Cedola oltre il 3% e prezzo vicino a 100. Cosa offre questo BTP con scadenza 2031?

Gerardo Marciano

13 Agosto 2026 - 08:38

Un BTP 2031 vicino a quota 100, con cedola del 3,15%: analizziamo rendimento netto, flussi periodici, vantaggi e rischi per chi cerca stabilità.

Cedola oltre il 3% e prezzo vicino a 100. Cosa offre questo BTP con scadenza 2031?

Il recente rialzo dei tassi della BCE, lo spread BTP-Bund che continua a muoversi sostanzialmente all’interno di un trading range e il BTP Future ancora inserito in una fase laterale con inclinazione ribassista stanno aprendo scenari interessanti su diverse scadenze del mercato obbligazionario italiano.

A giugno la BCE ha aumentato di 25 punti base i tassi ufficiali, portando il tasso sui depositi al 2,25%, quello sulle operazioni di rifinanziamento principali al 2,40% e quello sui prestiti marginali al 2,65%. Nella successiva riunione del 23 luglio li ha lasciati invariati.

In questo contesto, però, non tutti i risparmiatori cercano semplicemente il rendimento più elevato possibile.
Per molti italiani l’obiettivo è diverso: costruire nel tempo una rendita periodica che possa integrare una pensione o uno stipendio, evitando di lasciare una parte eccessiva delle proprie disponibilità ferma sul conto corrente senza alcuna remunerazione significativa.

Ed è qui che entra in gioco un aspetto spesso sottovalutato quando si analizzano i BTP.
Sul mercato secondario esistono infatti titoli con cedole nominali relativamente basse ma rendimenti effettivi a scadenza sensibilmente superiori. Il motivo è semplice: vengono scambiati molto sotto quota 100 e una parte del rendimento deriva quindi dalla differenza tra il prezzo pagato e il valore di rimborso.
Esistono però anche situazioni differenti, nelle quali il prezzo è vicino alla pari e la cedola nominale si avvicina molto al rendimento effettivo a scadenza.

In questi casi il rendimento complessivo deriva in larga parte proprio dalle cedole periodiche e molto meno dall’eventuale recupero del prezzo verso 100.
Un esempio interessante è rappresentato dal BTP a tasso fisso 3,15% con scadenza giugno 2031.

Cedola del 3,15% e prezzo praticamente alla pari

Il titolo presenta, sulla base dei valori considerati, un prezzo di riferimento di 99,32.
Siamo quindi molto vicini al valore nominale di rimborso di 100.
La cedola annua lorda è del 3,15%, mentre il rendimento effettivo lordo a scadenza è pari al 3,33%.
Al netto della fiscalità prevista per i titoli di Stato, il rendimento effettivo a scadenza indicato è del 2,91%.
La distanza tra cedola nominale e rendimento lordo effettivo è quindi di appena 0,18 punti percentuali.
È proprio questo uno degli elementi più interessanti del titolo.
Il prezzo di 99,32 significa infatti che soltanto una piccola parte del rendimento complessivo deriva dalla differenza tra il prezzo di acquisto e il rimborso a 100.
La componente principale è rappresentata dalle cedole.

Su 10.000 euro di valore nominale, ad esempio, il BTP distribuisce 315 euro lordi di cedole ogni anno.
Considerando la tassazione del 12,5% prevista per i titoli di Stato italiani, il flusso cedolare teorico netto è pari a circa 275,63 euro annui, al netto delle sole imposte e senza considerare commissioni o altri costi.
Significa una cedola netta nominale di circa il 2,76% annuo.
Poiché per acquistare 10.000 euro nominali al prezzo di 99,32 servirebbero teoricamente circa 9.932 euro, esclusi rateo e commissioni, il rendimento cedolare netto corrente risulta leggermente superiore al 2,76%.
Il rendimento effettivo netto a scadenza arriva invece al 2,91%, perché incorpora anche la differenza positiva tra il prezzo di acquisto sotto 100 e il valore di rimborso finale.

Quali sono i vantaggi e quali i rischi

Il primo elemento favorevole è la prevedibilità dei flussi.
Il possessore del titolo conosce in anticipo l’ammontare della cedola nominale che verrà distribuita fino alla scadenza. Per chi utilizza il reddito prodotto dal capitale per integrare pensione o stipendio, questo elemento può avere un valore diverso rispetto alla semplice ricerca del rendimento più elevato.
C’è poi il prezzo.
A 99,32 il BTP quota praticamente alla pari. Questo significa che non è necessario attendere un forte recupero del prezzo per costruire il rendimento complessivo previsto a scadenza.
La duration modificata è pari a 4,32.

Questo valore rende il titolo meno sensibile ai movimenti dei tassi rispetto a BTP con scadenze molto più lunghe, ad esempio decennali o quindicennali.
Ma duration più contenuta non significa assenza di rischio.
Se i rendimenti di mercato dovessero salire, il prezzo del BTP potrebbe diminuire. Chi fosse costretto a vendere prima della scadenza potrebbe quindi ottenere un prezzo inferiore rispetto a quello pagato.
Al contrario, un eventuale calo dei rendimenti potrebbe sostenere il prezzo del titolo.
È quindi fondamentale distinguere ancora una volta tra chi acquista con l’obiettivo di mantenere il BTP fino alla scadenza e chi potrebbe avere necessità di liquidare l’investimento prima del 2031.

Nel primo caso assumono maggiore importanza il rendimento a scadenza e il flusso cedolare.
Nel secondo, invece, diventano determinanti anche le oscillazioni del prezzo sul mercato secondario.
Il possibile limite principale è rappresentato proprio dal rendimento.
Il 2,91% netto a scadenza non è particolarmente distante dai livelli offerti oggi su durate decisamente inferiori. La differenza, però, è che un investimento a breve termine espone al rischio di reinvestimento: alla scadenza non sappiamo a quale tasso sarà possibile impiegare nuovamente il capitale.
Con il BTP 2031 la cedola del 3,15% nominale resta invece definita fino alla scadenza.
Ed è proprio qui che si trova la vera scelta da analizzare.

Non semplicemente “quanto rende oggi?”, ma per quanto tempo si vuole conoscere in anticipo il flusso che il capitale potrà generare?
Il BTP 3,15% giugno 2031 rappresenta quindi un caso interessante perché prezzo, cedola e rendimento a scadenza sono molto vicini tra loro.

[A 99,32 il titolo non incorpora un forte guadagno potenziale legato al rimborso a 100. Il suo profilo è molto più semplice: una parte molto rilevante del rendimento passa attraverso la cedola distribuita periodicamente.
Per chi analizza strumenti destinati a generare flussi relativamente prevedibili nel medio termine, è proprio questa caratteristica a renderlo diverso da molti BTP che quotano fortemente sotto la pari e concentrano invece una quota maggiore del rendimento nel rimborso finale.

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