Questi 3 titoli di Stato in euro hanno cedole e rendimenti fino al 6,00% e al 6,33%

Stefano Vozza

10 Dicembre 2025 - 11:14

Obbligazioni a lunga scadenza (2044) ideali per chi oltre alla cedola guarda anche ai movimenti dei prezzi a medio, breve e lungo termine

Questi 3 titoli di Stato in euro hanno cedole e rendimenti fino al 6,00% e al 6,33%

Rispetto alle obbligazioni corte, quelle lunghe si prestano a più finalità e strategie di portafoglio. Di fondo presuppongono una maggiore propensione al rischio, più dimestichezza sul come maneggiarle ma anche sul come, quando e perché tradarle. Niente e nessuno vieta di tenerle da principio a fine, ovvio, ma è poi l’opzione più diffusa su simili durate. Di contro, sono in grado di dare e togliere tanto nel corso del tempo, per cui prima di pensare ai loro ricchi, potenziali ritorni c’è da fare i conti con una molteplicità di variabili.

Fatte le doverose premesse vediamo allora le cedole e i rendimenti fino al 6,00% e al 6,33% su questi 3 titoli di Stato in euro al 2044.

Il BTP con cedola del 4,75% fissa e costante

Partiamo con l’obbligazione di casa MEF emessa il 1° marzo 2013, all’indomani della crisi dello spread BTP-Bund impazzito nel novembre 2011. Erano gli anni cupi della crisi dei debiti sovrani, italiano incluso, che a loro volta seguivano la crisi dei mutui subprime scoppiata negli States. Anni difficili fatti di crisi profonde e perduranti dei mercati finanziari, con lo spread che arrivò a toccare quota 575 punti il 9 novembre 2011, con conseguente crisi del Governo Berlusconi.

Ecco, dunque, spiegato da dove deriva il 4,75% di tasso cedolare, il 4,15625% netto annuo, con date di stacco al netto al 1° di settembre e marzo. L’identificativo ISIN sul MOT è IT0004923998, con data scadenza 1° settembre 2044 e durata residua di 18,73 anni. Tuttavia, oggi il titolo quota sui 109,60 ed effettivo a scadenza sceso al 4,05% annuo lordo.

I movimenti dei prezzi in 12 anni e mezzo

Assai impressionanti le dinamiche dei prezzi del BTP Tf 4,75% St44 da emissione a oggi. Se il primo anno è stato quasi tutto sotto cento, poi in soli 15 mesi si è portato all’high di 168,03 del marzo 2015. Il massimo di sempre è stato a 173,20 a febbraio 2021, mentre tra i due picchi è andato più volte su e giù tra 110 e 150 circa. Dopo il massimo storico i corsi hanno conosciuto un crollo verticale fino al low a 92,75 nell’ottobre 2023, risaliti poi lentamente fino ai valori attuali.

Impostando il grafico a barre mensili si nota una sorta di trading range negli ultimi 3 anni con prezzi ingabbiati tra 99 e 114. Nel solo 2025, dopo il low a 103,56 di marzo si sono progressivamente formati minimi crescenti e massimi sempre a ridosso di 110. Ora il grande quesito, ma anche la grande attesa del trader in bond è se i corsi romperanno questa resistenza e daranno modo di speculare su possibili plusvalenze in conto capitale. E nell’eventualità, quando e di quanto si muoveranno? Certo, resta sempre aperto lo spauracchio che i corsi non vadano a ritestare i minimi del recente passato.

L’obbligazione bulgara con cedola al 4,25%

A seguire ecco il titolo di Stato denominato in euro emesso dalla Bulgaria, che dal 1° gennaio ’26 adotterà l’eurovaluta quale moneta interna con corso legale. L’ISIN sul MOT è XS2890435600, il taglio minimo resta a 1.000 € mentre la data scadenza è al 5 settembre ’44. È relativamente giovane dato che è nato a settembre ‘24, e prevede un payout del 4,25% con un unico stacco annuo. L’effettivo a scadenza è quasi pari al nominale, dato che si attesta al 4,21% per via delle attuali quotazioni a 100,51. La duration modificata, infine, è al 12,64 (è invece pari al 12,28 sul BTP Tf 4,75% St44).

L’obbligazione non vanta uno storico dei prezzi così vasto, con i corsi che in 15 mesi hanno segnato un min/max a 96,69 e a 103,24. La trading range è quindi più stretta anche per via del leggero minor coupon rispetto al BTP di prima. Tuttavia, i macro trend sull’obbligazionario più o meno si muovono all’unisono, specie quelli di una stessa area valutaria, per cui anche qui valgono le stesse speranze del bond MEF. Occhio, però, alle vicende politiche ed economiche interne allo Stato emittente, vedasi i titoli lunghi francesi. Nel caso del Bulgaria Fx 4.25% Sep44 il passaggio all’euro segnerà sicuramente un punto a suo favore.

Cedole e rendimenti fino al 6,00% e al 6,33% su questi 3 titoli di Stato in euro al 2044

Il richiamo alle vicende geo-politiche-economiche interne all’emittente si riflettono e comprendono meglio nel caso del Romania Fx 6% Sep44 Eur. Dei tre è quello con la minore duration modificata (10,8) ma dall’appeal speculativo tutt’altro che secondario. È un ventennale in origine nato 15 mesi (ISIN XS2908645265) e con una vita fruttifera rimasta quasi intatta e da vivere per intero.

Manco a dirlo, è l’obbligazione dal tasso nominale (periodicità annua) più ricco dei tre, il 6% (il 5,25% netto) e un effettivo a scadenza al 6,33%. Malgrado la ricca cedola prezza a 96,24 con il minimo di maggio che è stato addirittura a 81,59. Chi lo ha comprato a quei prezzi ha guadagnato ad oggi il 3,5% lordo di rateo periodale e un 16-17% di potenziale plusvalenza. In pratica un ritorno del 20% totale che poco ha da invidiare alle performance borsistiche.

L’investimento è tuttavia ad “alto impatto rischio” per una serie di variabili che possono incidere profondamente sugli yield e, quindi, sui corsi di mercato. Pensiamo al rischio di credito, al rating emittente, alla cronicità dei saldi commerciali e valutari, alle tensioni belliche della vicina Ucraina, alla scarsa forza dell’economia interna. Infine ecco la lunga durata del prestito obbligazionario che nei fatti funge da amplificatore agli eventi e alle escursioni di yield e prezzi, nel bene e nel male. In altri termini, la propensione al rischio chiesta per gli altri due bond 2044 qui vale quasi d’obbligo.