Cedolino NoiPa marzo, quando viene pagato lo stipendio e perché è più basso

Simone Micocci

04/03/2026

Cedolino NoiPa, marzo 2026: importo visibile nell’area personale. Ecco la ragione per cui lo stipendio netto potrebbe essere più basso.

Cedolino NoiPa marzo, quando viene pagato lo stipendio e perché è più basso

Con l’inizio di marzo torna l’attenzione sul cedolino NoiPa, lo strumento attraverso il quale milioni di dipendenti della pubblica amministrazione possono controllare in anticipo l’importo dello stipendio in arrivo.

La buona notizia è che gli importi della mensilità di marzo 2026 sono infatti già visibili nell’area riservata del portale NoiPa, permettendo ai lavoratori pubblici di conoscere perlomeno quanto spetta di netto. Successivamente, nella seconda metà del mese, sarà invece disponibile il documento completo, con il dettaglio di lordo, trattenute fiscali e indennità.

La mensilità di marzo è inoltre particolarmente attenzionata perché può presentare alcune variazioni rispetto ai mesi precedenti. In particolare, sullo stipendio tornano a incidere alcune trattenute fiscali che possono far percepire un importo netto leggermente più basso rispetto a inizio anno, mentre per alcuni comparti iniziano a vedersi anche gli effetti dei rinnovi contrattuali.

Ma vediamo tutto quello che serve sapere per lo stipendio dei dipendenti pubblici di marzo, partendo proprio dalle date da segnare in rosso sul calendario.

Quando è disponibile il cedolino NoiPa e le date di pagamento

Come già anticipato, per quanto riguarda il cedolino NoiPa di marzo 2026, gli importi netti dello stipendio sono stati resi disponibili nell’area riservata del portale nei primi giorni del mese. Si tratta però soltanto di un’anticipazione: il cedolino completo con il dettaglio di tutte le voci di busta paga viene pubblicato generalmente intorno al 18 marzo, quando diventa possibile consultare tutte le componenti dello stipendio.

Dopo la pubblicazione del cedolino entrano nel vivo anche le operazioni di pagamento. Nel corso del mese sono previste diverse emissioni. La prima è quella urgente del 13 marzo, utilizzata per liquidare arretrati stipendiali, rettifiche di cedolini, integrazioni economiche non pagate nei mesi precedenti e conguagli fiscali o contributivi.

Una seconda emissione speciale è prevista il 18 marzo, la stessa data in cui dovrebbe essere pubblicato il cedolino completo. Questa finestra di pagamento riguarda categorie specifiche, come i volontari dei Vigili del Fuoco e il personale scolastico con contratti brevi o saltuari.

La maggior parte degli stipendi della pubblica amministrazione rientra invece nell’emissione ordinaria di fine mese. In base al calendario previsto per marzo, le date da tenere in considerazione per i pagamenti sono:

  • tra il 23 e il 24 marzo per il personale amministrativo delle Direzioni provinciali del Dipartimento del Tesoro e per gran parte del comparto scuola (esclusi i docenti);
  • tra il 24 e il 27 marzo per gli altri dipendenti statali e per il personale supplente della scuola;
  • il 27 marzo per il personale del comparto sanità.

Il ritorno delle addizionali che abbassa lo stipendio

Un elemento che incide sul cedolino NoiPa di marzo è il ritorno delle addizionali regionali e comunali, trattenute fiscali che ogni anno tornano a pesare sulla busta paga dei dipendenti pubblici proprio a partire da questa mensilità.

Per chi è pagato tramite NoiPa il meccanismo è infatti diverso rispetto a quello applicato alla maggior parte dei lavoratori del settore privato.

Nel pubblico impiego le addizionali non iniziano a essere trattenute da gennaio, ma da marzo e fino a novembre.

In questi mesi vengono applicate contemporaneamente più voci: da un lato il saldo delle addizionali regionali e comunali relative all’anno precedente, dall’altro l’acconto dell’addizionale comunale per il 2026. La combinazione di queste trattenute fiscali fa sì che proprio da marzo molti dipendenti pubblici possano notare uno stipendio netto più basso rispetto ai primi mesi dell’anno. Per questo motivo l’importo visibile sul portale NoiPa può risultare inferiore alle attese: l’effetto delle addizionali tende infatti ad assorbire parte degli eventuali aumenti retributivi, rendendo meno evidente la variazione della busta paga.

Il cedolino NoiPa per la scuola

Per docenti e personale Ata il cedolino NoiPa di marzo arriva dopo una serie di aggiornamenti applicati negli ultimi mesi in seguito al rinnovo del contratto del comparto Istruzione e Ricerca 2022-2024. Il sistema NoiPa ha infatti applicato le nuove disposizioni contrattuali attraverso diverse fasi.

La prima riguarda l’aggiornamento degli stipendi tabellari, entrato in vigore con decorrenza economica dal 1° gennaio 2026, mentre successivamente sono stati liquidati anche gli arretrati contrattuali, pagati con un’emissione speciale esigibile il 23 gennaio 2026. In quella fase sono state corrisposte le differenze tra quanto previsto dal nuovo contratto e quanto già percepito negli anni precedenti, comprese le indennità di vacanza contrattuale e gli anticipi legati al rinnovo del Ccnl.

Il terzo passaggio ha riguardato il pagamento dell’una tantum, erogato con la mensilità di febbraio 2026: l’importo è stato pari a 111,70 euro per i docenti e 270,70 euro per il personale Ata, riconosciuto a condizione che il rapporto di lavoro fosse iniziato entro il 31 dicembre 2023 e non fosse cessato anticipatamente. Per i lavoratori part-time l’importo è stato invece ridotto proporzionalmente alla percentuale di servizio.

Per il personale con supplenze brevi o saltuarie, invece, è prevista una lavorazione specifica proprio nel corso di marzo 2026, con eventuali pagamenti che vengono gestiti attraverso emissioni dedicate nel corso del mese.

Quando arrivano gli aumenti per gli enti locali

Tra le novità che riguardano il pubblico impiego c’è anche la firma del contratto collettivo nazionale delle Funzioni locali per il triennio 2022-2024, sottoscritto il 23 febbraio tra sindacati e Aran. L’accordo interessa oltre 400mila dipendenti degli enti locali, tra Comuni, Province e Città metropolitane.

Il rinnovo prevede aumenti medi pari a 136,76 euro lordi per tredici mensilità, valore che corrisponde a un incremento del 5,78% del monte salari 2021. A questo si aggiunge lo 0,22% di trattamento accessorio, che porta l’aumento complessivo a circa 140 euro mensili.

Nonostante la firma del contratto, però, gli aumenti non saranno visibili già nel cedolino di marzo. Servono infatti i tempi tecnici per l’applicazione del nuovo contratto nei sistemi stipendiali delle amministrazioni locali. Quando le nuove disposizioni saranno operative, i lavoratori riceveranno anche gli arretrati maturati fino a quel momento.

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