere la cittadinanza sfruttando la carta verde che aveva da anni. L’accusa era di aver guidato attività ostili verso l’America.Come è noto, la Columbia è stata al centro di occupazioni e violenze per mesi e Trump è immerso nella sua campagna law & order.

Il punto fondamentale, qui, non è addentrarsi nei meandri delle procedure per stabilire se, a parte Mangione per il quale non ci sono dubbi, le due altre nuove bandiere dei DEM abbiano più torti o più ragioni.
Sul piano politico si deve valutare se i DEM stiano cavalcando cause utili per loro, o per far fare bella figura a Trump.
Io non ho dubbi che, per la gente normale, presentarsi come fanno i DEM quali simpatizzanti di un assassino, di paladini di sudamericani irregolari clandestini e violenti, e di arabi antisemiti che devastano le università propugnando la distruzione di Israele, beh non sia il massimo, a proposito di percezione.